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Solchi nasogenieni: quando usare il filler

Solchi nasogenieni: quando usare il filler


Ultima modifica Ven 13/02/2026 | Redazione Tuame

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I solchi nasogenieni sono tra i segni del volto che più spesso attirano l’attenzione di chi si guarda allo specchio. Queste pieghe, che si estendono dalle ali del naso verso gli angoli della bocca, sono naturali e presenti in ogni viso. Con il tempo, però, possono diventare più evidenti, conferendo al volto un aspetto stanco o appesantito. È per questo che molte persone si chiedono se e quando il filler rappresenti la soluzione giusta.

Capire quando usare il filler nei solchi nasogenieni è fondamentale per ottenere un risultato naturale e armonico. Non sempre, infatti, intervenire direttamente sul solco è la scelta migliore. In questo articolo approfondiamo cosa sono i solchi nasogenieni, perché si accentuano e in quali casi il filler è indicato, spiegando anche quando è preferibile orientarsi verso strategie diverse.

Che cosa sono i solchi nasogenieni


I solchi nasogenieni sono pieghe cutanee che delimitano la parte centrale del volto. Dal punto di vista anatomico, rappresentano una zona di transizione tra aree con diversa mobilità ed elasticità della pelle, fortemente influenzata dalla mimica facciale.

È importante chiarire un concetto chiave: i solchi nasogenieni non sono un difetto. Fanno parte dell’espressività del volto e contribuiscono alla sua naturale tridimensionalità. Il problema nasce quando questi solchi diventano troppo marcati, profondi o visivamente “pesanti”, alterando l’armonia complessiva del viso.

La comparsa e l’accentuazione dei solchi nasogenieni non dipendono da un solo fattore. Si tratta piuttosto del risultato di un insieme di cambiamenti che avvengono nel tempo:
  • Perdita di volume nelle aree di supporto del volto, in particolare nella zona zigomatica e del terzo medio.
  • Rilassamento dei tessuti, legato alla riduzione di collagene ed elastina.
  • Qualità della pelle che cambia, diventando meno elastica e meno compatta.
  • Mimica facciale ripetuta, che nel tempo “scava” le pieghe.
  • Fattori genetici e stile di vita, come esposizione solare, fumo e stress.
Questi elementi concorrono a rendere i solchi nasogenieni più visibili anche in età relativamente giovane, non solo dopo i 40 o 50 anni.

Uno degli errori più comuni è considerare i solchi nasogenieni come un problema isolato. In realtà, molto spesso rappresentano il segnale visibile di uno squilibrio più ampio del volto.

Quando il terzo medio perde sostegno, i tessuti tendono a scendere verso il basso, accentuando naturalmente i solchi. In questi casi, intervenire esclusivamente “riempiendo” il solco può portare a risultati poco naturali, con un appesantimento della zona periorale.

La medicina estetica moderna affronta i solchi nasogenieni con un approccio full face, valutando volumi, proporzioni, qualità cutanea, dinamica delle espressioni. Solo così è possibile decidere se il filler nel solco è davvero indicato.

Quando il filler nei solchi nasogenieni è indicato


Il filler nei solchi nasogenieni può essere una soluzione efficace e sicura, ma solo in situazioni ben precise. In particolare, è indicato quando:
  • i solchi sono moderati, non eccessivamente profondi;
  • la pelle presenta una buona elasticità residua;
  • il solco è prevalentemente cutaneo e non dovuto a un marcato cedimento dei tessuti superiori;
  • il volto beneficia di un supporto delicato e localizzato.
In questi casi, il filler aiuta ad attenuare la piega, migliorando la continuità tra le diverse aree del volto e restituendo un aspetto più fresco e disteso, senza alterare l’espressività.

Ci sono situazioni in cui il filler diretto nel solco non rappresenta la soluzione ideale. Ad esempio:
  • quando i solchi sono causati principalmente da perdita di volume zigomatico;
  • in presenza di rilassamento marcato dei tessuti;
  • se la pelle è molto sottile o, al contrario, particolarmente pesante quando il rischio è quello di ottenere un volto gonfio o poco naturale.
In questi casi, trattare direttamente il solco potrebbe peggiorare l’armonia del viso. È spesso più efficace intervenire sulle aree di supporto o sulla qualità della pelle, permettendo al solco di attenuarsi in modo indiretto.

Il filler nei solchi nasogenieni: come viene utilizzato oggi


Oggi l’obiettivo non è più “cancellare” i solchi nasogenieni, ma integrarli in un volto armonico. L’approccio moderno prevede di trattare le cause alla base del solco, piuttosto che il solco stesso.

Questo può includere il ripristino delicato dei volumi del terzo medio, il miglioramento della qualità cutanea, La stimolazione dei tessuti per aumentare compattezza ed elasticità. Spesso, grazie a questo approccio, i solchi nasogenieni risultano visibilmente attenuati senza essere riempiti direttamente, con un risultato più naturale e duraturo.

Quando il filler è indicato, viene utilizzato con criteri molto diversi rispetto al passato. Le parole chiave sono moderazione e precisione.

Oggi il trattamento prevede l’uso di filler adatti a questa specifica area in quantità ridotte, distribuite in modo strategico e tecniche che rispettano l’anatomia e la naturale mobilità del volto. Spesso viene eseguito un trattamento graduale, in più sedute. L’obiettivo non è eliminare completamente il solco, ma ammorbidirlo, rendendolo meno evidente e più coerente con l’età e le caratteristiche del paziente.

La durata dei risultati del filler nei solchi nasogenieni varia in base a diversi fattori: tipo di prodotto utilizzato, metabolismo individuale, stile di vita e qualità della pelle.

In media, l’effetto può durare diversi mesi. Un corretto programma di mantenimento e follow-up consente di preservare il risultato nel tempo, evitando interventi eccessivi o improvvisi.

Sicurezza, aspettative e ruolo del medico


Il trattamento dei solchi nasogenieni con filler è sicuro se eseguito da un medico estetico esperto, che conosce l’anatomia del volto e utilizza tecniche appropriate. Fondamentale è anche la gestione delle aspettative: il miglior risultato non è l’assenza totale del solco, ma un volto più armonico, fresco e naturale.

Il medico estetico ha il compito di valutare, consigliare e guidare il paziente verso la scelta più adatta, anche quando questa non coincide con l’idea iniziale di “riempire il solco”.

I solchi nasogenieni raccontano la storia del nostro volto e della nostra espressività. Decidere quando usare il filler significa andare oltre la semplice correzione, per abbracciare una visione più ampia e consapevole della medicina estetica.

Il filler può essere un valido alleato, ma solo se inserito in un progetto personalizzato, rispettoso dell’armonia del volto. Affidarsi a un medico estetico qualificato è il primo passo per ottenere un risultato equilibrato, naturale e in linea con la propria identità.

 

Fonti

Global Aesthetics Consensus Group
Facial Anatomy and Aging: The Full-Face Approach
→ Concetto di approccio “full face” e trattamento indiretto dei solchi nasogenieni
European Society of Cosmetic & Aesthetic Dermatology (ESCAD)
→ Raccomandazioni su filler riassorbibili e tecniche conservative
Cotofana S. et al.
“Facial aging: a comprehensive review”
Clinical Anatomy, 2016
→ Ruolo della perdita di volume del terzo medio nella formazione dei solchi nasogenieni
Rohrich R.J., Pessa J.E.
“The fat compartments of the face”
Plastic and Reconstructive Surgery
→ Fondamenti anatomici del trattamento indiretto dei solchi
Sundaram H. et al.
“Global Aesthetic Consensus: Hyaluronic Acid Fillers”
Plastic and Reconstructive Surgery
→ Indicazioni su scelta del filler, quantità e naturalità del risultato


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