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Rughe occhi: quando basta la tossina botulinica e quando no?

Rughe occhi: quando basta la tossina botulinica e quando no?


Ultima modifica Mar 30/06/2026 | Dott. Alessia Nava

Le rughe intorno agli occhi sono spesso tra i primi segni dell’invecchiamento a comparire. All’inizio si manifestano solo durante le espressioni del viso, come il sorriso o lo strizzare degli occhi, ma con il passare del tempo possono diventare visibili anche a riposo. Non sorprende, quindi, che la regione periocularsia una delle aree per cui più frequentemente si richiede una consulenza di medicina estetica.

Tra i trattamenti più utilizzati contro le rughe perioculari la tossina botulinica da anni rappresenta un punto di riferimento per il trattamento delle cosiddette “zampe di gallina”. In alcuni casi, può essere l’unica opzione terapeutica necessaria; mentre in altri il medico può valutare l’associazione con trattamenti complementari finalizzati a migliorare la qualità della pelle e ad affrontare altri segni dell'invecchiamento correlati. Vediamo le diverse situazioni, insieme alla dottoressa Alessia Nava, medico estetico.

Perché le rughe intorno agli occhi compaiono anche prima dei 30 anni?


«La zona perioculare è una delle più delicate del volto: la pelle è particolarmente sottile e viene continuamente sollecitata dalla mimica facciale. Basti pensare che ogni sorriso, ammiccamento o strizzamento degli occhi coinvolge il muscolo orbiculare dell’occhio, che nel tempo contribuisce alla formazione delle rughe d’espressione» spiega la dottoressa Nava.

«Già a partire dai 25 anni la produzione di collagene inizia gradualmente a diminuire, determinando una progressiva perdita di elasticità da parte della pelle. Pertanto, le linee attorno agli occhi che inizialmente si formano solo durante i movimenti, col tempo tendono a diventare permanenti. Attraverso le iniezioni di tossina botulinica si interviene per allentare la forza contrattile del muscolo orbicolare, facendo in modo che la pelle “si pieghi” meno».

La tossina botulinica può essere considerato il primo trattamento per le zampe di gallina?


«La tossina botulinica rappresenta spesso il primo approccio per le rughe del contorno occhi perché agisce direttamente sul principale meccanismo delle rughe d’espressione: la contrazione ripetuta dei muscoli mimici.

Riducendo temporaneamente l’attività del muscolo orbicolare dell’occhio, la pelle viene sottoposta a minori sollecitazioni e tende ad apparire più distesa. Oltre ad attenuare le rughe d’espressione, la tossina botulinica può contribuire a valorizzare e aprire lo sguardo. Con il passare degli anni, infatti, il muscolo può diventare più contratto e favorire una lieve discesa della coda del sopracciglio».

Prevenzione o correzione delle rughe? Dipende dall’età


L’utilizzo della tossina botulinica cambia in base all’età e alle condizioni del paziente.

«Nei pazienti più giovani il trattamento ha una funzione preventiva. Le rughe dinamiche, che compaiono durante le espressioni del viso, fanno parte della normale espressività del volto e non devono scomparire. Tuttavia, modulando l’attività dei muscoli responsabili della loro formazione, la tossina botulinica può contribuire a rallentarne l’evoluzione verso rughe statiche, visibili anche a riposo.

Diverso è il caso dei pazienti più maturi, nei quali le rughe sono già visibili anche a riposo e possono presentarsi come veri e propri solchi. In queste situazioni la tossina continua a svolgere un ruolo importante, ma con un obiettivo differente: ridurre le pieghe causate dalla contrazione muscolare e rendere la pelle meno segnata».

Quando la tossina botulinica da sola può non bastare


Esistono però situazioni in cui la riduzione della contrazione muscolare tramite la tossina botulinica non è sufficiente a ottenere il risultato desiderato.

«Quando la pelle è particolarmente segnata, presenta una texture irregolare o rughe molto profonde, può essere utile affiancare alla tossina botulinica altri trattamenti orientati al miglioramento della qualità cutanea.

«Nel mio approccio terapeutico, la tossina botulinica è sempre il primo trattamento, perché agisce sulla causa delle rughe. Se però sono presenti solchi profondi, associo filler con acido ialuronico per migliorare la qualità della pelle e attenuare le linee più evidenti» dice la dottoressa Nava.

L’approccio combinato consente, quindi, di intervenire sia sulla componente dinamica delle rughe sia sulla qualità dei tessuti, favorendo un miglioramento più armonio dell’intera area perioculare.

A che età si può iniziare?


Non esiste un’età standard per il primo trattamento con tossina botulinica: molto dipende dalle caratteristiche della pelle, dalla forza della mimica e dallo stile di vita.

«Alcune persone sviluppano precocemente le rughe del contorno occhi perché hanno muscoli mimici particolarmente forti o perché tendono a contrarli frequentemente, a volte anche in modo involontario durante il sonno. Anche chi pratica attività sportiva in maniera intensa può presentare una mimica molto attiva che, nel tempo, favorisce la comparsa delle rughe d’espressione.

In questi casi il medico può valutare un trattamento preventivo già in giovane età, sempre nell’ambito di una strategia personalizzata e calibrata sulle reali esigenze del paziente».

La tossina botulinica può correggere anche le occhiaie?


«È una delle domande più frequenti da parte dei pazienti, ma la risposta è no. È importante ricordare che le occhiaie non sono tutte uguali e possono avere origini molto diverse tra loro. Esistono occhiaie pigmentate, caratterizzate da una colorazione brunastra dovuta a un eccesso di melanina; occhiaie vascolari, che appaiono bluastre a causa della trasparenza dei vasi sanguigni; e occhiaie strutturali, legate alla presenza di un solco lacrimale particolarmente evidente.

In tutti questi casi la tossina botulinica non rappresenta il trattamento di riferimento, ma può essere associata ad altre soluzioni specifiche che il medico valuterà caso per caso».

 

Fonti scientifiche

Kane MA et al. Dermatologic Surgery, 2015;41(11):1319.
Kane MA et al. Dermatologic Surgery, 2015;41(11):1319.
Rappl T et al. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2013;6

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

 

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