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Plastica vaginale


Mer 07/09/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La plastica vaginale è un intervento di chirurgia plastica a orientamento estetico-ricostruttivo, che mira a rimodellare e ridefinire l’intera regione vulvare e vaginale, per lo più in conseguenza di vistosi prolassi riportati. Quando, infatti, una porzione importante della cervice uterina tende a debordare dalla rima vaginale si configura una situazione di prolasso, il quale risulta sicuramente invalidante per la donna, sia per motivi estetici che funzionali. La plastica vaginale è eseguita solo da un chirurgo esperto della materia previo accurato esame pre-operatorio.

COS’È

La plastica vaginale è un intervento di chirurgia estetica che rimodella e ridefinisce totalmente, o parzialmente, l’intera regione vulvo-vaginale, con lo scopo di aumentarne il grado estetico in accordo ai desiderata della donna, oppure di rimuovere delle limitazioni funzionali.

Infatti, quando una porzione della cervice uterina tende ad estroflettersi al di fuori della vagina, si instaura una condizione di prolasso, che è un effettivo impedimento sia per la minzione che per la vita sessuale della donna. Oltre che nei casi di prolasso, la plastica vaginale può coincidere con l’ imenoplastica, quando si vuole ripristinare una sorta di “verginità chirurgica” per motivi religiosi o socio-culturali.

Infine, è possibile sottoporsi a interventi di plastica vaginale quando la vagina viene interessata da notevoli fenomeni neoplastici che ne sconvolgono l’estetica e recano un forte senso di disagio alla donna.

INDICAZIONI

Come detto, una donna può sottoporsi all’intervento di plastica vaginale se spinta da motivi funzionali oppure puramente estetici, culturali o religiosi.

In quest’ultimo caso, la revirgination consiste nel far sì che il nuovo imene conferisca la verginità sessuale alla donna, la quale può andare incontro a sanguinamento post-lacerazione ed esperire le sensazioni di dolore sempre connesse alla rottura dell’imene.

Fuori dal motivo religioso, una donna può desiderare di effettuare la tecnica nei seguenti casi:


  • Perché la forma del suo attuale imene non permette l’esecuzione ottimale di un rapporto sessuale completo;

  • Perché la vagina è interessata da una forma evidente di prolasso uterino;

  • Perché la vagina è stata intaccata da una neoplasia benigna o maligna.


PREOPERATORIO

La parte preliminare all’effettuazione vera e propria dell’intervento di plastica vaginale prevede un colloquio e una visita medica approfondita tra il chirurgo esperto in plastica ginecologica e la paziente.

Innanzitutto, il medico passa al vaglio tutte le informazioni riferite dalla paziente, con particolare riguardo al suo stato di salute generale, alla presenza di eventuali malattie geniche in famiglia e all’aver sofferto di malattie croniche e ginecologiche in passato. Dopo aver anche indagato circa la funzionalità genitale attuale, il medico valuta anche l’anamnesi farmacologica, al fine di rilevare eventuali farmaci che rappresenterebbero una controindicazione all’intervento.

Successivamente, il medico comincia l’esame obiettivo della paziente, valutando prima tramite ispezione e poi tramite palpazione lo stato e la funzionalità della vagina e degli annessi, prendendo nota di eventuali alterazioni morfologiche dei genitali e del vestibolo vaginale.

A completamento della visita, il medico prescrive degli esami ematochimici di routine e raccomanda alla paziente di astenersi completamente da fumo, alcol e farmaci ad attività anti-aggregante.

ESECUZIONE DELL’INTERVENTO

L’intervento di plastica vaginale dura in genere dai 40 ai 60 minuti a seconda della configurazione dell’apparato genitale femminile e viene eseguito in regime di anestesia loco-regionale, ricorrendo alla sedazione solo se necessario.

Nel caso di plastica associata a ricostruzione dell’imene, la plastica vaginale può essere eseguita ex novo, incidendo le pareti vaginali su entrambi i lati della mucosa e poi suturandoli, oppure impiantando una sorta di protesi biocompatibile, simile a una membrana dalla consistenza gelatinosa. Tale membrana funziona poi come una capsula, lacerandosi al momento del rapporto sessuale.

Quando la plastica vaginale agisce per motivi strutturali, essa interviene rimuovendo eventuali fenomeni di proliferazione cellulare come i polipi oppure asportando o rimettendo in sede la parte prolassata di utero.

POST OPERATORIO

Il decorso postoperatorio dell’intervento di plastica vaginale è abbastanza agevole, dato che i punti utilizzati per la sutura sono completamente riassorbiti entro due giorni e che si riscontra la presenza di un lieve fastidio solo per le ore immediatamente seguenti la procedura. È comunque consigliato astenersi da ogni rapporto sessuale per circa un mese a partire dalla data dell’intervento.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Le complicazioni maggiori che possono emergere in seguito a un intervento di plastica vaginale sono:

  • Eritema;

  • Edema;

  • Dolore protratto;

  • Infezione;

  • Emorragia moderata;

  • Reazione avversa alla sostanza impiegata per l’anestesia.


FONTI:

  • Valerio Cervelli, Benedetto Longo. Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Pisa: Pacini; 2021.

  • Nicolò Scuderi. Manuale di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Padova: Piccin; 2014


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