Ringiovanimento del lobo dell’orecchio

Ringiovanimento del lobo dell’orecchio


Gio 30/04/2020 | Dott. Maria Cristina Orlandini

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I segni dell’invecchiamento cutaneo non riguardano solo il volto: essi si manifestano anche sul collo, sulle braccia, sull’addome e in altre parti del corpo. La pelle appare infatti in generale meno compatta e meno soda, il tessuto inizia a cedere e lascia intravedere una certa lassità cutanea, e l’aspetto della pelle in generale appare più secco e disidratato.
Per questo, più la pelle diventa adulta, e più la curiamo con creme idratanti e antirughe specifiche per viso, collo e decolté; oppure creme rassodanti e anticellulite per addome, cosce e glutei.

Ma avete mai pensato al lobo dell’orecchio? Quante volte, guardandoci allo specchio, diamo una “controllatina” anche ai lobi delle orecchie? Molto probabilmente ci stiamo pensando per la prima volta ora, leggendolo qui.
Non consideriamo molto i lobi dell’orecchio a livello estetico. Li usiamo per indossare gli orecchini, ma spesso la routine è questa: piega ai capelli, scelta dell’outfit per uscire, trucco al viso e poi, prima di uscire, indossiamo velocemente gli orecchini. Ammettiamolo, i lobi delle nostre orecchie, forse non sappiamo nemmeno che forma abbiano!
Eppure, anche lì la pelle invecchia. Anche i lobi rivelano la nostra età, per cui è importante far rientrare anche loro nella nostra routine di bellezza quotidiana.

Quali sono i segni e le cause dell’invecchiamento del lobo dell’orecchio


Con il temine lobo dell’orecchio si intende il padiglione auricolare, ovvero l’orecchio esterno, quella parte visibile che circonda e protegge l’apertura del condotto uditivo esterno.
La forma è caratteristica anche se può presentare piccole particolarità tra persona e persona, mentre a livello tissutale è formato da cartilagine elastica ricoperta da uno strato cutaneo. Oltre a questo, sono presenti anche una componente muscolare, dei legamenti, e una piccola parte di tessuto adiposo.

Ora, pensiamo a quello che succede al tessuto cutaneo con l’invecchiamento cellulare. Il derma inizia a produrre minori quantità di collagene e di elastina, due proteine fondamentali per il mantenimento del sostegno, del volume e dell’elasticità della pelle. Tendono inoltre ad assottigliarsi e perdere volume anche il tessuto muscolare e quello adiposo, così come si assiste ad un riassorbimento osseo. Questo porta la pelle a cedere ed a perdere volume e idratazione.

I segni dell’invecchiamento del lobo dell’orecchio sono infatti legati a queste modificazioni del tessuto. Bisogna considerare poi, che il collagene è una proteina particolarmente presente anche nel tessuto cartilagineo, per cui una sua carenza è sicuramente evidente nel lobo dell’orecchio, costituito principalmente da cartilagine e cute.
Le caratteristiche di un lobo dell’orecchio invecchiato sono allungamento, rugosità e riduzione del volume.

Per il ringiovanimento del lobo dell’orecchio bisogna agire cercando di ridare volume e forma, oltre che eliminare le rugosità e ridare idratazione e tonicità alla pelle. Senza dimenticare poi, di agire anche sugli effetti del foto-aging, che possono determinare anche la comparsa di macchie.

Perché intervenire sul lobo dell’orecchio


Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Maria Cristina Orlandini, medico estetico.
"Non è ormai così infrequente la richiesta da parte delle pazienti di considerare anche nei diversi trattamenti di medicina estetica al viso anche la regione dei lobi auricolari. Essi soprattutto per la necessità di scoprire il viso, legando i capelli per esempio, diventano parte importante dell’effetto freschezza e luminosità del nostro aspetto.

Il lobo, a differenza del resto del padiglione, è privo di uno scheletro cartilagineo ed è costituito soltanto da una piccola quantità di tessuto adiposo rivestita da cute. Per questo motivo, appena il nostro organismo subisce la degradazione dell’acido ialuronico e del collagene il lobo ne risente. Ecco perché lavorare su questa pur piccola parte è importante. I dettagli fanno comunque sempre la differenza."

Ripristinare volume e tonicità del lobo: filler a base di acido ialuronico


Secondo la Dott.ssa Maria Cristina Orlandini:
"In prima istanza in genere quello che balza all’occhio è l’assottigliamento del tessuto che lo compone e il suo allungamento; spesso infatti, soprattutto per le portatrici di orecchini, il difetto principale per cui si rivolgono a me è il lobo bifido, motivo per cui non è più possibile utilizzare i nostri particolari monili.
La riparazione in tal caso è un piccolo intervento in anestesia locale eseguibile in pochi minuti in ambulatorio.

Quando invece la richiesta è soltanto quella di far rifiorire il tessuto e di dare più freschezza all’orecchio, allora è mia abitudine utilizzare metodi che abbiano un’azione volumizzante.
Talvolta utilizzando il tessuto adiposo della paziente stessa eseguendo un lipo-filling oppure un’iniezione di acido ialuronico come effetto volumizzante o semplicemente idratante. Le sedute in questo caso possono essere 2-3 massimo.
Alle pazienti invece restie all’utilizzo di aghi e che quindi preferiscono un approccio più soft, propongo la tecnica laser con una nuova modalità che prevede un ricompattamento del collagene residuo, in questi caso le sedute invece saranno 6-8.

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