Ringiovanimento dello sguardo naturale con la tossina botulinica

A cura del dottor Giovanni Brunelli, chirurgo plastico

Autore: Dott. Brunelli Giovanni

Del: 02/05/2016

Lo sguardo è una parte molto importante del volto in ambito relazionale, ed uno dei primi distretti del volto soggetti ad invecchiamento, per questo motivo sono crescenti, le richieste di trattamenti che valorizzino la regione perioculare.

Ringiovanimento dello sguardo: tossina botulinica e acido ialuronico

Parlando di ringiovanimento dello sguardo, precisa il dott. Brunelli, le opzioni di trattamento sono sostanzialmente due.

Da un lato, troviamo la tossina botulinica, ideale per il terzo superiore del volto, complementare all’idrossiapatite di calcio se si vuole procedere con un’integrazione dei volumi. Dall’altra, i filler a base di acido ialuronico. Le richieste più frequenti fanno generalmente riferimento a trattamenti di medicina estetica più soft, meno invasivi, che consentano un ritorno immediato alle attività professionali e alla vita sociale.

La tossina botulinica è una molecola, ampiamente usata in medicina estetica, che conduce a risultati scientificamente provati in termini di freschezza e ringiovanimento del viso. I trattamenti a base di tossina botulinica  richiedono pochi minuti e non presentano complicanze di rilievo.

I trattamenti principali, per i quali la tossina botulinica è ufficialmente autorizzata,  riguardano il ringiovanimento dello sguardo, con il trattamento delle rughe frontali e delle rughe glabellari (rughe di espressione), zampe di gallina ( dovute all'azione del muscolo del sorriso). Questi trattamenti, attualmente, vengono eseguiti in modo leggermente diverso rispetto al passato.

Oggi, vista la crescente richiesta di risultati sempre più naturali, si punta ad ottenere un rilassamento del muscolo tale per cui la visibilità delle rughe a riposo sia minima, ma che permetta una mobilità durante la fase di espressione, quindi di poter esprimere le proprie emozioni senza essere “paralizzati”.  

Questo discorso, prosegue il dott. Brunelli, è valido  soprattutto  per il  terzo superiore del viso che comprende anche gli occhi.

Gli occhi  sono certamente lo specchio dell'anima ed è difficile mascherare le emozioni. Si può sorridere a comando o in modo falso ma gli occhi spesso rivelano  quello che pensiamo veramente.
Purtroppo, gli occhi sono una delle prime zone soggette ad invecchiamento, perché si ha una perdita di volume progressiva per cui spesso  si arriva ad avere un occhio leggermente incavato, sinonimo di vecchiaia. È dunque, fondamentale, ridare i volumi sia alla palpebra superiore che alla parte inferiore, ma anche alla tempia,  un'altra zona che invecchia facilmente.

Mediante l’utilizzo dell’acido ialuronico o dell’idrossiapatite di calcio è possibile trattare i solchi naso labiali. Un’altra zona, molto delicata e rivelatrice dell’età è il collo. Per il trattamento di questa zona, chiarisce il dott. Brunelli, prediligo l’uso di microbotulino, associato a trattamenti con acido ialuronico e idrossiapatite di calcio, che provoca una produzione di collagene da parte dell’organismo.

Un'altra area che rivela spesso l'età è quella delle mani:  una zona che indubbiamente rende subito visibile l’età. Quindi anche qui ridare tono e spessore cutaneo eliminando le macchie migliora l’aspetto generale di una persona.

Rispettare le proporzioni auree

Il focus principale è quello di riportare i volumi laddove sono andati persi con l’avanzare dell’età, cercando di rispettare anche delle regole: le proporzioni auree.  Il viso, infatti, ha circa 22 proporzioni auree che devono essere conosciute e, se possibile, rispettate. Ad esempio, se parliamo delle labbra, il labbro superiore deve avere un altezza pari a 1 e il labbro inferiore deve essere, per esattezza, 1.618 più alto rispetto a quello superiore perché altrimenti le proporzioni non sono corrette così come la larghezza del naso deve essere uguale alla distanza tra i due occhi.

In medicina e chirurgia estetica è molto importante consigliare le pazienti e sconsigliare ogni forma di esagerazione. “È importante, precisa il dott. Brunelli, saper  applicare il prodotto  giusto nel distretto giusto, senza stravolgere la fisionomia del paziente”.

Ovviamente, fermare il processo di invecchiamento non è possibile, ma è possibile rallentarlo.

Un corretto uso degli strumenti di medicina estetica consente, al medico esperto, di raggiungere i risultati desiderati

Il legame tra canoni estetici ed appartenenza culturale ed etnica

Tra le culture ed etnie, esistono differenze sensibili, così come differiscono le richieste di trattamenti tra pazienti, ad esempio, asiatici e caucasici. Le pazienti asiatiche tendono ad avere un diametro mandibolare importante, dovuta alla presenza del muscolo massetere molto sviluppato e tra le richieste risulta esserci la volontà di  ridurrlo per avere un viso più affilato: questo viene trattato con un neuromodulatore come  la tossina botulinica.

In alternativa, è possibile intervenire sul rimodellamento nel naso con il rinofiller: una recente applicazione dei filler per migliorare il profilo del naso, che non richiede tempi di recupero. I soggetti  asiatici presentano, spesso, un naso insellato,  e richiedono volumi e forme più  europee. In questo caso, viene proposto il trattamento con acido ialuronico.

Differenze tra uomo e donna nella sua area di competenza?

Il 99 per cento delle mie pazienti, conclude il dott. Brunelli, è di sesso femminile. La piccola percentuale maschile, chiede trattamenti per ridurre i segni del tempo, quindi mediante tossina botulinica per restituire a manager, liberi professionisti e  dirigenti molto in vista, con posizioni apicali,  un aspetto  più fresco e giovanile.

Un'altra applicazione della tossina botulinica riguarda il trattamento dell’iperidrosi ascellare o palmare, ovvero l’eccessiva sudorazione:  una patologia che affligge  buona parte delle persone.  Con  un singolo trattamento con tossina botulinica delle ascelle , è possibile eliminare la sudorazione di mani e ascelle per 6- 8 mesi.

Qualche richiesta di rimodellamento e aumento volumetrico con i filler ci arriva anche dall’universo maschile, ma se  le regole sostanzialmente valgono sia per uomini che per donne,  bisogna tener conto che i punti da trattare sono diversi. Non si può operare femminilizzando un volto maschile ma solo restituire naturalezza e freschezza, tono e luminosità anche al maschile.

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Brescia (BS)

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