Biorivitalizzazione

Biorivitalizzazione


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Autore: dott. Di Mattei Di Matteo Oreste

Revisione: 23/11/2020

Da quando fu isolato, nel 1934, l’acido ialuronico ha trovato numerose applicazioni ed usi, soprattutto in campo medico. In particolare, ha saputo dare alla medicina estetica un notevole slancio permettendogli di superare le naturali barriere della medicina classica portando il benessere e la bellezza verso nuove dimensioni. Il suo primo utilizzo nella medicina estetica è relativamente recente, rispetto alla sua scoperta, nonostante ciò ha saputo imporsi come uno dei principali protagonisti di questa branca della medicina.

Nella biorivitalizzazione, in particolare, l’acido ialuronico assolve al suo ruolo di “impalcatura” del tessuto connettivo facendo sì che la pelle mantenga una corretta idratazione, elasticità e tonicità. La funzione dell’acido ialuronico, che permette ai tessuti di produrre nuova elastina e collagene, è la vera rivoluzione della medicina estetica verso trattamenti poco invasivi e orientati al ripristino delle naturali caratteristiche dei tessuti.

Cos’è la biorivitalizzazione?


Come si può facilmente intuire dal nome di questo trattamento, la biorivitalizzazione è un trattamento che garantisce un’azione rivitalizzante della pelle. Come noto, infatti, per via del naturale invecchiamento biologico la pelle tende a ritardare i suoi processi di costante rinnovamento, perdendo di elasticità e tono. Il risultato di questo processo è rappresentato dalle rughe, dalla lassità cutanea e da altri inestetismi della pelle.

La biorivitalizzazione è anche nota come biolifting sebbene vi siano delle differenze sostanziali tra il filler e la biorivitalizzazione stessa. Con i filler la biorivitalizzazione condivide l’iniezione sottocutanea di sostanze come l’acido ialuronico ma, mentre i filler hanno la responsabilità di “riempire”, nella biorivitalizzazione la funzione è quella di idratare e stimolare la produzione di collagene ed elastina.

Nel corso della vita molti processi biologici e fisiologici cambiano:

  •  in giovane età la pelle si rigenera in modo celere ed impeccabile

  •  in età adulta, con l’avanzare degli anni, la rigenerazione epidermica rallenta, e la pelle inizia a perdere di tono ed elasticità.


Nello specifico, l’invecchiamento cutaneo comporta una riduzione delle quantità di alcune sostanze che si rivelano fondamentali per il benessere e per la bellezza della pelle, su tutte l’acido ialuronico. Oltre all’acido ialuronico sono utilizzati anche sali minerali e specifiche vitamine che hanno una funzione biostimolante sui tessuti.

Per cosa è indicata la biorivitalizzazione?


Il principale scopo della biorivitalizzazione è quello di contrastare il normale invecchiamento ed i suoi principali effetti collaterali sui tessuti. Queste caratteristiche permettono alla biorivitalizzazione di essere impiegata per la cura degli inestetismi delle cicatrici. La stimolazione alla rigenerazione induce i fibroblasti del tessuto cicatriziale a sintetizzare nuovo collagene ed elastina, componenti fondamentali nel processo di corretta cicatrizzazione.

Nel complesso la biorivitalizzazione è indicata per:

  • Rughe

  • Elasticità e tono della pelle

  • Cicatrici

  • Photoaging, causato da esposizione prolungata a raggi UV


Biorivitalizzazione: acido ialuronico


L’acido ialuronico è un elemento naturalmente contenuto del tessuto epidermico, il quale contribuisce al mantenimento della salute della pelle conferendole compattezza ed elasticità.

I principali ruoli dell’acido ialuronico dunque sono:

  • Mantenere una corretta idratazione cutanea

  • Costituire l’impalcatura dei tessuti preservando tono e forma.

  • Agire da filtro contro virus e batteri

  • Favorire la cicatrizzazione


La diminuzione di acido ialuronico comporta, dunque, effetti negativi sui tessuti che perdono un attore fondamentale per il mantenimento dell’integrità delle strutture molecolari. Trattamenti come la biorivitalizzazione possono rivelarsi utili nella conservazione dei livelli ideali acido ialuronico.

Biorivitalizzazione: la procedura


Dal punto di vista tecnico, la biorivitalizzazione è un trattamento divenuto possibile grazie allo sviluppo di metodologie innovative di ultima generazione. Sul piano pratico, la biorivitalizzazione viene eseguita con microiniezioni a livello dermico con aghi molto sottili da 30/33 G in regime ambulatoriale. Sebbene il trattamento sia poco invasivo e doloroso, con le sostanze iniettate si somministra, in alcuni casi, anestetico locale per favorire una maggiore tolleranza dell’intero processo.

Il trattamento ha una durata di 10/20 minuti mentre l’arrossamento della pelle, così come i piccoli edemi, dovuti all’intervento si riassorbono nell’arco delle ore successive. L’utilizzo della penna dermica riduce la portata degli effetti sulla pelle ed accelera il processo di recupero dall’eventuale dolore localizzato e dall’arrossamento. Le sedute devono essere ripetute a distanza di 20 giorni fino a compiere un ciclo di 3 sedute, in base alle necessità stabilite dal medico estetico.

La biorivitalizzazione: le sostanze usate


I trattamenti di biorivitalizzazione includono l’uso di:

  •  acido ialuronico, è tra le sostanze più usate nel trattamento di biorivitalizzazione, penetra lo strato cutaneo grazie all’impiego di sottilissimi aghi, i quali non lasciano alcun segno sulla pelle

  •  Vitamine, principalmente A, B3, B5, B6, B12, C, E

  •  Sali minerali

  • Elementi con proprietà antiossidanti e aminoacidi preziosi per contrastare danni cellulare e favorire la produzione di collagene.


La biorivitalizzazione è un trattamento definitivo?


Nonostante i risultati della biorivitalizzazione siano decisamente positivi, il trattamento non è definitivo. Questo comporta la necessità di ripetere il trattamento periodicamente al fine di riattivare la produzione di nuovo collagene ed elastina. Gli effetti temporanei del trattamento sono dovuti al fatto che le sostanze iniettate vengono assorbite dall’organismo in modo del tutto naturale e non c’è una produzione autologa sufficiente ad alimentare il processo di rigenerazione cutaneo man mano che si avanza negli anni.

Queste caratteristiche del trattamento, però, fanno si che i risultati ottenuti siano graduali e naturali e che non si verifichino effetti collaterali nell’organismo. Il corpo umano, infatti, produce o assimila già naturalmente le sostanze introdotte tramite biorivitalizzazione. Il trattamento, dunque, diventa un nutrimento periodico per le cellule ed un supporto alla progressiva diminuzione di queste sostanze nello strato cutaneo. Non è errato considerare la biorivitalizzazione anche in funzione preventiva ovvero contenere i segni dell’età sulla pelle.

Trattamenti combinati e tecniche di supporto alla biorivitalizzazione


I trattamenti di bioritivalizzazione, così come avviene con altre tecniche, possono aumentare la loro efficacia se combinati ad altri processi come il laser o la radiofrequenza. La loro efficacia può essere altresì migliorata utilizzando tecniche di supporto e principi propri di altri trattamenti della medicina estetica.

La biorivitalizzazione, dunque, può essere combinata a:

  • Radiofrequenza

  • Tecnica PRP

  • Ossigenoterapia

  • Lifting

  • Biostimolazione laser

  • Lipofilling

  • Blefaroplastica

  • Luce pulsata

  • Carbossiterapia

  • Terapia fotodinamica

  • Tecnica biostimolante con fili in PDO

  • Needling ossigenato


La biorivitalizzazione: controindicazioni ed effetti collaterali


La biorivitalizzazione, per sua natura, non comporta alcun rischio per la salute del paziente così come non sono noti effetti collaterali importanti. Gli arrossamenti localizzati ed i piccoli edemi si riassorbono, generalmente, nelle 2 ore successive al trattamento.

Le controindicazioni della biorivitalizzazione sono limitate a:

  •  Gravidanza e allattamento

  •  Malattie autoimmuni

  •  Infezioni cutanee locali

  •  Malattie infettive acute

  •  Allergie

Di Mattei Di Matteo Oreste

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Farmacia

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