Ultima modifica Ven 19/06/2026 | Dott. Antonio Braucci
Negli ultimi anni la tossina botulinica è diventata uno dei trattamenti più richiesti anche tra i pazienti più giovani. Complice la diffusione dei social network, il concetto di “botulino preventivo” è entrato progressivamente nel linguaggio comune, portando molte persone a interessarsi alla neuromodulazione estetica già tra i 20 e i 30 anni, abbracciando la cosiddetta Generazione Z.
Si tratta di un cambiamento culturale importante. Fino a pochi anni fa la tossina botulinica era associata quasi esclusivamente alla correzione dei segni dell’invecchiamento mentre oggi, invece, sempre più giovani si informano su possibili strategie preventive per rallentare la formazione delle rughe dinamiche e preservare più a lungo la freschezza del volto.
Tuttavia, iniziare presto non significa necessariamente iniziare meglio. Dal punto di vista medico, la domanda corretta non è “a quale età posso fare la tossina botulinica”. La domanda da porsi è se questo trattamento sia indicato per la propria condizione e per le proprie caratteristiche individuali. È proprio qui che la visita medica assume un ruolo centrale. Prima ancora di parlare di dosaggi, protocolli o risultati, il medico deve comprendere la dinamica muscolare del volto, la qualità della pelle, le abitudini del paziente, le aspettative, le eventuali controindicazioni e il reale beneficio che il trattamento potrebbe offrire.
In alcuni casi la neuromodulazione estetica può rappresentare una scelta ragionevole anche in giovane età mentre in altri casi la strategia migliore può essere completamente diversa e basarsi su fotoprotezione, skincare, prevenzione dell’infiammazione cutanea e corrette abitudini di vita.
La visita medica serve a questo: distinguere ciò che è realmente indicato da ciò che è semplicemente diventato una tendenza.
Medicina estetica
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