Addominoplastica

Addominoplastica


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Autore: Dott. Di Mattei Di Matteo Oreste

L’addominoplastica è un intervento di chirurgia plastica finalizzato al modellamento della regione addominale attraverso la rimozione del tessuto adiposo e della cute in eccesso. In alcuni casi, durante l’addominoplastica è possibile correggere altri disturbi come la diastasi dei muscoli retti, dermatiti delle pieghe cutanee nonché ernie della parete addominale. Le cicatrici dell’intervento possono risultare molto visibili ed antiestetiche.

Introduzione

Gli inestetismi legati alla presenza eccessiva di tessuto adiposo rappresentano uno dei principali temi dell’agenda di medicina estetica. L’accumulo di adipe sull’addome, oltre ad essere antiestetico, può essere associato a numerosi disturbi non sempre facili da trattare. Difatti, sono note le relazioni tra grasso addominale e disturbi cardiaci, diabete mellito ed in generale un’aspettativa di vita sensibilmente contratta.

Le differenze genetiche tra uomo e donna rendono il sesso maschile maggiormente sensibile alla formazione di accumuli adiposi sull’addome. Per le donne generalmente questi accumuli si configurano intorno alla forma ginoide ovvero un accumulo di adipe su cosce, glutei e gambe. Alla formazione di adipe sull’addome contribuiscono in modo determinante l’eccesso calorico, l’alcool e la sedentarietà.

Cos’è l’addominoplastica?


La principale finalità dell’addominoplastica è quella di eliminare tessuto adiposo e cutaneo in eccesso (pancia a grembiule) e ristabilire una perfetta armonia dei tessuti. L’addominoplastica si occupa, inoltre, di ristabilire la funzionalità dei tessuti della parete addominale eliminando disturbi come l’allontanamento dei muscoli retti (diastasi), le ernie addominali, ulcere delle pieghe cutanee e dermatiti.

L’addominoplastica non deve essere considerata un rimedio per l’obesità poiché in assenza di determinati presupposti non può garantire un risultato ottimale. Questi presupposti sono rappresentati dalla tonicità muscolare, in primis. L’assenza di tonicità non permette di ottenere la cosiddetta pancia piatta per cui è sovente necessario ricorrere ad attività fisica specifica e ridurre l’apporto calorico con un’apposita dieta.

In presenza di tessuto cutaneo e muscolare tonico ed elastico, all’addominoplastica può essere preferita una liposuzione. Questo per evitare un intervento chirurgico complesso ed impegnativo come l’addominoplastica sia per i rischi sulla salute che per i risultati estetici. Nel caso in cui dopo la liposuzione si manifestasse un cedimento consistente dei tessuti con un eccesso cutaneo prominente il chirurgo può predisporre un’addominoplastica risolutiva.

Perché si esegue l’addominoplastica?


L’intervento di addominoplastica si esegue principalmente con lo scopo di ripristinare l’armonia dell’addome. Le condizioni che possono condurre ad un’addominoplastica, però, non sono ascrivibili solo all’obesità ma possono essere riconducibili anche ad altri disturbi o per le conseguenze della gravidanza, ad esempio.

Le principali condizioni che possono portare ad un’addominoplastica sono:

  • Adiposità addominale

  • Gravidanza

  • Cali ponderali consistenti

  • Interventi chirurgici precedenti


Prima dell’intervento

Nelle fasi antecedenti l’intervento lo specialista analizza la storia clinica del paziente e le condizioni fisiche al momento del consulto. Nei soggetti obesi il medico prescrive solitamente una dieta e attività fisica per ridurre sensibilmente il peso corporeo prima di intervenire.

Gli esami necessari prima dell’intervento sono:

  • Esami ematochimici

  • ECG

  • Ecografia e/o TAC addominale

  • Prove di funzionalità respiratoria

  • Ecodoppler degli arti inferiori nei soggetti a rischio di tromboembolia

  • Radiografia toracica (se necessaria)

  • Prelievo di sangue per eventuale trasfusione durante l’intervento.

  • Altri esami specifici per pazienti con patologie note.


Prima dell’intervento è, inoltre, necessario comunicare eventuali terapie farmacologiche e sospenderne l’assunzione nel caso lo specialista lo ritenga opportuno. È altresì necessario sospendere il fumo e l’assunzione di alcool nonché, nelle 8 ore precedenti all’intervento, ogni tipo di cibo solido e bevande.

Esecuzione e durata dell’addominoplastica


A seconda della difficoltà dell’intervento, può essere praticata anestesia peridurale o generale. È previsto l’uso dell’anestesia locale per interventi minori e di breve durata. La durata dell’intervento è dipendente dalla difficoltà dell’intervento ed in genere varia dalle due alle 4 ore totali.

In relazione con i dati raccolti dal chirurgo e la situazione del paziente possono essere eseguiti diversi tipi di addominoplastica.

  •     Addominoplastica estesa – Implica il totale interessamento e       riposizionamento dei tessuti dell’addome, compreso l’ombelico.

    • Addominoplastica trasversale – Questo tipo di intervento prevede l’incisione della cute lungo la linea che va da un fianco all’altro e passando sopra la direttrice che separa la zona addominale dall’area pubica. Questo tipo di intervento è il maggiormente utilizzato e diffuso.

    • Addominoplastica verticale – Effettuata mediante l’incisione verticale della linea che dallo sterno, passando per l’ombelico, conduce al pube.

    • Addominoplastica mista – Ovvero l’intervento che prevede incisione sia in senso verticale che orizzontale. Nei casi di cicatrici di interventi precedenti, ad esempio, è necessario incidere anche lungo tale direttrice.



  • Addominoplastica localizzata – Praticata per problematiche di minor entità in una o più zone dell’addome senza l’interessamento ed il riposizionamento dell’ombelico e dell’intera parete addominale.


Nel corso dell’intervento possono essere eseguite anche correzioni di ernie e di altre problematiche a carico dei muscoli e dei tessuti cutanei dell’addome. Inoltre, può essere previsto il posizionamento di una rete riassorbibile per mantenere i tessuti dell’area in particolari condizioni. Nella parete addominale, alla conclusione dell’intervento, vengono posizionati drenaggi che sono in genere rimossi dopo 12/24 ore dall’intervento.

Cosa fare dopo l’addominoplastica


Nella prima settimana l’assunzione di farmaci antibiotici è chiamata a limitare l’insorgenza di infezioni. Nei giorni successivi all’intervento sono da evitare gli sforzi che coinvolgono la parete addominale e non devono essere rimosse in alcun modo le medicazioni predisposte dall’equipe medica. È opportuno mantenere una posizione da riposo nelle prime ore mentre si deve predisporre una deambulazione rapida, in sicurezza, per permettere la mobilità degli arti inferiori e scongiurare tromboembolie. Inoltre il chirurgo prescrive solitamente, per alcune settimane, terapie mirate a limitare la comparsa di tali tromboembolie.

Anche il fumo deve essere evitato sia per evitare colpi di tosse, potenzialmente fatali per la ferita, sia per scongiurare rallentamenti nel processo di guarigione. Nelle prime due settimane, inoltre, è necessario evitare l’uso di veicoli che a causa delle sollecitazioni potrebbero provocare una riapertura della ferita. Fino al 30esimo giorno dall’intervento è sconsigliato effettuare movimenti che implicano un coinvolgimento dei muscoli addominali. Le principali attività quotidiane possono essere riprese dopo il primo mese.

I rischi dell’addominoplastica


L’addominoplastica è un intervento chirurgico complesso e di difficile esecuzione nonostante sia molto diffuso e praticato. Come tutti gli interventi chirurgici comporta rischi di varia natura con possibili complicanze di lieve o grave entità.

I principali rischi noti sono identificabili in:

  • Emorragie e sanguinamenti

  • Infezione

  • Edemi ed ecchimosi

  • Sieroma

  • Dolore cronico della parete addominale

  • Perdita della sensibilità cutanea dell’addome

  • Cicatrici antiestetiche

  • Riapertura della ferita

  • Tromboembolia

  • Flebite

  • Liponecrosi

  • Necrosi dell’ombelico

  • Necrosi cutanee


Fonti

-           Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019

-           Alberto Massirone, Trattato di Medicina Estetica, Piccin Nuova-Libraria, 2010.

-           Pier Antonio Bacci, Celluliti: diagnosi e terapia della F.E.F., OEO, 2012.

-           Davide D’amico, Manuale di Chirurgia Generale. Piccin 2018.

-           Angelo Faga, Chirurgia plastica. Ricostruttiva ed estetica, Elsevier, 2008.

 

Di Mattei Di Matteo Oreste

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