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Skin longevity: trattamenti di medicina estetica in base all'età

Skin longevity: trattamenti di medicina estetica in base all'età


Ultima modifica Gio 16/07/2026 | Dott. Gabriella Gentili

È l’espressione che meglio rappresenta il nuovo modo di intendere la medicina estetica. Stiamo parlando della skin longevity: un approccio che supera la logica della semplice correzione del singolo inestetismo per accompagnare la pelle nel tempo, preservandone qualità, elasticità e compattezza attraverso strategie diverse a seconda dell'età e delle caratteristiche di ogni persona. Dall'idratazione dei pazienti più giovani alla stimolazione del collagene, fino ai trattamenti dedicati alla lassità dei tessuti: ecco come cambia nel corso della vita l'approccio alla longevità della pelle. Ne parliamo con la dottoressa Gabriella Gentili, specialista in chirurgia plastica, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e relatrice in congressi nazionali e internazionali.

 

Che cosa vuol dire skin longevity


«La longevità della pelle parte da un principio medico: la prevenzione è spesso più efficace della correzione» esordisce la dottoressa Gentili.

«Questo non significa intervenire sempre più precocemente con le varie procedure di medicina estetica, ma imparare a riconoscere quando la pelle inizia a cambiare e accompagnarne l'evoluzione in modo gradual e personalizzato. L'obiettivo degli eventuali trattamenti non è trasformare il volto, bensì preservarne l’armonia e la qualità cutanea.

Per questo motivo, oggi il medico estetico, durante la visita, osserva non soltanto la presenza delle rughe, ma valuta anche altri parametri fondamentali come l'idratazione, la qualità del derma, la tonicità dei tessuti e la lassità cutanea».

A 30 anni la parola chiave è “mantenimento” della qualità cutanea


Intorno ai trent'anni il patrimonio del collagene (la proteina responsabile di tonicità e compattezza) è ancora ricco, e la pelle conserva generalmente una buona elasticità. «In questa età, si possono provare i trattamenti dedicati all'idratazione profonda e al mantenimento/miglioramento della skin quality, come gli skin booster a base di acido ialuronico debolmente crosslinkato e glicerolo, che contribuiscono ad aumentare luminosità, elasticità e compattezza della pelle senza modificarne i volumi» spiega la dottoressa Gentili. 

Dopo i 40 anni l’attenzione si rivolge al collagene


È generalmente intorno ai quarant'anni che la pelle inizia a manifestare in modo più evidente le conseguenze del naturale rallentamento della produzione di collagene e di elastina. «Il volto può apparire meno tonico, i tessuti iniziano lentamente a perdere sostegno e i contorni diventano meno definiti.

In questa fase, nell'ottica della skin longevity, possono essere indicati trattamenti in grado non solo di migliorare un eventuale inestetismo visibile, ma anche di sostenere i processi biologici coinvolti nella qualità dei tessuti.

Tra questi rientrano i biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio, una sostanza naturalmente presente nelle ossa e nei denti che, una volta iniettata nella pelle, ottiene un effetto di sostegno e, nel corso delle settimane successive, stimola i fibroblasti favorendo la produzione di nuovo collagene. Il risultato è, quindi, duplice: in primis una migliore tonicità dei tessuti, e poi un progressivo miglioramento della qualità della pelle». 

Dopo i 50 anni serve una strategia integrata


Con il passare degli anni i processi biologici dell'invecchiamento tendono a sommarsi. «Comprendere quali meccanismi stiano diventando predominanti è fondamentale per impostare un piano terapeutico personalizzato in base alle caratteristiche del pazienteLa progressiva riduzione del collagene, associata agli altri cambiamenti legati all'età, può manifestarsi con perdita di elasticità, lassità dei tessuti, modificazioni dei volumi del viso e un generale peggioramento della qualità della pelle».

È proprio la complessità di questi cambiamenti a rendere sempre più importante un approccio personalizzato. Per questo motivo la medicina estetica contemporanea tende a combinare strumenti diversi, ognuno con un obiettivo specifico.

«Quando l'obiettivo è migliorare la qualità della pelle, si può ricorrere alla biostimolazione a base di idrossiapatite di calcio, che favorisce una progressiva produzione di nuovo collagene e il rimodellamento della matrice extracellulare, contribuendo a un progressivo miglioramento di tono, elasticità e compattezza della pelle.

Se, invece, prevale il cedimento dei tessuti, ai trattamenti biostimolanti si possono associare tecnologie studiate per contrastare la lassità cutanea, come gli ultrasuoni microfocalizzati con visualizzazione ecografica in tempo reale, erogati da apparecchiature come Ultherapy PRIME®. Questa tecnologia crea microscopici punti di termocoagulazione negli strati profondi ricchi di collagene ed elastina senza danneggiare la superficie della pelle. La risposta naturale dell'organismo attiva i fibroblasti, stimolando la sintesi di nuovo collagene e il progressivo rimodellamento dei tessuti. 

In presenza di rughe sulla fronte e nell’area perioculare, la tossina botulinica può rappresentare una delle opzioni più efficaci, grazie alla sua capacità di rilassare selettivamente i muscoli mimici, i cui movimenti sono responsabili delle rughe di espressione». 

La medicina estetica continua anche dopo i 70 anni


Deporre le armi nella settima e ottava decade della vita? «Sbagliato! Naturalmente cambiano gli obiettivi della medicina estetica. Non si cerca di cancellare ogni segno del tempo né di riportare il volto a un'età diversa dalla propria. Piuttosto, si interviene per migliorare la qualità della pelle, rendendola più luminosa, più tonica e più coerente con il benessere generale della persona che spesso a quest’età non manca, data la generale longevità di cui gode la popolazione contemporanea».

La medicina estetica della longevità non propone quindi un modello di bellezza uguale per tutti, ma accompagna il naturale processo di invecchiamento rispettando identità, espressività e proporzioni del volto.

 

Fonti scientifiche
Rzany B et al. Dermatologic Surgery, 2013;39:95-103.
Kim J et al., Clin. Cosmet. Investig. Dermatol. 2019; 12: 771-784. Nowag B et al., presented at AMWC 2019.
Hertz-Kleptow D et al. Clin Cosm Inv Dermatol. 2019:12 563-572. 

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

 

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Gentili Gabriella

Autore

Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Roma (RM)


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