La scleroterapia è una procedura medica mininvasiva utilizzata per trattare i capillari evidenti detti anche teleangectasie, le varici e la patologia emorroidaria. Il trattamento consiste nell’iniettare una soluzione o una schiuma sclerosante nel vaso malato per provocarne il riassorbimento e la successiva scomparsa.
Questa particolare procedura medica, sebbene sia utilizzata nella grande maggioranza dei casi per ragioni di carattere puramente estetico, ha sempre alla base una valenza curativa e può rivelarsi assai preziosa anche per contrastare i sintomi dell’insufficienza venosa cronica come gonfiore e dolore localizzato agli arti inferiori.
Il principio alla base di questa procedura è l’iniezione di differenti sostanze sclerosanti all’interno dei capillari o delle vene che sono in grado di provocarne la contrazione o la chiusura del vaso.
I capillari trattati vanno incontro ad un processo flogistico locale e nell’arco dei mesi, con più sedute consecutive, scompaiono .
Questa tecnica è stata scoperta alla fine del XVII secolo ed ha iniziato a trovare larga applicazione nel corso dell’800. Nell’ultimo secolo la scleroterapia ha seguito lo sviluppo tecnologico e scientifico affinandosi come terapia fondamentale per il trattamento dei vasi sanguigni venosi. L’evoluzione della disciplina ha visto anche l’introduzione di nuove sostanze chimiche maggiormente efficaci e ben tollerate dall’organismo. Alcune di esse, come il sodio salicilato e la glicerina cromica, introdotte negli anni ’30, sono ancora utilizzate ai giorni nostri.