L' approccio consapevole alla bellezza e al ringiovanimento

L' approccio consapevole alla bellezza e al ringiovanimento


Lun 19/01/2015 | Dott. Antonello Tateo

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La medicina estetica dispone oggi di tantissimi mezzi, strumenti, materiali e tecniche innovative in grado di migliorare l'aspetto del volto e mantenerlo giovane nel tempo.

Purtroppo nel passato, spesso, la stessa medicina estetica ha prodotto risultati artefatti ed esagerati che oggi fanno bella mostra nei salotti e per le strade delle nostre città. Oserei dire che quest’arte medica, che dovrebbe essere sublimazione di gusto ed equilibrio, ha generato distorsioni e fraintendimenti della natura per una sorta di sfrenato entusiasmo adolescenziale. Tutto è avvenuto in una frenesia consumistica derivata dai veloci progressi di una branca medica che prometteva giovinezza e bellezza, per tanti anni considerate frivolezze ma oggi finalmente riconosciute parti integranti della nostra ricerca del benessere psicofisico.

La sfida del futuro è fare tesoro dell’esperienza passata e rendere i risultati della medicina e della chirurgia estetica sempre più naturali, sempre più rispettosi di quella che è la fisionomia umana, in grado di generare quel senso di bello che solo nell’equilibrio si può trovare.

Il medico estetico oggi può correggere il solco nasogenieno o eliminare le rughe della fronte in maniera più delicata e meno invasiva grazie alla grandissima ricerca che c'è stata in questi ultimi anni. Abbiamo detto addio ai materiali permanenti da impianto e abbiamo capito che è alla rigenerazione dei tessuti che dobbiamo ambire per ottenere risultati naturali. Abbiamo compreso che il nostro corpo invecchia e noi dobbiamo imparare ad invecchiare bene, non a non invecchiare. Abbiamo imparato che il nostro invecchiamento va gestito da subito con tecniche mini invasive e delicate e non trattato con aggressività quando ormai sono anni che non ce ne curiamo.

Soprattutto, abbiamo imparato a fare un'analisi seria delle caratteristiche generali ed individuali dell’aging del volto e del collo.
Da chirurgo, ricordo i primi lifting che davano un viso estremamente piatto, conferendo un aspetto mummificato e nient'affatto più giovane. Nel tempo si è capito che l’aging di volto e collo non è solo un problema di perdita di tensione della pelle, ma c'è qualcosa in più.
Il volume ad esempio può avere un'importanza fondamentale nell'aspetto giovane di un volto. Con l'invecchiamento la naturale forma a V del viso tracciata dal volume della salienza zigomatica, si inverte per dislocazione dei tessuti molli verso il basso.

Quando si eseguiva il lifting pensando solo di “stirare” il volto, inevitabilmente lo si rendeva ancora più magro, privandolo ulteriormente dell’armonia dei volumi. L'effetto era quello di produrre una persona più vecchia, non più giovane. Alla freschezza dei tessuti molli si sostituiva la rigidità e l’aridità del profilo osseo.

Da qui sono nati il lipofilling e le cellule staminali del grasso che coniugano recupero dei profili del volto attraverso un aumento volumetrico di zone specifiche con la rigenerazione dei tessuti di sostegno. Da qui i fillers si sono evoluti da pseudo protesi in grado di dare un riempimento meccanico delle rughe a stimolanti del collagene e dei fibroblasti. Oggi, non è solo importante quanto impiega il materiale a riassorbirsi ma anche quanto questo materiale è in grado di agire nel lungo periodo sui processi di invecchiamento.

È fondamentale nella medicina estetica moderna valutare i risultati che ogni trattamento può avere su uno specifico volto e utilizzare le diverse tecniche e tecnologie con criterio e abilità. L’analisi del volto ci consente di scegliere l’approccio specifico per il singolo caso. Dobbiamo dire addio alla pessima abitudine da parte dell’utenza di un modello di “shopping” su catalogo che porta alla richiesta dell’ultima tecnica o ritrovato del mercato prescindendo dalla fase di diagnosi.

I trattamenti devono essere personalizzati e mirati a condizioni e caratteristiche morfologiche specifiche da correggere o semplicemente da sfumare. Questi, inoltre, devono seguire una logica sia legata alla fase di vita della persona che alla personalità. Facendo considerazioni grossolane e generiche si incorre spesso in luoghi comuni che nel tempo diventano difficili da sfatare.

Tanti per esempio pensano che la tossina botulinica produca effetti innaturali. Questo è vero se il medico lo inietta senza criterio solo per togliere le rughe. Se invece si fa un'analisi più accurata e approfondita e si studiano bene la mimica del paziente e le caratteristiche del suo volto è possibile capire cosa invecchia quella persona.

Ad esempio, le rughe della fronte sono presenti anche nelle ragazzine di 18-20 anni, quindi è chiaro che non sempre sono quelle rughe che conferiscono un aspetto stanco e senescente. Magari c’è qualcos'altro. La bravura del medico sta proprio nel cogliere quel particolare che produce l’aspetto inestetico del tempo che passa e correggerlo senza snaturare l'identità della persona.

Il soggetto che esce dallo studio del professionista non deve uscire con una ruga in meno o un sopracciglio più alto, ma semplicemente con un aspetto più fresco e gradevole, semplicemente più bello e affascinante. Questa è la sottile differenza tra una cosa fatta ed una fatta bene.

Questo è un concetto che dev'essere ben chiaro nella testa del medico ed anche in quella della paziente. Questa va “educata” ad un approccio al ringiovanimento sereno e consapevole non ridicolizzata per offrire quello che il mercato richiede. L'esagerazione porta sempre ad innaturalità e quindi (consentitemelo) all'orrido.

È un grosso impegno da parte del medico lasciar perdere quelli che sono gli obiettivi semplici e andare verso la maturazione dell’approccio al trattamento dell’aging del volto e del collo. La sfida della medicina e chirurgia estetica del 2015 è la riscoperta della naturalezza, dell’equilibrio e di quel senso artistico del bello che ci deve guidare nella ricerca di un armonia tra mente e corpo.

Pensando alle nostre nonne ci viene in mente l'immagine delle vecchiettine che raccontavano solo del proprio passato ed esortavano le nipoti a godere della propria gioventù. Oggi invece è così bello vedere delle donne che oltre i 60 anni sono ancora belle, hanno un aspetto fresco e sono attive nella vita sociale e lavorativa.

L'obiettivo del medico estetico è cercare di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per mantenere la bellezza che ha sempre ispirato la vita dell'uomo. Nella storia e nella mitologia c'è sempre stato il tema della bellezza e la medicina estetica rappresenta oggi la chiave di questa ricerca.





A cura del dott. Antonello Tateo  ⇓ CONTATTA ⇓

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Tateo Antonello

Autore

Chirurgia plastica, Medicina estetica

Milano (MI)


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