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Acido ialuronico o tossina botulinica: il futuro estetico?

Acido ialuronico o tossina botulinica: il futuro estetico?


Ultima modifica Gio 12/02/2026 | Redazione Tuame

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La medicina estetica negli ultimi anni è sobbalzata sotto gli occhi di tutti, una popolarità travolgente, grazie al supporto dei social, degli innumerevoli influencer e alla possibilità di accesso da parte di un pubblico sempre più ampio - allargamento della soglia di età e/o l’aumento dei trattamenti anche per gli uomini che fino a qualche tempo fa sembravano essere esonerati.

Oggi, non c’è post, rivista o giornale che non parli di “ritocchino”. La medicina estetica ha compiuto passi da gigante e le nostre società scientifiche stanno lavorando duramente per promuovere una medicina estetica “sana”, basata su scelte etiche, prodotti adeguati e prevenzione dall’invecchiamento.

Acido ialuronico e tossina botulinica: i pilastri della medicina estetica moderna


Le due molecole principali utilizzate in medicina estetica sono l’acido ialuronico e la tossina botulinica. Queste molecole, pur avendo caratteristiche diverse, offrono enormi potenzialità che si combinano tra loro. L’acido ialuronico è ampiamente utilizzato nei filler per ripristinare i volumi del viso, mentre la tossina botulinica è nota per la sua capacità di rilassare i muscoli e così le rughe.

Secondo l’ISAPS Global Survey 2024, la medicina estetica mondiale continua la sua espansione, pur mostrando una leggerissima deflessione numerica rispetto all’anno precedente, segno non di disinteresse ma di maturazione del mercato e di una crescente ricerca di qualità, sicurezza e risultati naturali. Nel 2024 sono state eseguite circa 38 milioni di procedure estetiche nel mondo, di cui oltre 20 milioni non chirurgiche.
Tra queste, la tossina botulinica rimane la procedura più praticata (quasi 8 milioni di trattamenti), seguita dai filler a base di acido ialuronico, che hanno registrato invece un incremento del 5% rispetto al 2023. Questi dati confermano un cambio di direzione già avviato: da una corsa al “ritocco rapido” verso una medicina estetica più consapevole, fatta di trattamenti mirati, combinati e personalizzati. 

Anche in Italia il trend si conferma: oltre 1,3 milioni di procedure nel 2024, con una prevalenza netta dei trattamenti non invasivi. L’acido ialuronico e la tossina botulinica rappresentano insieme più dell’80% delle procedure estetiche, a testimonianza di come la sinergia tra riempimento e rilassamento muscolare rimanga il fulcro delle richieste di ringiovanimento moderno. In un contesto globale in continua evoluzione, la crescita qualitativa del settore, più che numerica, riflette la maturità dei pazienti e la professionalizzazione dei medici estetici, oggi sempre più attenti all’etica, alla prevenzione e all’armonia del risultato

Perché le procedure con acido ialuronico stanno perdendo terreno rispetto a quelle con tossina botulinica?


Queste due molecole hanno dimostrato di essere strumenti indispensabili nel processo di ringiovanimento: l’acido ialuronico è stato fondamentale per il ripristino dei volumi facciali, mentre la tossina botulinica, inizialmente demonizzata, è ora riconosciuta per le sue enormi potenzialità nella medicina preventiva.

Se da un lato l’acido ialuronico ha rappresentato la molecola per eccellenza per ricreare visi apparentemente più giovani, il riempimento spasmodico ed eccessivo ha creato timori ripensando alle mostrificazioni a cui eravamo abituati negli scorsi anni. Non di rado ci sono stati veri e propri stravolgimenti in alcuni visi allontanando, di fatto, l’idea che un viso così riempito potesse essere segno di bellezza e sensualità. Accanto a queste immagini come non poter pensare alla tossina botulinica che ha spaventato per anni un po’ tutti con quegli sguardi mefistofelico che discostavano dal concetto di freschezza ed apertura dello sguardo che la tossina botulinica vuole donare ai nostri pazienti.

L’informazione spesso non è stata dalla parte dell’arte medica, e i veterani in questo affascinante mondo, sono certo, che ne abbiano fatte di battaglie a dar spazio alla bella medicina. Ancor oggi si fatica, nonostante medici influencer e non, a comunicare come l’acido ialuronico sia un riempitivo mentre la tossina rilassi. Quante volte ci capita di comunicare ai nostri pazienti che più che un riempitivo, spesso sia utile un trattamento con tossina botulinica per rilassare quelle rughe frontali, le glabellari e le perioculari che forse non si addicono ad un viso giovane che non vuole invecchiare, o che non vuole vedersi stanco, piuttosto che riempire quei solchi o riempire delle labbra di per sé già ben definite e gradevoli in un volto.

La nuova era del ringiovanimento: freschezza ed equilibrio


Forse la chiave di volta è proprio non vedersi più riempiti ma più freschi e più rilassati, meno esausti dalla vita frenetica quotidiana.

In questo periodo d’importanza storica per la medicina estetica, come non si può riflettere sulla nuova tendenza rappresentata dall’hashtag “less is more”, concetto sposato da tanti di noi a far intendere che con pochissime quantità di acido ialuronico, debitamente posizionato negli opportuni compartimenti anatomici di un viso, possano renderlo più armonioso e più bello e di come sia alterato pensare a quante fiale potrebbero “ringiovanire” un viso.

Ma l’invecchiamento, si sa, non è solo una questione di carenza di acido ialuronico, di volumi mancanti o di disidratazione. Con gli usi off‑label della tossina botulinica entra in gioco un nuovo concetto di invecchiamento: grazie a miomodulazione e neuromodulazione è possibile restituire al viso un aspetto più fresco e rilassato, senza ricorrere necessariamente al riempimento. In questo modo si accompagna il paziente in un percorso che mira a “riprogrammare” i muscoli responsabili di un’attività ipertonica, integrando sempre più l’attenzione alla medicina rigenerativa.

L’efficacia e la sicurezza di entrambi i trattamenti, se effettuata da medici formati, oramai è stata ampiamente validata giungendo alla conclusione che l’uso combinato di tossina botulinica e acido ialuronico possa offrire risultati superiori rispetto all’uso di una sola molecola.

Quando acido ialuronico e quando tossina botulinica?


Senza dubbio l’acido ialuronico trova indicazione in soggetti che presentano una perdita di volume e tono dei tessuti del volto (zigomi, labbra, mento), perdita di idratazione cutanea e riduzione dell’elasticità, esiti cicatriziali o irregolarità del profilo. La tossina botulinica, invece, è indicata nei pazienti che desiderano attenuare le rughe dinamiche del terzo superiore del volto (fronte, glabella, regione perioculare), migliorare l’aspetto stanco o contratto del viso dovuto a iperattività muscolare e prevenire la formazione di nuove rughe mediante una modulazione funzionale dei muscoli mimici. 

Esistono controindicazioni?


Come ogni atto medico, questi trattamenti richiedono consapevolezza e un’attenta valutazione delle condizioni del paziente.

Gravidanza e allattamento: Le evidenze scientifiche più recenti indicano che l’uso estetico standard della tossina botulinica non risulta associato a un rischio significativo di infertilità o di effetti negativi sul concepimento così come le revisioni sistematiche e i principali database internazionali non mostrano un aumento dell’abortività o delle malformazioni rispetto ai valori attesi nella popolazione generale. Tuttavia, in assenza di studi prospettici di ampie dimensioni, è raccomandata prudenza ed è sconsigliato l’uso elettivo durante gravidanza e allattamento.

L’impiego della tossina botulinica è assolutamente controindicato in presenza di patologie neuromuscolari (quali miastenia gravis, sclerosi laterale amiotrofica, sindrome di Eaton-Lambert) o altri disturbi della trasmissione neuromuscolare.

Vanno evitati i trattamenti in tutti i casi di infezioni cutanee o processi infiammatori attivi nella zona da trattare, ipersensibilità nota ai componenti del prodotto o agli eccipienti (ad esempio lidocaina), alterazioni della coagulazione o assunzione di anticoagulanti senza adeguata sospensione e supervisione medica.

È infine fondamentale valutare con attenzione i pazienti affetti da malattie autoimmuni, dismorfismo corporeo o aspettative irrealistiche, al fine di evitare insoddisfazioni o stress psicologico post-trattamento.

Effetti collaterali e rischi potenziali

Gli effetti collaterali sono in genere lievi e transitori quando le procedure vengono eseguite da personale medico qualificato:
  • Edema, eritema o ecchimosi localizzate nei punti di iniezione;
  • Lieve tensione o dolore temporaneo;
  • Sensazione di gonfiore o asimmetria momentanea che tende a risolversi spontaneamente.
Nel caso della tossina botulinica, possono comparire raramente ptosi palpebrale, cefalea transitoria o modesta riduzione della forza muscolare nelle aree limitrofe.
Per i filler a base di acido ialuronico, le complicanze più temute, sebbene eccezionali, sono occlusioni vascolari, necrosi cutanea o granulomi ritardati, gestibili precocemente grazie a un corretto inquadramento clinico. Per questo motivo la sicurezza del paziente dipende in larga parte dalla formazione specifica del medico, dalla conoscenza approfondita dell’anatomia facciale e dal rispetto dei protocolli di sterilità e dosaggio.
Un consulto pre-trattamento accurato e personalizzato è essenziale per definire aspettative realistiche e per selezionare la molecola o la combinazione più idonea.

Come ci orientiamo in futuro?


Un uso più oculato e più attento delle due molecole,  ovvero “tailorizzato” sulle esigenze del paziente guidato in un percorso con tecniche combinate utilizzate magistralmente sarà la ricetta giusta della nuova medicina estetica.

La ricerca continua a progredire, così come gli studi e gli impegni etici delle nostre società. Ogni epoca ha le sue mode, ma è nostro compito guidare i pazienti verso scelte più consapevoli, offrendo il massimo delle potenzialità di queste molecole. 

La soluzione è data dalla conoscenza e dall’utilizzo di tecniche combinate e perché no, sfruttare a pieno le potenzialità anche di molecole come l’idrossiapatite di calcio che possano, al tempo stesso, ripristinare volumi e stimolare il processo di neocollagenogenesi.

 

 
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