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Ultima modifica Mar 23/06/2026 | Belletti Stefania

La scleroterapia è una procedura medica mininvasiva utilizzata per trattare i capillari evidenti detti anche teleangectasie, le varici e la patologia emorroidaria. Il trattamento consiste nell’iniettare una soluzione o una schiuma sclerosante nel vaso malato per provocarne il riassorbimento e la successiva scomparsa.

Questa particolare procedura medica, sebbene sia utilizzata nella grande maggioranza dei casi per ragioni di carattere puramente estetico, ha sempre alla base una valenza curativa e può rivelarsi assai preziosa anche per contrastare i sintomi dell’insufficienza venosa cronica come gonfiore e dolore localizzato agli arti inferiori.

Il principio alla base di questa procedura è l’iniezione di differenti sostanze sclerosanti all’interno dei capillari o delle vene che sono in grado di provocarne la contrazione o la chiusura del vaso. 

I capillari trattati vanno incontro ad un processo flogistico locale e nell’arco dei mesi, con più sedute consecutive, scompaiono .

Questa tecnica è stata scoperta alla fine del XVII secolo ed ha iniziato a trovare larga applicazione nel corso dell’800. Nell’ultimo secolo la scleroterapia ha seguito lo sviluppo tecnologico e scientifico affinandosi come terapia fondamentale per il trattamento dei vasi sanguigni venosi. L’evoluzione della disciplina ha visto anche l’introduzione di nuove sostanze chimiche maggiormente efficaci e ben tollerate dall’organismo. Alcune di esse, come il sodio salicilato e la glicerina cromica, introdotte negli anni ’30, sono ancora utilizzate ai giorni nostri.

Che cos’è la scleroterapia?


La scleroterapia, come accennato, prevede l’iniezione di una determinata soluzione nelle vene o nei capillari al fine di provocarne la chiusura ed il collasso. Tali soluzioni sono definite soluzioni sclerosanti e possono essere di diversa natura chimica. La sostanza irritante determina una infiammazione reattiva delle pareti dei vasi, determinando la formazione di un piccolo coagulo e la successiva sostituzione di uno strato fibroso che chiuderà definitivamente il vaso.

Sebbene in passato il procedimento si affidasse alla sola professionalità medica e alle siringhe, nel corso degli ultimi decenni ha beneficiato dell’ausilio delle macchine ecografiche capaci di aumentare la possibilità, da parte del chirurgo, di individuare e di occuparsi in modo più efficacie dei vasi nonché trattare aree più estese e profonde riducendo il numero delle sedute totali. L'iniezione, in questo caso, è guidata da un ecografo, che consente di trattare più di una vena nella stessa seduta in anestesia locale.

Solitamente questi trattamenti sono sufficienti ad eliminare l’inestetismo in modo definitivo in pochi mesi, sebbene sia necessario sottoporsi a sedute annuali di mantenimento per trattare la comparsa di nuovi capillari e mantenere un risultato soddisfacente nel tempo.

Sclerosanti: come si esegue?


Il trattamento scleroterapico non prevede particolari preparazioni da parte del paziente né tantomeno periodi di riposo prolungato. Dopo l’esame preliminare da parte del medico, che stabilisce l’entità del problema e le aree da trattare, si può procedere con le sedute e le iniezioni. Prima delle sedute è consigliabile non depilare le aree da trattare né applicare sulla stessa creme e cosmetici di alcun tipo.

La procedura completa dura mediamente 30 minuti, in ogni sito di iniezione vengono applicati dei batuffoli di cotone che paziente terrà per 24 ore e poi rimuoverà al domicilio contestualmente alla contenzione elastica che verrà mantenuta per almeno due settimane durante la stazione eretta.

Il trattamento non provoca particolare dolore al paziente sebbene in molti casi sono riferiti lieve bruciore e prurito in prossimità dei punti di iniezione. Tali effetti si risolvono nel giro di poche ore o si esauriscono nei giorni subito successivi al trattamento. Questi sintomi possono essere contenuti con l’utilizzo di creme topiche a base di eparina e lattoferrina prescritte dal medico dopo il trattamento.

Sclerosanti: precauzioni dopo il trattamento


Il trattamento di scleroterapia consente di tornare subito alle normali attività sociali. Si consiglia, di norma, di indossare calze a compressione graduata per almeno 2 settimane dopo il trattamento e solo durante la stazione eretta. Al termine della seduta, in ogni caso, è importantissimo seguire con attenzione tutte le indicazioni del medico, che consistono in:


  • evitare qualsiasi fonte di calore: bagni caldi, sauna e bagno turco,

  • non esporsi ai raggi solari fino alla risoluzione completa delle ecchimosi,

  • evitare viaggi aerei per 24 ore dopo la seduta,

  • evitare l’attività sportiva per 24 ore dopo la seduta.


Tenute presenti queste semplici precauzioni è possibile riprendere le proprie attività quotidiane senza particolari limitazioni.

Sclerosanti: perché si esegue?


La patologia venosa è un problema che può presentarsi in modi diversi. Le vene varicose, ad esempio, sono molto comuni e si consolidano nell’avanzare degli anni affliggendo soprattutto le donne e concentrandosi negli arti inferiori. Sono principalmente un problema estetico, così come le teleangectasie, e come tale finiscono per compromettere l’accettazione da parte del paziente del proprio fisico.

Le vene varicose hanno un’origine prevalentemente genetica sebbene fattori di rischio importanti siano costituiti anche dalle abitudini quotidiane e alimentari dei soggetti interessati.

Hanno un’influenza importante sulla salute delle vene:


  • fattori di carattere ereditario,

  • lo stile di vita condotto,

  • il fumo,

  • l’alcol,

  • l’uso di determinate tipologie di medicinali,

  • l’invecchiamento biologico (le vene varicose o simili vengono a presentarsi con un’incidenza ben superiore tra le persone non più giovani),

  • l’obesità,

  • l’abitudine a trascorrere lunghe ore in piedi,

  • gravidanza,

  • menopausa,

  • malattie infiammatorie della cute, come la rosacea,

  • esposizione ai raggi solari può rivelarsi allo stesso modo un fattore negativo,

  • assunzione di contraccettivi orali (secondo molti medici, può favorire l’insorgere di questi problemi).


Sclerosanti: l’insufficienza venosa

L’insufficienza venosa si manifesta quando il sangue venoso in circolazione ristagna a causa di una eccessiva pressione e la funzione di drenaggio è compromessa. L’insufficienza venosa è causata anche da un danno alle valvole venose che normalmente impediscono il reflusso di sangue.

Tale condizione è distinta in insufficienza venosa organica e insufficienza venosa funzionale. La prima rappresenta una condizione ascrivibile ad alterazioni delle vene causate da dermatite da stasi o trombosi venosa profonda in presenza di difetti della funzione valvolare. L’insufficienza funzionale, invece, è dovuta ad un sovraccarico “lavorativo” delle vene che sovraccaricandosi, a causa della stasi o ridotta mobilità ad esempio, provocano i sintomi comuni di tale disturbo come crampi, gonfiore formicoli agli arti inferiori con effetti progressivi che possono indurre all’insorgenza di varicoflebite e ulcerazioni cutanee.

Sclerosanti: perché si rompono i capillari e si formano le vene varicose?


Alcuni fattori possono determinare l'insorgenza e la formazione di capillari e di vene varicose, le cause più comuni di fragilità capillare sono:


  • Ipertensione (Le oscillazioni pressorie, influiscono sul drenaggio del sangue contribuendo così alla formazione sia dei capillari rotti che delle vene varicose).

  • Indebolimento delle pareti dei vasi.

  • Età.

  • Alterazioni ormonali.

  • Obesità.

  • Peso con effetto yo-yo, ovvero l’aumento e la perdita repentina di peso ripetuta nel tempo.

  • Sforzo fisico.

  • Esposizione al sole.

  • Forza di gravità.


Tecnicamente il processo che induce alla formazione delle vene varicose è attribuibile all’assottigliamento delle pareti venose che si dilatano in modo permanente e progressivo e diventando visibili sotto la cute. Perdendo l’efficienza le vene incidono sulla funzionalità delle valvole e dei condotti venosi riducendo il ritorno del sangue verso il muscolo cardiaco. Per tali ragioni il fenomeno è maggiormente presente negli arti inferiori dove le difficoltà di circolazione incontrano i maggiori impedimenti di natura meccanica.

Per quanto riguarda la maggiore incidenza nel genere femminile, le cause sono ascrivibili alla presenza di quantitativi di estrogeni in esubero determinati dall’età fertile della donna, dalle gravidanze o dall’assunzione di farmaci anticoncezionali. Con la stessa incidenza è possibile osservare però che i lavori in cui si mantiene una determinata postura nel corso del giorno aumentano i fattori di rischio a prescindere dal sesso o dall’età dei soggetti.

Quali problematiche sono risolvibili con le sclerosanti?


Attraverso la scleroterapia è possibile contrastare problemi di varia natura:


  • Le vene varicose, come noto, sono un difetto che riguarda gli arti inferiori, e consiste nella dilatazione delle vene che divengo  gonfie e tortuose.

  • Le teleangectasie sono, un problema dei vasi sanguigni più piccoli che può essere contrastato con la terapia sclerosante. Laddove si manifestino le teleangectasie, i vasi in questione risultano piuttosto evidenti, per quanto di piccole dimensioni, e comportano l’insorgere di evidenti discromie legate al processo infiammatorio cronico.

  • Emorroidi, cuscinetti di tessuto vascolare normalmente presenti nella parte terminale del retto che quando si infiammano o si dilatano sono spesso associati a prurito, dolore e bruciore.


Sclerosanti: trattamenti


Purtroppo, una volta che i capillari si sono dilatati, i trattamenti conservativi, come farmaci, integratori orali e prodotti topici, divengono poco efficaci. La principale cura contro questo tipo di disturbo è data dalla prevenzione benché la stessa incontri limiti determinati dall’avanzamento dell’età e dai fattori genetici. La prevenzione, dunque, ha lo scopo di rallentare l’insorgenza di disturbi, soprattutto a carico degli arti inferiori, di vene e capillari ma non elimina il rischio in sé determinato da una predisposizione del soggetto.

I principali accorgimenti utili in fase preventiva sono rappresentati dal movimento, dalla dieta e dal controllo del peso corporeo. Il movimento fisico aiuta la circolazione a mantenersi funzionale con una corretta ossigenazione ed un perfetto equilibrio all’interno dei vasi. La mancanza di movimento o la staticità in determinate posizioni aumenta il carico di capillari e vene provocandone la dilatazione. Una dieta sana ed il controllo del peso corporeo contribuiscono a preservare la funzionalità dell’apparato circolatorio grazie ad un apporto di acqua sufficiente e il consumo di cibi contenenti antiossidanti fondamentali per mantenere i vasi sanguigni in buona salute.

Quali risultati offre la terapia sclerosante?


Il trattamento sclerosante è importante sia dal punto di vista funzionale che estetico: il fatto che sulle gambe o in altri punti del corpo risultino ben visibili dei vasi sanguigni, magari anche piuttosto gonfi come nel caso delle vene varicose, può costituire un grande disagio nella persona interessata dal problema, al punto da evitare, per quanto possibile, di scoprirsi.

Il risultato non è visibile immediatamente ma nel corso dei mesi il processo di riduzione delle vene “visibili” è pressoché totale. Prima di pianificare le sedute è d’obbligo l’esecuzione di un ecocolordoppler che consentirà di identificare e trattare prima le vene di grosso calibro e successivamente i capillari più piccoli.

Oltre all’aspetto estetico, il trattamento sclerosante è in grado di alleviare anche la sintomatologia correlata come:


  • Senso di pesantezza

  • Crampi

  • Gonfiori localizzati

  • Discromie della cute

  • Sclerosanti: effetti collaterali.


Gli effetti collaterali della scleroterapia sono rari e solo una piccola percentuale dei pazienti risulta interessato. La consulenza di personale medico qualificato è sicuramente il primo passaggio per evitare effetti collaterali mentre è indispensabile che nel periodo successivo all’intervento si seguano alla lettera i consigli medici e tutte le precauzioni del caso. Gli stessi effetti collaterali possono configurarsi di diversa natura ed intensità e solo in pochi casi è richiesto un successivo intervento medico risolutivo importante.

La scleroterapia può presentare alcuni effetti collaterali, tra cui:

  • Flebiti transitorie

  • Mal di testa

  • Macchie della pelle

  • Svenimento

  • Problemi di vista (temporanei)


Questi disturbi sono solitamente transitori e non lasciano nessun reliquato al paziente.

 

Fonti:


  • William W. Huang, Christine S. Ahn, Clinical Manual of Dermatology, Springer

  • Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.

  • Davide D’amico, Manuale di Chirurgia Generale. Piccin 2018.

  • Rei Ogawa, Total Scar Managment, Springer, 2020.

  • Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019

Belletti Stefania

Autore

Chirurgia Vascolare e Angiologia

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