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Medicina estetica under 30: cosa sapere prima del primo trattamento

Medicina estetica under 30: cosa sapere prima del primo trattamento


Ultima modifica Mer 15/07/2026 | Dott. Fiorenza Giulia Di Toro

Armonizzare le labbra, rendere gli zigomi più pieni, ridefinire la linea mandibolare. Sono queste le richieste più frequenti da parte delle under 30. «Dietro c’è spesso un desiderio, se non addirittura un bisogno, di sentirsi più sicure di sé e più in armonia con la propria immagine, un'esigenza che può essere influenzata anche dai modelli estetici che riempiono le storyboard dei social» nota la dottoressa Fiorenza Di Toro.

«Il primo appuntamento con il medico dovrebbe pertanto partire da una domanda fondamentale: l’area che la paziente desidera migliorare è davvero quella da cui iniziare per avvicinarsi alla medicina estetica?

Prima del singolo trattamento c’è la valutazione del volto


«Quando una paziente giovanissima entra per la prima volta in uno studio di medicina estetica, arriva spesso con un'idea precisa del risultato che vorrebbe ottenere. Il compito del medico, però, non è limitarsi a eseguire quella richiesta, ma valutare se quella modifica sia realmente indicata e coerente con le caratteristiche del volto.

La prima visita serve soprattutto a osservare il volto nel suo insieme, analizzandone proporzioni, espressività e caratteristiche individuali. Solo dopo questa valutazione è possibile capire se il trattamento immaginato dalla paziente sia davvero quello più adatto.

Inoltre, nella fascia dai 20 ai 30 anni, a causa della reattività dei tessuti, è molto facile “esagerare” con il rischio di risultati artificiosi. È importante, invece, valorizzare il viso mantenendone la naturalezza» osserva la dottoressa Di Toro.

Non sempre la soluzione è quella che immagina la paziente


Il giovane paziente neofita della medicina estetica tende spesso a concentrarsi su un'unica area del viso, dimenticandosi del resto. «C'è chi pensa di avere bisogno di labbra più grandi, chi desidera zigomi più pronunciati o chi vorrebbe un profilo più definito. In realtà, il volto funziona come un insieme di equilibri: modificare una singola area può influenzare la percezione di tutte le altre. Ed è questo il messaggio che vorrei far passare ai più giovani» spiega la dottoressa Di Toro.

Così può accadere che, durante la visita, il medico proponga una soluzione diversa da quella immaginata inizialmente. Qualche esempio? «In alcuni casi una lieve definizione della mandibola può contribuire a rendere il viso più armonioso senza aumentare il volume delle labbra. In altri, invece, è sufficiente valorizzare delicatamente gli zigomi per migliorare le proporzioni complessive del volto.

La medicina estetica moderna ragiona sempre meno per singole aree e sempre più in termini di armonia d'insieme».

Perché un buon medico estetico sa dire anche di no


Argomento spinoso, ma ancor più necessario in caso di pazienti giovanissimi. «Una delle responsabilità più importanti del medico estetico è aiutare il paziente a distinguere un desiderio realistico da una richiesta che rischia di alterare l'equilibrio del volto.

Non dobbiamo cambiarci, dobbiamo migliorarci è il principio che guida la mia pratica clinica» puntualizza la dottoressa Di Toro.

Dire di no, quindi, non è una rinuncia al trattamento, ma una scelta professionale. «Naturalmente ogni “no” va motivato e accompagnato da una soluzione alternativa “ragionata”, di modo che il paziente non lo viva come un rifiuto bensì come una decisione dettata dalla competenza medica».

Il ruolo del medico va oltre la tecnica


Tra attese illusorie, ricerca di perfezione e bisogno di sicurezza, il primo colloquio con il medico estetico assume un grande valore.

«Le aspettative possono essere influenzate dai social network, dalle fotografie ritoccate o dal desiderio di assomigliare a modelli estetici molto lontani dalle proprie caratteristiche.

Per questo è importante comprendere anche le reali motivazioni che hanno portato la paziente a richiedere un trattamento. Oggi noi medici estetici dobbiamo essere anche un po' psicologi» afferma la dottoressa Di Toro.

Occhio però a non confondere l’intento del medico con convincere o scoraggiare il giovane paziente: «il nostro compito è aiutarlo a maturare una scelta consapevole, spiegando quali risultati siano realmente raggiungibili e quali aspettative, invece, rischino di essere irrealistiche.

Nei pazienti giovanissimi il filler dura di più?


«Nei pazienti più giovani i filler a base di acido ialuronico tendono a mantenersi più a lungo grazie alle caratteristiche dei tessuti, generalmente più elastici e ben idratati rispetto a quelli di età più avanzata.

In media il risultato può durare dagli otto mesi fino a circa un anno, anche se la durata varia in base al prodotto utilizzato, all’area trattata e alle caratteristiche individuali della paziente.

 

Fonti scientifiche

Belfkira  Evaluation of BELOTERO® products for lip improvement. Statistical Report. December 2016

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

 

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