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Acido Ialuronico


Mar 26/04/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

L’acido ialuronico è un polisaccaride lineare con formula chimica (C14H21NO11)n e isolato per la prima volta nel 1934 dall’umore vitreo bovino. È una delle sostanze più importanti dei tessuti connettivi e sintetizzata naturalmente nell’organismo umano ed in tutti gli altri mammiferi. La principale funzione nei mammiferi è mantenere i tessuti idratati, elastici e resistenti. La progressiva diminuzione dell’acido ialuronico è una delle principali cause dell’invecchiamento cutaneo. L’acido ialuronico è una delle sostanze più utilizzate in medicina con applicazioni su tutti i campi sebbene sia noto soprattutto in medicina estetica per filler, creme e gel.

COS’È

L’acido ialuronico è un glicosamminoglicano costituito da unità disaccariche ripetute di acido D-glucuronico e N-acetilglucosammina legate mediante legami glicosidici β e da legami a idrogeno che ne aumentano maggiormente la stabilità. L’acido ialuronico è presente in grandi quantità nell’organismo umano e in tutti i mammiferi; è presente, in genere, negli organismi vertebrati cosi come nei batteri.

Le maggiori concentrazioni di acido ialuronico sono riscontrabili nella matrice extracellulare dei tessuti connettivi. È rilevante la presenza di tale acido nel liquido sinoviale del ginocchio, nel derma e nell’umor vitreo dell’occhio. Ha la capacità di attrarre a sé molte molecole d’acqua e per ciò è un elemento centrale nell’idratazione dei tessuti e nei processi metabolici cellulari. La sintesi dell’acido ialuronico nell’industria farmaceutica e cosmetica è ottenuta mediante fermentatori con fauna microbica, soprattutto batterica, o con l’estrazione da matrici connettive animali (umor vitreo bovino e creste di gallo).

STORIA

L’acido ialuronico è noto principalmente per la sua azione nei tessuti cutanei e per il suo ruolo nell’umor vitreo. Proprio dall’umor vitreo bovino fu isolato per la prima volta nel 1934 da Karl Meyer e John Palmer che individuarono nel polisaccaride acidi uronici. La presenza degli acidi uronoci portò gli scienziati a coniare per la sostanza scoperta il nome di acido ialuronico.

La corretta struttura di questo acido e la sua composizione vennero definite nel 1950 dallo stesso Meyer e dal suo team di collaboratori che riuscirono a fornire altre importanti informazioni sul funzionamento della molecola. Nel corso degli ultimi 30 anni gli studi e le applicazioni dell’acido ialuronico si sono moltiplicate attestando la validità di questo glicosamminoglicano.

La fama dell’acido ialuronico è principalmente legata ai prodotti cosmetici e alle applicazioni nella medicina estetica. Tuttavia, le applicazioni dell’acido ialuronico spaziano dalla dermatologia, all’oncologia passando per l’artrologia e la medicina generale.

A COSA SERVE

L’acido ialuronico svolge un importante ruolo nel tessuto connettivo ed in tutta la matrice extracellulare. In queste strutture è responsabile dell’idratazione, del tono e dell’elasticità dei tessuti; la sua polarizzazione, e dunque la capacità di attirare molte molecole di acqua, conferiscono alle strutture dove è presente un elevato grado di viscosità.

L’acido ialuronico ha, inoltre, il compito di filtrare agenti patogeni e altre sostanze tossiche, proteggendo i tessuti e , in generale, l’organismo. Alcuni patogeni dotati di enzima ialuronidasi possono scomporre l’acido infettando le strutture cellulari. Questo procedimento è stato utilizzato da Meyer nel 1950 per scindere l’acido e permetterne uno studio approfondito.

Nell’organismo l’acido ialuronico ha le seguenti funzioni:


  • Determinare l’impalcatura molecolare che conferiscono ai tessuti tono e forma.

  • Agire come filtro per agenti patogeni e tossine.

  • Processi di regolazione, migrazione e adesione cellulare

  • Azioni anti-angiogeniche (Acido ialuronico ad alto peso molecolare)

  • Azione antinfiammatoria (Acido ialuronico ad alto peso molecolare)

  • Azione lubrificante e ammortizzante sulle articolazioni


INDICAZIONI

L’acido ialuronico è utilizzato in medicina per:

  • Invecchiamento cutaneo

  • Rughe

  • Idratazione cutanea

  • Lesioni cutanee e delle mucose

  • Alopecia

  • Problemi articolari (Gonartrosi, prevenzione del danno articolare)

  • Xerosi oculare

  • Glaucoma

  • Disturbi otorinolaringoiatrici (Danneggiamento della membrana timpanica, infezioni delle vie aeree superiori, ipertrofia dei turbinati)

  • Ulcere da pressione

  • Cistite cronica

  • Lipodistrofia facciale

  • Tosse cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

  • Effetti collaterali di chemio-radioterapia


UTILIZZO IN MEDICINA ESTETICA

La medicina estetica è la branca medica che più di altre utilizza l’acido ialuronico per svariati disturbi. I filler dermici con acido ialuronico sono i più utilizzati contro l’invecchiamento cutaneo, gli esiti cicatriziali nonché come dispositivi per trattamenti come la rinoplastica non chirurgica, la cheiloplastica non chirurgica ed altri interventi di correzione, soprattutto del viso.

Le proprietà idratanti dell’acido ialuronico giustificano la produzione di creme e gel a base di acido ialuronico, sia a basso che ad alto peso molecolare. Le due accezioni permettono di formulare prodotti specifici per molti tipi di disturbi a carico della pelle. I prodotti con acido ialuronico a basso peso molecolare hanno un’azione profonda fino al derma mentre le creme ed i gel ad alto peso molecolare finalizzano la loro attività sui tessuti superficiali.

I risultati estetici ottenibili con filler ad acido ialuronico non sono definitivi poiché nel tempo l’acido viene assorbito dai tessuti esaurendo la capacità di dare volume. Tuttavia fornisce risultati estetici naturali e spinge i tessuti a rigenerarsi conferendo risultati estetici in linea con l’evoluzione naturale della cute. I filler sono considerati, inoltre, dei sostituti non invasivi di alcune tecniche chirurgiche e privi di effetti collaterali.

PRODUZIONE DI ACIDO IALURONICO E ALIMENTAZIONE

La produzione dell’acido ialuronico nel corpo diminuisce nel corso del tempo e può essere incentivata con l’alimentazione o mediante l’uso di integratori specifici. Una delle sostanze naturali in grado di stimolare la produzione di acido ialuronico nel corpo e la genisteina che si trova in abbondanza nella soia e nei prodotti da essa derivati, come ad esempio il tofu. Questo isoflavone è presente anche in altri alimenti come i lupini e le fave.

Un aiuto concreto per la produzione di acido ialuronico è dato inoltre da alimenti ricchi di antiossidanti e vitamina E, zinco e magnesio. Gli alimenti che maggiormente stimolano la produzione di acido ialuronico sono:

  • Soia e derivati

  • Lupini

  • Fave

  • Agrumi

  • Kiwi

  • Melograno

  • Mirtillo

  • Frutti tropicali

  • Verdure

  • Finocchio

  • Cetriolo

  • Carote

  • Pomodori

  • Zucca

  • Tonno

  • Sgombro

  • Salmone

  • Aringhe

  • Banane

  • Mandorle

  • Uva

  • Melone

  • Albicocche

  • Melograno


RISCHI, COMPLICAZIONI EFFETTI COLLATERALI

In tutte le applicazioni mediche, l’acido ialuronico si presenta come privo di effetti collaterali. È bene ricordare che tale sostanza è presente naturalmente nel corpo e che dunque non costituisce un elemento estraneo all’organismo. Gli unici effetti collaterali possono essere ricondotti all’uso di siringhe per le iniezioni sottocutanee e , dunque, non direttamente collegabili all’acido ialuronico.

FONTI:

  • William W. Huang, Christine S. Ahn, Clinical Manual of Dermatology, Springer 2020.

  • Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.



  • Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019.

  • Alberto Massirone, Trattato di Medicina Estetica, Piccin Nuova-Libraria, 2010.

  • Andrea Bovero, Dermocosmetologia. Dall’inestetismo al trattamento cosmetico, Tecniche Nuove, 2011.

  • Filippo Calascibetta, Derivati ibridi dell’acido ialuronico per applicazioni biomediche e farmaceutiche, Università degli Studi di Palermo, 2009.


 


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