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Tossina botulinica: quando il risultato non si nota

Tossina botulinica: quando il risultato non si nota


Ultima modifica Mar 16/06/2026 | Dott. Fabio Steffè

Per anni la tossina botulinica è stata associata all’idea di un viso immobile e inespressivo, con la fronte completamente distesa e le espressioni ridotte al minimo. Oggi però la medicina estetica sta cambiando direzione. Sempre più pazienti chiedono risultati naturali capaci di restituire un aspetto più riposato senza compromettere l’espressività del volto. Questi risultati sono oggi possibili grazie a tecniche sempre più precise e a farmaci più performanti (è importante ricordare che la tossina è un farmaco approvato per l’uso sul viso a fini estetici).

Anche il modo di iniettare la tossina è cambiato. «L’obiettivo non è congelare il volto» spiega il dottor Fabio Steffé, dermatologo e medico estetico a Trieste. «Oggi puntiamo a rilassare alcuni muscoli del viso, mantenendone una naturale dinamica». È un approccio che piace soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla medicina estetica e teme il classico “effetto artificiale”.

La tossina botulinica non deve immobilizzare il viso


La zona d’elezione dell’utilizzo della tossina botulinica è il terzo superiore del volto in particolare: fronte, glabella (l’area tra le sopracciglia) e regione perioculare. Si tratta di zone fondamentali per l’espressività e la dinamica del viso, soggette a contrazioni muscolari continue responsabili della formazione di rughe dinamiche. La tossina botulinica agisce rilassando in modo temporaneo i muscoli mimici, rendendo così la pelle più distesa. 

«Per ottenere un risultato armonioso, il viso deve mantenere una certa mimica per poter continuare a esprimere emozioni e stati d’animo. Una fronte completamente immobile non è sempre indice di un buon risultato estetico; al contrario, spesso l’esito migliore si ottiene proprio in quelle “situazioni insospettabili”, in cui l’intervento del medico estetico non è percepibile» spiega il dermatologo.

È un concetto molto diverso rispetto alla medicina estetica di qualche anno fa, quando il risultato desiderato si identificava in una pelle perfettamente distesa. Oggi invece si tende a lavorare in modo più delicato e personalizzato.

Come si ottengono risultati naturali con la tossina botulinica


Tra i fattori che assicurano un risultato naturale c’è senz’altro la quantità di prodotto utilizzato per “allentare” i muscoli mimici responsabili delle rughe. «Oggi si tende sempre di più a personalizzare il dosaggio della tossina botulinica in base alla forza dei muscoli e alle modalità di espressione di ciascun paziente, tutti aspetti soggettivi. La valutazione tiene, inoltre, conto della struttura del volto e dell’età.

Quanto dura il trattamento?


Se lo chiedono in molti, ma qual è la durata della tossina botulinica? «In generale, l’effetto tende a durare 4 mesi, ma c’è un aspetto interessante che molti pazienti notano: dopo trattamenti ripetuti la tossina sembra “durare di più”.
In realtà, non è il farmaco ad aumentare il suo effetto, ma è il paziente che col tempo smette di contrarre in modo eccessivo alcuni muscoli del viso.

È una sorta di ginnastica al contrario: quando un muscolo viene rilassato per un periodo prolungato, il paziente tende involontariamente a usarlo meno».

Questo contribuisce a ridurre ulteriormente la formazione delle rughe dinamiche e a rendere il risultato più stabile nel tempo. «Specifico che si tratta di osservazioni empiriche e non di dati scientifici: l’effetto del trattamento dura 4 mesi, come da letteratura scientifica».

Quando la tossina botulinica non basta


Come riportato più in alto, la tossina botulinica si inietta nell’area perioculare, ma agisce anche contro le palpebre cadenti? «In realtà, no. La tossina botulinica non è il trattamento indicato per la ptosi palpebrale, essendo questa condizione spesso legata a un rilassamento dei tessuti più che alla mimica facciale. Inoltre, nella maggioranza dei casi, il problema è accompagnato da un eccesso di pelle palpebrale. 

Dirò di più: in determinate situazioni un trattamento con la tossina botulinica eseguito in modo non appropriato potrebbe persino accentuare l’aspetto di uno sguardo appesantito.

Per questo è fondamentale che il paziente venga valutato in modo realistico, distinguendo ciò che può essere migliorato con la medicina estetica da ciò che invece richiede un approccio diverso, come la chirurgia plastica» precisa il dottor Steffè.

Il trattamento che piace di più? Quella che dona un risultato discreto


Secondo i sondaggi di settore, il trattamento con tossina botulinica è al primo posto tra quelli più richiesti per il viso da ambo i sessi. Il motivo è presto spiegato: se correttamente eseguito, permette di ottenere un miglioramento naturale. Il viso appare più rilassato e meno stanco, perdendo quel velo di “fatigue” che invecchia, senza cambiare i connotati.

«Oggi il trattamento con tossina botulinica non viene più vissuto come una trasformazione evidente, ma come un modo per accompagnare il volto nel tempo. Credo sia questo il segreto del suo successo» conclude il dottor Steffè.

 

Fonti scientifiche
Kerscher M et al. Archives of Dermatological Research, 2012;304(2):155–161.

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

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