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Rughe d’espressione addio: il trattamento che rilassa il viso senza stravolgerlo

Rughe d’espressione addio: il trattamento che rilassa il viso senza stravolgerlo


Ultima modifica Ven 13/02/2026 | Redazione Tuame

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Quando si desidera ritrovare un viso dall’aspetto rilassato, ci si può affidare in tutta sicurezza alla tossina botulinica, un farmaco approvato per l’uso estetico da oltre 20 anni. Nonostante ciò, tale trattamento continua a essere circondato da dubbi e false credenze. Molti temono di ritrovarsi con un volto irrigidito, altri di perdere l’espressività, altri ancora pensano che la tossina sia riservata solo a chi presenta rughe molto marcate.

In realtà, oggi la tossina botulinica viene utilizzata con un approccio più evoluto, chiamato neuromodulazione estetica, che permette di ottenere un viso disteso e naturale, senza alterare la mimica né snaturare i lineamenti.

«Neuromodulare vuol dire regolare la motilità muscolare (la cui attività è responsabile in ultimo delle rughe di espressione) affinché sia meno intensa. Ciò permette di distendere il viso e di attenuare le rughe presenti sulla fronte e attorno agli occhi» spiega la dottoressa Clara Melis, medico estetico. 

 

Come si attenuano le rughe del terzo superiore del viso?


«Quando una paziente arriva in studio lamentando le rughe sulla fronte, sulla glabella (la zona tra le sopracciglia) o sul contorno occhi, inizio sempre con una valutazione della motilità muscolare, valuto cioè con quanta forza si contraggono i muscoli interessati e quali movimenti compiono» dice la dottoressa Melis. «Ciò mi permette di osservare meglio il modo in cui si “increspa” la pelle, dando origine alle cosiddette rughe dinamiche (cioè quelle che si formano a causa della mimica), poiché sono proprio queste a beneficiare della tossina botulinica. Il beneficio sulle rughe è solo indiretto, poiché la tossina botulinica agisce sui muscoli del terzo superiore e non sulla pelle: se questi si contraggono meno e con meno forza, di conseguenza la cute sottostante si corrugherà in misura minore. Con il giusto dosaggio, la fronte viene giusto alleggerita dei segni e lo sguardo risulta aperto ma mai immobilizzato in un’espressione vitrea.

Si può abbinare la tossina botulinica ad altri trattamenti?


Sì, e spesso rappresenta la strategia più efficace. «Dopo i 50 anni, accanto alle rughe dinamiche compaiono le rughe statiche, quelle che rimangono visibili anche a viso fermo (quindi con muscoli rilassati). In questo caso, il percorso di “ringiovanimento” del terzo superiore si articola in due tappe: nella prima seduta eseguo un trattamento con tossina botulinica, che, quindi, distende l’area e riduce l’ipercontrazione. Dopo circa due settimane, valuto se aggiungere un filler riempitivo per rifinire l’eventuale solco non del tutto corretto dal trattamento precedente.

L’unione di tossina botulinica + filler con acido ialuronico permette di ottenere risultati più credibili rispetto al filler utilizzato da solo.

La tossina botulinica può essere abbinata anche a trattamenti di biorivitalizzazione sul resto del viso che rendono la pelle più luminosa e idratata».

>Si può iniziare con la tossina botulinica anche in ottica preventiva?


«Sì, e accade molto più spesso di quanto si pensi» rivela la dottoressa Melis. «Sempre più pazienti giovani si avvicinano alla tossina botulinica in maniera preventiva, soprattutto quando presentano una naturale ipercontrattività dei muscoli mimici. Di solito si tratta di ragazzi e ragazze poco sotto i 30 anni, che iniziano a notare le prime linee d’espressione e desiderano rallentarne la formazione.

Tuttavia, ribadisco che la prevenzione delle rughe non è mai standardizzata: se la mimica è molto intensa tale da corrugare di molto fronte e sguardo, si può procedere con piccole dosi di tossina botulinica. Se i segni precoci dipendono più dalla disidratazione cutanea, è più opportuno cominciare con biorivitalizzazione, un trattamento che migliora la qualità e la resilienza cutanea».

>Quali sono i benefici visibili della tossina botulinica?


Una delle caratteristiche più apprezzate della tossina botulinica è la rapidità con cui mostra i suoi risultati. «Già dopo tre o quattro giorni inizia a comparire un primo miglioramento, mentre dopo una settimana le pazienti notano uno sguardo più aperto, un viso più disteso e una certa “leggerezza” dell’espressione. È un cambiamento che non stravolge il viso, ma che viene spesso percepito dagli altri con i termini “aspetto più fresco e riposato”.

Se ben dosata, la tossina botulinica dona risultati naturali che in molti casi fanno comprendere alle stesse pazienti quanto fossero eccessive le paure iniziali.

>L’impatto positivo anche nei pazienti più fragili


La medicina estetica non è solo “ringiovanimento” o miglioramento fine a se stesso. Spesso si muove su un piano di maggiore sensibilità dove la bellezza fa rima spesso con felicità. «Nella mia professione incontro spesso pazienti affette da patologie autoimmuni, come sclerosi multipla, lupus o artrite reumatoide, tutte condizioni che compromettono profondamente la qualità della pelle, anche a causa di terapie cortisoniche o immunosoppressive, poiché alterano le fibre di collagene. Intervenire con biorivitalizzanti e, quando possibile, con tossina botulinica, permette a molte di queste donne di ritrovare non solo freschezza, ma anche fiducia ed energia, soprattutto dopo anni di malattie e tensioni fisiche ed emotive. 

Le controindicazioni importanti della tossina botulinica riguardano: l’ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti (albumina sierica umana e saccarosio);

disturbi generalizzati dell’attività muscolare (ad es. miastenia grave, sindrome di Lambert-Eaton), oppure infezioni o infiammazioni nel sito di iniezione proposto.

Per il resto, la tossina botulinica è ben tollerata da un grande range di persone» conclude la dottoressa Melis.


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