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I trattamenti non “trasformativi” indicati dopo la menopausa

I trattamenti non “trasformativi” indicati dopo la menopausa


Ultima modifica Mar 16/06/2026 | Dott. Manuela Astrid Chessa

Dopo la menopausa la pelle del viso può apparire meno luminosa e compatta. Inoltre, anche l’ovale del volto può perdere definizione, con la comparsa dei primi cedimenti. Fortunatamente si tratta di una trasformazione graduale, legata ai cambiamenti ormonali e alla fisiologica riduzione della produzione di collagene ed elastina.

Ed è proprio in questo contesto che molte donne si avvicinano alla medicina estetica chiedendosi se esista un trattamento che permetta di “arrestare” il tempo senza modificare i lineamenti.

«In realtà, la medicina estetica contemporanea si prefigge di accompagnare il volto nel tempo senza trasformarlo, in modo da preservare l’identità della persona» spiega la dottoressa Manuela Astrid Chessa, medico estetico. «Inoltre, le tecniche e i dispositive medici utilizzati permettono di ottenere risultati sempre più naturali, capaci, in molti casi, di ingannare anche l’occhio più esperto».

In medicina estetica il concetto di “trasformazione” è ormai obsoleto


Negli ultimi anni è cambiato profondamente il modo di intendere la medicina estetica. Se in passato l’attenzione era spesso rivolta alla correzione di una singola ruga o all’aumento di un volume del viso, oggi molte pazienti desiderano semplicemente apparire più fresche e riposate.

«La richiesta più frequente non è sembrare più giovani a tutti i costi, ma apparire con un buon aspetto secondo la propria età o nonostante l’età non più giovanissima» continua la dottoressa. «Per questo motivo i nuovi trattamenti tendono a concentrarsi sempre più sulla qualità della pelle, sulla compattezza dei tessuti e sul mantenimento dell’armonia complessiva del volto».

In menopausa non cambia solo la pelle


Uno degli errori più comuni è pensare che l’invecchiamento riguardi esclusivamente la superficie cutanea. «In realtà, il volto cambia a diversi livelli. Si modificano i volumi, diventando più sottili, diminuisce il sostegno dei tessuti, con conseguente comparsa delle lassità. Inoltre, la pelle perde luminosità, e la muscolatura del viso può alterare l’equilibrio delle espressioni, a causa di contrazioni involontarie (spesso presenti anche duranti il sonno).

«Per questo motivo, ogni percorso di medicina estetica, dovrebbe partire da una valutazione globale del volto, prendendo in considerazione:
  • qualità della pelle;
  • luminosità;
  • tonicità dei tessuti;
  • presenza di lassità;
  • distribuzione dei volumi;
  • dinamica muscolare ed espressività.
Solo dopo questa analisi è possibile individuare i trattamenti più adatti alle esigenze della singola paziente».

I trattamenti più indicati stimolano la produzione di nuovo collagene


Quando l’obiettivo è migliorare l’aspetto del viso in modo naturale, la strategia primaria consiste nel lavorare sulla qualità dei tessuti. «Si possono utilizzare apparecchiature con ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati, utili per contrastare le lassità cutanee. Molto efficaci sul ripristino della tonicità cutanea sono, inoltre, i trattamenti biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio diluito, che aiutano a stimolare la produzione di nuovo collagene, la proteina responsabile di elasticità e compattezza.

Il conseguente miglioramento della qualità del tessuto e del sostegno naturale della pelle spesso riducono la necessità di ricorrere a quantità importanti di filler riempitivi o volumizzanti. E questo incide significativamente sulla naturalezza dei risultati, dato che spesso l’artificiosità è legata a un eccesso di volume» specifica la dottoressa Chessa.

Filler, tossina botulinica e biorivitalizzazione: ulteriori opportunità in menopausa


Ogni metodica ha un ruolo specifico, che può rivelarsi utile in menopausa.

I filler di acido ialuronico possono essere utilizzati per ripristinare volumi che il tempo ha progressivamente ridotto.

La tossina botulinica aiuta a rilassare la contrazione muscolare del volto, responsabile delle rughe di espressione.

La biorivitalizzazione, invece, viene spesso impiegata per aumentare l’idratazione e la luminosità della pelle.

«Ciò che fa la differenza non è il singolo trattamento, ma il modo in cui vengono integrati all’interno di un progetto personalizzato di medicina estetica» specifica la dottoressa.

Il valore di un medico che sa dire anche di no


La medicina estetica naturale passa anche attraverso la capacità di stabilire un limite. «Il medico ha il dovere di educare il paziente e, quando necessario, di rifiutare trattamenti non appropriati. Può accadere, ad esempio, che alcune persone sviluppino aspettative irrealistiche oppure abbiano una percezione distorta del proprio aspetto, spesso influenzata dai social media. In questi casi, un “no” può essere più utile e più corretto di qualsiasi trattamento. Del resto, l'eleganza di un risultato consiste sempre nell’eseguire un “ritocco” in meno, anziché in più» conclude la dottoressa Chessa.


Fonti scientifiche

Kim J et al., Clin. Cosmet. Investig. Dermatol. 2019; 12: 771–784.
Tzikas TL. Dermatol Surg. 2008; 34 Suppl 1:S9-15.
Yutskovskaya Y, et al. J Drugs Dermatol. 2014; 13 (9): 1047-1052. González
Lemperle G, et al. Aesthet Plast Surg. 2003; 27 (5): 354-366.

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

 

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