Tossina botulinica per “curare” e “prevenire” l’invecchiamento

Articolo realizzato con la supervisione del dr Stefano Santoro, Chirurgo plastico e medico estetico

Autore: Dott. Santoro Stefano

Del: 29/10/2018

La  tossina botulinica è  ormai utilizzata da anni e  con successo nella medicina estetica come anti-aging, una soluzione efficace ai segni del 1\3 superiore del volto  determinati dal trascorrere del tempo e  dalla contrazione dei muscoli mimici.

In questa intervista, spiega il Dott. Santoro Stefano, vorrei affrontare il tema del trattamento con la tossina botulinica dal punto di vista della  prevenzione. Mi spiego meglio, nella pratica clinica mi capita sempre più spesso di interfacciarmi anche con pazienti giovani ( di 27 e 28 anni)  che si lamentano della comparsa di micro-rughette persistenti sopratutto al contorno occhi.  Questi segni non sono solo esito di stanchezza o stress, ma anche di una perdita di elasticità e di idratazione della pelle, infatti nemmeno il relax ed una buona qualità di sonno ristoratore possono eliminarle dal volto.  Mi trovo pertanto a consigliare la tossina botulinica come trattamento elettivo, sia come cura per cancellare rughe e solchi,  ma anche come prevenzione di segni permanenti.

Come si procede?
In primis una premessa: il dosaggio rappresenta il concetto chiave. E la parola d’ordine  diventa “diluizione modulata”, in base alla qualità della pelle e la zona del volto da trattare. La tossina botulinica opportunamente preparata permette di restituire freschezza e apertura dello sguardo senza “frizzare” la mimica evitando effetti innaturali di “paralisi”  che minaccino espressività e naturalezza.  Personalmente ritengo che la tossina botulinica utilizzata da mani esperte rappresenti la tecnica più efficace  per rinfrescare il viso anche dei pazienti più giovani, senza  stravolgere  lo sguardo, l’espressività e la storia di un volto. Ritengo che questo sia l’approccio più giusto per un  effetto “refreshing” dello sguardo, in grado di togliere  pesantezza, stanchezza e  tristezza alla zona oculare, e nel contempo di preservare la dinamica mimica di un viso.

Un altro tema di grande attualità è rappresentato da ciò che viene comunemente definito micro-botulino. Si interviene iniettando la tossina ad una precisa concentrazione su tutto il viso. Si tratta di una tecnica off-label. Si inocula  la tossina sapientemente diluita sulle aree da trattare ma rimanendo molto in superficie. Il micro-botulino agisce sulle piccole fibre muscolari presenti nell’epidermide, non in profondità nella cute o nel muscolo,  garantendo una distensione delle rughe. E’ il trattamento che trova le migliori indicazioni nella pelle più agée e più matura o anche nelle pelli più giovani per ridurre il diametro dei pori della pelle. Le evidenze di miglioramento della texture si raggiungono nell’arco di due settimane al massimo. L’unica differenza è sulla durata dell’effetto; mentre la tossina botulinica ha una durata di  4/6 mesi, i benefici del micro-botulino permangono dai 3 ai 4 mesi.  Io ho sperimentato il trattamento su un’ampia casistica di pazienti con ottimi risultati, e lo applico su tutto il volto, con micro-iniezioni, una sorta di “biorivitalizzazione”.

Un’altra informazione che merita una menzione, prosegue il dott. Stefano Santoro, è che qualche settimana fa l’ente regolatore americano di vigilanza e controllo FDA, ha approvato il trattamento con tossina botulinica anche nella  zona perioculare. Prima l’autorizzazione riguardava esclusivamente il trattamento delle rughe nell’area  gabellare, ciò comprova che il trattamento con la tossina botulinica è sicuro e con minimi rischi di effetti collaterali se eseguito da professionisti.

Quando ci troviamo a dover trattare un viso molto segnato da crono e fotoinvecchiamento,  pur se la tossina botulinica agisce in modo corretto andando a ridurre la forza di contrazione del muscolo, purtroppo certi segni si sono trasformati in vere e proprie cicatrici non facili da eliminare. In tutti questi casi la tossina può non essere sufficiente, in queste situazioni si possono usare  tecniche ancillari di medicina estetica come l’associazione con filler iniettivi a base di acido Ialuronico, utilizzo di laser frazionati ablativi e non o nei casi più severi è necessario  ricorrere a tecniche di chirurgia plastica come ad esempio il lifting.

Il lifting endoscopico che con un paio di incisioni nella regione temporale (coperta dai capelli) consente di  distendere la fronte e riportare il sopracciglio, se ptosico (calato) nella sua posizione corretta. Ci tengo a precisare, conclude il dott. Stefano Santoro, che non amo "ipercorreggere", il mio obiettivo da specialista in chirurgia plastica è il “ben-essere” del paziente, curato certo e magari che dimostri qualche anno in meno..

 

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