Accesso
Dottori
HOME >

Anestesia epidurale


Mar 26/04/2022 | Redazione Tuame

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

DEFINIZIONE

L’anestesia epidurale è una pratica di anestesia locale, eseguita come indicazione di sicurezza in diverse tipologie di intervento chirurgico come interventi all’articolazione del ginocchio o dell’anca e, in genere, viene effettuata durante il parto. Lo scopo dell’anestesia epidurale consiste nell’annullare le sensazioni dolorose e della sensibilità della porzione del corpo interessata, senza però indurre l’addormentamento della persona, la quale rimane cosciente durante la procedura. L’anestesia epidurale è una pratica sicura e molto utilizzata ed è effettuata da personale qualificato, come gli anestesisti oppure i medici del Pronto Soccorso in caso di urgenza.

COS’È

L’anestesia epidurale, anche nota come anestesia peridurale, è una tecnica di anestesia effettuata in sede loco-regionale da personale esperto, che prevede l’iniezione di un farmaco ad azione analgesica o anestetizzante, a livello del midollo spinale del paziente.

La tecnica viene così definita in quanto il farmaco viene iniettato tra la meninge più esterna che riveste il midollo spinale (dura madre) e il canale osseo formato dai corpi delle vertebre, all’interno delle quali il midollo spinale stesso è custodito.

INDICAZIONI

L’anestesia epidurale trova indicazioni in tutte quelle situazioni in cui si vuole attutire le sensazioni dolorose evocate da un fenomeno fisiologico (come il parto) o patologico oppure nel corso di interventi di chirurgia maggiore, a fini anestetici.

In particolare, questa tecnica trova applicazioni in:


  • Interventi alle articolazioni degli arti come l’articolazione scapolo-omerale oppure l’articolazione del ginocchio;

  • Interventi di chirurgia maggiore come interventi aspirativi in caso di tamponamento cardiaco oppure che prevedono l’apertura del torace o della gabbia toracica;

  • Un parto plurimo, con più gemelli;

  • Travagli particolarmente sofferti e protratti nel tempo;

  • Parto con taglio cesareo, dove si va a incidere la fascia addominale trasversa.


PREOPERATORIO

Qualora la tecnica dell’anestesia epidurale sia stata già raccomandata o programmata al paziente (in casi di non urgenza), è bene che si rispetti un’astensione completa da liquidi e in particolare bevande gassate fino a 3-4 ore prima dell’intervento, e un’astensione dal cibo fino a 8-10 ore prima dell’intervento.

ESECUZIONE DELL’INTERVENTO

Dopo che il paziente è stato adeguatamente informato circa le caratteristiche della procedura alla quale sta per sottoporsi, si eseguono diverse fasi in successione:

  • Disinfezione e sterilizzazione della zona in cui verrà introdotto l’ago-cannula, tramite uso di clorexidina 0,5-2 % in soluzione alcolica al 70 % oppure tramite uso di iodopovidone al 10 %;

  • Inserzione dell’ago-cannula tramite perforazione della cute, dopo che il paziente abbia raggiunto un’idonea posizione laterale con ginocchia verso l’addome;

  • Inserzione del catetere epidurale all’interno dell’ago-cannula e opportuna collocazione all’interno dello spazio epidurale;

  • Infusione del farmaco anestetico d’elezione per l’intervento.


Successivamente, si perde gradualmente la sensibilità degli arti inferiori e, in genere, della metà inferiore del busto, fino a quando l’anestesista non riduce la quantità di farmaco infusa prima di sfilare il catetere.

FARMACI UTILIZZATI NELL’EPIDURALE

L’epidurale può essere eseguita grazie al lavoro svolto da farmaci anestetici, antidolorifici ed altre sostanze che hanno svariate funzioni. Nella prima classe di farmaci sono largamente adoperati la lidocaina, la bupivacaina e la cloroprocaina, mentre fentany e sufentanil trovano impiego come antalgici. Epinefrina e clonidina sono utilizzate, soprattutto durante il parto, per aumentare la durata dell’effetto anestetici o antidolorifico dei iniettati in sede epidurale. Quest’ultime sostanze sono importanti, inoltre, perché capaci di intervenire sulla pressione sanguigna stabilizzandola.

POST OPERATORIO

Dopo essersi sottoposto a un’anestesia epidurale, il paziente deve generalmente osservare un periodo di riposo di 4-5 ore in posizione distesa, lamentando qualsiasi sensazione fastidiosa o dolorosa avverta. In questo arco di tempo tutti i suoi parametri vitali sono strettamente monitorati per sicurezza. Nei casi in cui l’area dell’epidurale produca eccessivo dolore, il medico può prescrivere l’uso di blandi antidolorifici.

RISCHI E COMPLICAZIONI

La procedura di anestesia per via epidurale vanta un ottimo profilo di sicurezza e viene utilizzata correntemente per diverse tipologie di intervento.

Tuttavia, non è completamente esente da rischi e complicazioni come:

  • Tenesmo vescicale e impossibilità di controllare appieno lo svuotamento della vescica;

  • Lombalgia, di intensità più o meno accentuata;

  • Nausea e vomito, possibilmente da trattare con farmaci anti-emetici (metoclopramide);


 

  • Rischio basso di sviluppare uno shock settico, dovuto all’insinuarsi di patogeni all’interno del sito di inserzione dell’ago;

  • Rischio basso di lesione permanente alle radici dei nervi spinali e


FONTI:

  • Ronald Miller, Miller anestesia. Elsevier, 2006.

  • Pierfrancesco Fusco et al. Anestesia locoregionale e terapia del dolore. Edra, 2019.


Articoli correlati

Accesso contenuti completi

x