Ultrasuoni microfocalizzati per l'antiaging

Ultrasuoni microfocalizzati per l'antiaging


Mar 01/12/2015 | Dott. Paola Pasquini

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

L’invecchiamento cutaneo è causato sostanzialmente da due processi: il photo-aging e il crono-aging.


Quest’ultimo è dovuto essenzialmente ai danni del trascorrere del tempo sui tessuti, i quali, per effetto della forza di gravità, scivolano verso il basso con un appesantimento degli stessi.


Si presenta con un rilassamento cutaneo e dei tessuti sottocutanei e con la presenza di solchi che, col passare degli anni, tendono ad accentuarsi. Il photo-aging è invece rappresentato dall’azione dei raggi ultravioletti e di fattori esterni che, agendo a livello superficiale, producono rugosità e solchi sulla pelle del viso, del collo e del décolleté.


La principale novità per il trattamento della lassità cutanea, spiega la Dott.ssa Pasquini, è rappresentata in medicina estetica dalla tecnologia statunitense degli ultrasuoni microfocalizzati, che consentono di esercitare un’azione di lifting sui tessuti del viso, del collo e del décolleté.


Il trattamento avviene in ambulatorio e consiste in una sola seduta durante la quale lo specialista fa scivolare sulle aree interessate una piccola sonda che, tramite un’ecoscan, permette di individuare il punto preciso di azione, ovvero le aree che saranno interessate dall’erogazione degli ultrasuoni.


Come anticipato poc’anzi, continua la Dott.ssa Pasquini, il trattamento con ultrasuoni microfocalizzati viene effettuato in un’unica seduta e produce dei risultati che perdurano nei mesi successivi e che si esplicheranno fino ad un anno dal primo trattamento. La terapia con ultrasuoni microfocalizzati può essere poi ripetuta una volta che gli effetti della prima seduta sono terminati.



In cosa constite la loro azione?


Gli ultrasuoni microfocalizzati, spiega la Dott.ssa Pasquini, agiscono operando a varie profondità creando un vero e proprio riscaldamento del tessuto che comporta, conseguentemente, il rimodellamento delle fibre collagene preesistenti e l’attivazione dei fibroblasti per la produzione di nuove fibre collagene che andranno a sostituirsi o ad implementare quelle già presenti.


Possono sottoporsi ad un trattamento con ultrasuoni microfocalizzati tutti quei pazienti che hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni e, più in generale, coloro che non hanno intenzione o che non possono sottoporsi ad un intervento chirurgico. 


I risultati ottenuti mediante la tecnologia ad ultrasuoni microfocalizzati, conclude la Dott.ssa Pasquini, non sono sovrapponibili a quelli di un intervento di lifting chirurgico ma garantiscono la restituzione di un viso più giovane e fresco, con un effetto sempre naturale e in totale assenza di potenziali conseguenze nel post-operatorio. Tuttò ciò contribuisce a rendere il paziente sereno e soddisfatto del suo nuovo aspetto.


 





Chiedi una consulenza gratuita al dott.ssa Paola Pasquini ⇓ CONTATTA ⇓

Vuoi avere maggiori informazioni?
CONTATTA IL MEDICO


Articoli correlati

Ultrasuoni microfocalizzati

Mer 28/10/2020 | Dott. Pier Luca Bencini

Ultrasuoni microfocalizzati

Mer 28/10/2020 | Dott. Pierluigi Gigliofiorito

Ultrasuoni microfocalizzati

Mar 13/10/2020 | Dott. Gino Luca Pagni

Ethigate: primo sistema di certificazione con blockchain per Medici e contenuti scientifici in Italia. 

  • Più sicurezza, grazie alla certificazione digitale dell'identità
  • Articoli e contenuti originali di qualità
  • Più attenzione alla tua privacy
Ethigate
Trova Medico

Accesso contenuti completi

x