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Lassità cutanea o lentezza cutanea


Mar 13/09/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La lassità cutanea, o lentezza cutanea, è una condizione frequente in cui il tono della cute e la sua elasticità vengono gradualmente persi. Questa situazione è determinata dall'accumulo di grasso nel corso del tempo oppure dalla fisiologica diminuzione di proteine fondamentali per la struttura del derma cutaneo. La lassità cutanea bersaglia soprattutto soggetti con età superiore ai 40- 45 anni, i quali richiedono un intervento da parte della medicina estetica per ripristinare il consueto tono cutaneo.

COS’È

La lassità cutanea, o lentezza cutanea, è la condizione nella quale la pelle va incontro a una perdita graduale del tono, rilassandosi e ritenendosi. Sia il normale processo di aging cutaneo che la riduzione spontanea di proteine strutturali della cute sembrano essere i principali responsabili di tale condizione.

A questo scopo, sia la medicina estetica che la chirurgia estetica offrono diversi tipi di soluzione che consentono un ripristino del tono cutaneo, tra cui sedute a base di biostimolazione e micro-perforazione cutanea.

Lo stato gravidico, in particolar modo, è responsabile dell'insorgenza della lentezza cutanea: infatti la donna in questo stato è soggetta a sbalzi ormonali frequenti nonché all'aumento del tessuto adiposo.

CAUSE

Molte cause inducono o aggravano la presenza di un tono cutaneo rilassato, soprattutto nei casi in cui il paziente segua o abbia seguito un'alimentazione caratterizzata da un dimagrimento rapido e non sostenuto nel tempo.

Alcuni fattori entrano primariamente in gioco nel provocare una perdita di elasticità della cute, tra cui:


  • Azione delle tossine del fumo;

  • Esposizione ai raggi ultravioletti del sole;

  • Terapie protratte con farmaci immunomodulanti;

  • Dieta scorretta;

  • Consumo insistito di alcol e di zuccheri.


 

DIAGNOSI

La diagnosi della flaccidità cutanea è puramente ispettiva e si basa sul riscontro di pieghe cutanee in varie regioni del corpo, le quali debordano vistosamente verso il basso sotto la spinta della gravità, a causa della perdita del tono.

In alcuni casi, si possono adoperare strumenti appositi come il plicometro per determinare con precisione la larghezza in millimetri delle pliche cutanee debordanti, stimando anche la percentuale di massa grassa dell'intero organismo.

TRATTAMENTI

La medicina estetica offre svariati trattamenti per aiutare il paziente a combattere i segni inestetici della flaccidità cutanea, dopo aver consigliato delle sedute di ginnastica facciale.

La ginnastica facciale è il primo trattamento che può essere seguito in totale autonomia e prevede l'esercizio regolare di contrazione dei muscoli mimici del volto, ottenendo una messa in trazione della pelle e un effetto più volumizzante.

Le procedure messe in atto più comunemente dalla medicina estetica oltre la ginnastica facciale sono:

  • Microdermoabrasione, che si basa sull’esfoliazione profonda della superficie cutanea attraverso l'impiego di cristalli solidi.

  • Peeling chimico, che utilizza dei principi attivi a base di acidi, come l'acido tricloroacetico, per esfoliare la cute e stimolare i fibroblasti del derma.

  • Carbossiterapia, che prevede l'iniezione selettiva di anidride carbonica gassosa nei tessuti al fine di ravvivarne il metabolismo e migliorare la circolazione sanguigna.

  • Trattamenti con luce pulsata, in cui vengono erogati dei fasci di luce più attenuati del laser, particolarmente efficaci contro le rughe statiche.

  • Trattamenti con luce laser, efficaci contro l'attenuazione di acne, rughe e zampe di gallina.

  • Needling, che si impernia sulla effettuazione di piccoli microfori nella cute adoperando un apposito strumento noto come dermapen. I piccoli fori stimolano l'attività rigenerativa del derma profondo.

  • Ritidectomia, che consiste nell’esportare la pelle del viso esuberante nelle zone colpite da forme severe di lassità cutanea, praticando delle incisioni chirurgiche al di sotto del mento o in posizione retro-auricolare.


RISCHI E COMPLICAZIONI

Le maggiori complicazioni associate ai trattamenti che vengono effettuati per attenuare stati di flaccidità cutanea sono:

  • Formazione di piccole raccolte petecchiali;

  • Sanguinamenti;

  • Abrasioni della cute superficiale;

  • Cicatrici post-intervento chirurgico.


 

FONTI:

  • William W. Huang, Christine S. Ahn, Clinical Manual of Dermatology,

  • Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.

  • Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019.


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