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I filler nell’uomo: quali inestetismi possono migliorare?

I filler nell’uomo: quali inestetismi possono migliorare?


Lun 03/05/2021 | Dott. Giulio Giammarioli

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Il sesso maschile si sta avvicinando negli ultimi anni alla medicina estetica, perché la necessità di un “ritocchino” è sempre attribuita di più come priorità al sesso femminile. Purtroppo, un uomo che si rivolge al medico estetico è visto come un uomo poco virile, come se correggere un inestetismo o migliorare il proprio aspetto sia un vezzo o una necessità puramente femminile.

In presenza di una necessità o un difetto funzionale, come ad esempio un setto nasale deviato, anche l’uomo si rivolge tranquillamente ad un medico estetico e si sottopone all’intervento. Anche in presenza di una forte obesità, l’intervento di chirurgia estetica è ampiamente “giustificato”, ma anche qui siamo in presenza di un problema di salute. 

Stiamo parlando di chirurgia che correggendo un difetto funzionale dà un risultato anche a livello di miglioramento estetico, ma per un uomo rivolgersi al medico estetico e chiedere un trattamento solo ai fini di migliorare il proprio aspetto è ancora un qualcosa che si fa poco di frequente. Perché eliminare le rughe? Perché risollevare la pelle? Sono troppo spesso viste come cose “da donne”.

La medicina estetica ha, invece, messo a punto dei trattamenti non invasivi o mini invasivi rivolti proprio all’uomo, o meglio a quei difetti estetici che riguardano principalmente il volto maschile. Uno dei principali, ad esempio, è la ridefinizione della linea mandibolare, la cosiddetta “jawline”, uno dei particolari che più colpiscono dell’aspetto di un uomo.

Parliamoci chiaro: il tessuto cutaneo di un uomo invecchia come quello di una donna, perché anche nell’uomo con l’età diminuisce la produzione di collagene da parte dell’organismo, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Il collagene è una proteina fibrosa che si trova in abbondanza nel derma, il tessuto connettivo dell’epidermide, dove insieme ad un’altra proteina che è l’elastina forma una struttura solida e stabile a sostegno dell’epidermide. Il collagene dona, quindi, caratteristiche come elasticità, tonicità e compattezza al tessuto cutaneo.

Quando diminuiscono le riserve di collagene sulla pelle iniziano a comparire e accentuarsi sempre di più i principali segni dell’invecchiamento: rughe d’espressione, perdita di tono e conseguente cedimento del tessuto cutaneo verso il basso. Il tessuto che cede, causa una perdita della definizione del profilo e delle linee del volto: mentre nella donna i primi a cedere sono gli zigomi, nell’uomo si perde quella che è la linea mandibolare. Una jawline ben definita in un uomo ne valorizza personalità e mascolinità: non a caso, nell’ambito della medicina estetica maschile, è uno dei trattamenti più richiesti.

 

Cedimento del terzo inferiore del volto e perdita della jawline maschile


Per capire a cosa ci si riferisce con il termine terzo inferiore del volto basta pensare ad un triangolo immaginario che parte dalla punta del naso e si estende fino alla linea mandibolare. 

Il cedimento cutaneo che si verifica con l’avanzare dell’età, a causa della deplezione delle riserve di collagene, diventa particolarmente evidente sia per l’uomo e sia per la donna proprio in questa zona. La perdita della definizione delle linee in questa zona dà al volto un aspetto sicuramente più stanco e più invecchiato. In più per l’uomo, questo si traduce anche in una perdita di quello che più caratterizza la propria personalità e virilità. 

I segni dell’invecchiamento di questa parte del volto iniziano a comparire intorno ai 40 anni e ad accentuarsi con il tempo che passa. Il processo di invecchiamento cutaneo coinvolge non solo il collagene del derma, ma anche gli altri due strati della pelle, ossia l’epidermide, che è quello più esterno, e l’ipoderma, quello invece più interno.

L’epidermide con l’età tende ad assottigliarsi e, inoltre, l’esposizione cronica agli agenti atmosferici fa sì che si danneggi il cosiddetto “film idrolipidico superficiale”, una sorta di pellicola che protegge l’epidermide e che aiuta a trattenere acqua all’interno. Il risultato è quindi anche una progressiva perdita di idratazione profonda, che rende l’epidermide più secca e sensibile.

L’ipoderma è formato da tessuto adiposo e muscolare, e quest’ultimo è ancorato alla struttura ossea. Con l’invecchiamento si assiste ad un assottigliamento del tessuto adiposo, una perdita di tono muscolare e anche ad un lieve riassorbimento osseo. 

Sono tutti questi i cambiamenti che provocano nel tempo il cedimento del terzo inferiore del volto, la comparsa delle rughe e la perdita delle linee che definiscono la linea mandibolare e l’ovale del volto.

 

Cedimento del terzo inferiore del volto e trattamenti di medicina estetica: i filler per l’uomo


Il filler a base di acido ialuronico o idrossiapatite di calcio rappresentano quindi un ottimo presidio per combattere il cedimento del terzo inferiore, restituendo alla jawline un aspetto definito, sostenuto, giovane e virile. Il trattamento può essere eseguito tramite ago (per definire i dettagli dell’angolo mandibolare e del mento) e/o ago-cannula (che al contrario dell’ago presenta una punta smussa e permette di lavorare al meglio tutta la zona del ramo mandibolare). 

Questo trattamento risulta molto in voga anche nella popolazione più giovane (sia uomini che donne). Per questi pazienti la richiesta non è più di risolvere un cedimento strutturale o i segni di invecchiamento, quanto piuttosto quella di andare ad enfatizzare ed esaltare le caratteristiche del proprio viso. Le nuove tecniche di medicina estetica ci permettono infatti di armonizzare e valorizzare la forma del viso in toto per tutte le età. Grazie al filler dell’area mandibolare è possibile trasformare un viso da ovalare/oblungo a squadrato/quadrangolare conferendo al paziente un aspetto più definito e virile.

Parlando del terzo inferiore, inoltre, non possiamo non citare un grande protagonista: il mento. Il mento gioca un ruolo fondamentale nel bilanciamento del profilo e del viso in toto. 

Nel momento in cui il mento appare retruso e/o poco sviluppato (come nei casi di micrognatismo o di malocclusione di II classe scheletrica) gli altri elementi del viso possono sembrare più grandi e sproporzionati. Molti pazienti, ad esempio, arrivano a studio con la richiesta di correggere un difetto del naso, quando in realtà basterebbe andare a valorizzare e far protrudere il mento per far apparire il naso più piccolo e bilanciato. Ricordiamoci inoltre che oltre al piano sagittale (profilo) il mento gioca un ruolo essenziale anche a livello del piano frontale. Secondo i canoni estetici il mento maschile dovrebbe essere largo come l’ampiezza della bocca (mentre nella donna la larghezza non dovrebbe eccedere quella delle narici).

Ricordiamo infine che il trattamento del terzo inferiore del viso va di pari passo con quello del terzo medio: entriamo nel concetto di ridefinizione dei volumi globali del viso e di Face Contouring. Per un effetto di ringiovanimento e definizione ancora più accentuato e armonico oltre all’area mandibolare vanno ripristinati anche i volumi della zona zigomatica tramite filler (sempre ricercando un risultato virile e non femminilizzante con tecniche specifiche). Il filler a livello dello zigomo ci permette infatti di avere un importante effetto lifting di risollevamento tissutale, aiutandoci così a contrastare anche il cedimento del terzo inferiore.

 

Idrossiapatite di calcio: il filler per la definizione della jawline maschile


L’idrossiapatite di calcio è un filler perfetto per gli scopi di ridefinizione del terzo inferiore.

Oltre alla grande durata (anche oltre un anno) data la consistenza permette un ottimo mantenimento della forma. 

A livello della linea mandibolare e del mento ricerchiamo infatti un prodotto che abbia sia capacità volumetrica ma anche capacità di mantenimento della forma senza espandersi.

 

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