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Prime rughe: meglio la tossina botulinica o la biostimolazione?

Prime rughe: meglio la tossina botulinica o la biostimolazione?


Ultima modifica Gio 18/06/2026 | Redazione Tuame

Le prime rughe non compaiono tutte insieme e, soprattutto, non raccontano tutte la stessa storia. C’è chi si accorge di una sottile linea sulla fronte quando si guarda allo specchio, chi percepisce una maggiore evidenza delle linee perioculari, e chi nota i solchi naso-labiali più profondi del solito. L’età più frequente? Tra i 35 e i 45 anni, proprio quando molte persone iniziano a chiedersi se sia arrivato il momento di ricorrere al medico estetico per contrastare i primi segni di invecchiamento.

Oggi la medicina estetica offre approcci molto diversi contro l’aging del volto. Alcuni trattamenti agiscono sul movimento dei muscoli facciali che, nel tempo, contribuiscono alla formazione delle rughe. Altri puntano, invece, a migliorare la qualità della pelle, stimolando i processi di rigenerazione e contrastando i cambiamenti legati all'invecchiamento cutaneo. Come orientarsi? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Manuela Pili, medico estetico.

Quando compaiono le prime rughe


L’invecchiamento del viso è un processo graduale. Con il passare degli anni, la produzione di collagene rallenta e la pelle tende a perdere parte della sua capacità di sostenere i tessuti. I primi cambiamenti possono manifestarsi con rughe sottili, minore luminosità dell’incarnato, lieve perdita di tono o texture cutanea meno uniforme.

«Le pazienti tra i 35 e i 40 anni iniziano spesso a notare le prime rughe sottili, e così chiedono una consulenza su come prevenirne l’evoluzione» spiega la dottoressa Pili. In questa fase l’obiettivo non è trasformare il viso, ma preservarne la freschezza e l’armonia dei lineamenti, intervenendo sui meccanismi che favoriscono l’invecchiamento cutaneo.

La tossina botulinica come trattamento contro le prime rughe


Quando le rughe sono legate alla mimica facciale, la tossina botulinica rappresenta uno dei primi trattamenti correttivi. È un farmaco sicuro, approvato dagli enti regolatori, che agisce sull’ipertono muscolare, cioè sulla contrazione ripetuta di alcuni muscoli del volto (in particolare della fronte e dell’area perioculare). Con il passare del tempo, infatti, la contrazione ripetuta di alcuni gruppi muscolari può favorire la comparsa di rughe, inizialmente visibili solo durante i movimenti del volto. Di conseguenza, riducendo l'intensità di queste contrazioni, la pelle viene sottoposta a minori sollecitazioni e appare più distesa.

«Oltre che strumento correttivo, utilizzo la tossina botulinica come primo “alleato” preventivo sui pazienti che, alla valutazione obiettiva, mostrano una forza contrattile elevate, che può portare alla formazione precoce delle rughe» spiega la dottoressa Pili.

«Va precisato che oggi i risultati estetici della tossina botulinica sono molto diversi dall’immagine stereotipata del viso immobile di qualche anno fa. L’obiettivo è ottenere un risultato naturale, mantenendo sia espressività del viso che la capacità di muoversi con naturalezza. Per questo motivo il trattamento viene personalizzato in base alle caratteristiche anatomiche del paziente, alla sua mimica e al risultato che desidera ottenere.

Quando entra in gioco la biostimolazione contro i segni di invecchiamento


In alcuni casi, le prime manifestazioni di invecchiamento cutaneo si manifestano in perdita di luminosità, lieve lassità e una sensazione generale di minore compattezza dei tessuti. «Questi segni indicano un coinvolgimento della qualità della pelle che può essere migliorata con trattamenti biostimolanti dalla funzione rigenerante. Tra le opzioni disponibili rientra la biostimolazione con idrossipatite di calcio, una sostanza naturalmente presente nelle ossa e nei denti, che, una volta iniettata nei tessuti del viso, stimola la produzione di nuovo collagene, la proteina responsabile di compattezza ed elasticità. I risultati? Pelle più tonica, elastica e più luminosa in maniera progressiva. Si tratta, infatti, di un trattamento che continua ad esercitare la sua azione nel tempo, con un miglioramento graduale della qualità cutanea nelle settimane successive alla seduta».

Tossina botulinica o biostimolazione?


«Non si può parlare di scelta tra due alternative: tossina botulinica e biostimolazione sono strumenti diversi che rispondono a esigenze differenti.

La tossina botulinica agisce principalmente sulla componente dinamica del volto, modulando l’attività dei muscoli mimici e contribuendo così alla distensione delle rughe d’espressione. La biostimolazione interviene, invece, sulla qualità dei tessuti, in particolare sulla sua funzione di sostegno della cute, attraverso la produzione di nuovo collagene.

Per questo motivo i due approcci possono essere utilizzati anche in combinazione, all’interno di un programma personalizzato, costruito sulle caratteristiche del viso e sugli obiettivi del paziente».

L’obiettivo oggi è mantenere, non trasformare


«Oggi la medicina estetica sta evolvendo sempre più verso il concetto di accompagnare l’invecchiamento. Mi piace educare le pazienti a comprendere che il viso invecchia in modo dinamico e che dare supporto biologico ai tessuti rappresenta una strategia importante per mantenere un aspetto naturale» conclude la dottoressa Pili.

 

Fonti scientifiche

Silvers SL, et al. Plast Reconstr Surg. 2006;118(3 Suppl):34S-45S
Tzikas TL. et al. Dermatol Surg. 2008;34 Suppl 1:S9-15.
Kerscher M et al. Dermatologic Surgery, 2015;41:1149–1157. • Kane MA et al. Dermatologic Surgery, 2015;41(11):1319.

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 


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