Ultima modifica Lun 09/02/2026 | Redazione Tuame
La menopausa è una fase di cambiamento profondo per la pelle. Il progressivo calo degli estrogeni influisce direttamente sulla produzione di collagene ed elastina, sulla capacità di trattenere acqua nei tessuti e sull’efficienza del microcircolo cutaneo. Il risultato è una pelle che appare più sottile, secca, fragile e meno luminosa, spesso accompagnata da una perdita di compattezza e tonicità.
In questo contesto, sempre più donne si rivolgono alla medicina estetica non per correggere un singolo inestetismo, ma per migliorare la qualità della pelle nel suo insieme. La novità è che i trattamenti di oggi intervenendo sui meccanismi biologici che ne guidano l’invecchiamento. Un esempio? La biostimolazione rigenerativa a base di idrossiapatite di calcio iperdiluito. Vediamo di cosa si tratta insieme alla dottoressa Marta Pensa.
La biostimolazione rigenerativa con idrossiapatite di calcio diluito è un trattamento di medicina estetica che stimola i naturali processi di rigenerazione cutanea. A differenza dei filler volumizzanti, non ha come obiettivo il riempimento, ma l’attivazione dei fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e acido ialuronico.
Questo approccio consente di migliorare progressivamente la struttura della pelle, aumentandone spessore, elasticità e compattezza. La sua efficacia è legata proprio al fatto di lavorare sulla causa dell’invecchiamento cutaneo, favorendo una rigenerazione endogena e graduale, piuttosto che un risultato immediato ma temporaneo.
Durante la menopausa, la riduzione degli estrogeni determina una serie di modificazioni biologiche a carico della pelle:
Questi cambiamenti rendono la pelle più vulnerabile, meno elastica e spesso spenta. È importante sottolineare che non si tratta di un “difetto”, ma di un processo fisiologico, che può essere accompagnato e sostenuto con trattamenti mirati.
La biostimolazione rigenerativa si inserisce proprio in questo scenario, offrendo un supporto strutturale alla pelle che sta cambiando.
In menopausa è indicata la biostimolazione con idrossiapatite di calcio perché “supporta” quelle sostanze che progressivamente si impoveriscono a causa del calo estroprogestinico.
Stimolando collagene, elastina e acido ialuronico, il trattamento contribuisce a migliorare:
L’obiettivo non è ringiovanire in senso “artificiale”, ma rafforzare la pelle, renderla più resistente e visivamente più tonica.
Essendo un processo di rigenerazione endogena, i risultati della biostimolazione non sono immediati. In genere, i primi miglioramenti diventano visibili dopo circa 15–20 giorni, il tempo necessario ai fibroblasti per produrre nuove fibre di collagene, elastina e acido ialuronico.
Il miglioramento prosegue nel tempo, con una pelle che appare progressivamente più compatta, elastica e luminosa. Proprio per questa gradualità, il risultato è naturale e armonico, senza l’effetto “trattato” spesso temuto dalle pazienti.
Il protocollo di biostimolazione viene sempre personalizzato in base a:
In linea generale, si eseguono due cicli di trattamento all’anno, con sedute distanziate di circa un mese. Gli effetti hanno una durata media di 4–6 mesi, dopo i quali è consigliabile un richiamo per mantenere i risultati nel tempo.
Nelle donne in menopausa o post-menopausa, soprattutto se la pelle appare più assottigliata o danneggiata, può essere indicato un numero maggiore di sedute annuali, sempre dietro valutazione medica.
La biostimolazione rigenerativa non è indicata solo per il viso, ma anche per il collo e il décolleté, in quanto sono aree particolarmente sensibili ai cambiamenti ormonali della menopausa. Inoltre, spesso mostrano precocemente segni di rilassamento e perdita di tono.
Negli ultimi anni, l’attenzione di medici e pazienti si è spostata sempre più verso il concetto di skin quality: texture, compattezza, luminosità e uniformità del colorito. In questo contesto, trattamenti di biostimolazione con prodotti a base di idrossiapatite di calcio, rappresentano un esempio di medicina estetica evoluta, orientata alla rigenerazione e non alla semplice correzione.
Un approccio che accompagna la pelle nel tempo, rispettandone i cambiamenti fisiologici. E valorizza la naturale bellezza, anche – e soprattutto – in menopausa.