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Cervico-mentale angolo


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

L’angolo cervico-mentale, anche definito angolo cervico-mentoniero, è l’angolo ideale che viene a formarsi tra il mento e il collo; più nello specifico, quest’angolo è delimitato superiormente dal margine inferiore della mandibola e dalla regione sottomentoniera mentre inferiormente dall’inizio della regione cervicale. In condizioni normali, quest’angolo possiede un valore compreso tra gli 85 e i 90 gradi, formando una sorta di angolo retto tra mento e collo, tuttavia, in seguito a eccessivo deposito adiposo, quest’angolo può ridursi notevolmente, portando a un certo disagio estetico nel paziente, soprattutto nella vista di profilo del mento, nella quale appare troppo schiacciato verso il collo. Si può correggere l’angolo cervico-mentale tentando di riportarlo in asse attraverso tecniche chirurgiche e tecniche non chirurgiche.

COS’È

L’angolo cervico-mentale è l’angolo ideale che viene a formarsi tra la superficie inferiore del mento e l’inizio del collo, il quale può modificarsi dal suo valore consueto, che si attesta tra gli 85 e i 90 gradi; l’eccessivo accumulo di adipe a livello della regione sottomentoniera può portare il mento a spingersi verso il basso, restringendo l’angolo e conferendo una cattiva espressione estetica, in cui pare che il mento venga “inghiottito” dal collo. Per risolvere questo inestetismo è possibile, in medicina estetica, procedere attraverso tecniche di lipolisi selettiva oppure agire direttamente a livello chirurgico qualora si voglia apportare una nuova forma alla struttura del mento, con un impatto diverso sia a livello frontale che di profilo.

In casi più rari, può accadere che quest’angolo tenda a diventare ottuso, ossia assuma valori più alti di 90 gradi, principalmente a causa dell’ipertrofia di alcuni muscoli genieni.

INDICAZIONI AI TRATTAMENTI CORRETTIVI

Le indicazioni al trattamento correttivo dell’angolo cervico-mentale sono per lo più rivolte a coloro che:


  • Presentano un eccesso di grasso depositato a livello della regione sottomentoniera;

  • Presentano un mento troppo proiettato verso il basso;

  • Presentano una conformazione ossea del mento che tende a chiudere l’angolo cervico-mentale;

  • Accusano un senso di disagio estetico dovuto alla struttura del mento, il quale appare non armonico con il resto del viso.


PREOPERATORIO

Sia che si tenti un approccio conservativo non chirurgico oppure che si tenti un’operazione, la visita preliminare, con il chirurgo esperto in genioplastica o con il medico di medicina estetica, è un fattore fondamentale per valutare la candidabilità del paziente al trattamento.

In prima battuta, il paziente riferisce al medico tutte le informazioni utili circa la sua anamnesi fisiologica personale e famigliare, riferendo di eventuali sindromi ereditarie che coinvolgano il normale processo di sviluppo e accrescimento osteo-cartilagineo; in secondo luogo il medico deve ricercare eventuali patologie passate o in atto che potrebbero inficiare la buona riuscita dell’intervento, indagando anche sull’assunzione di determinate terapie farmacologiche.

Successivamente, il medico procede allo studio della conformazione ossea del mento e della cute di rivestimento, misurando l’angolo cervico-mentale: qualora la correzione di quest’angolo a fini estetici non può avvenire per via non chirurgica, il medico illustra al paziente le tecniche chirurgiche per riportare in asse l’angolo, spiegando anche rischi e benefici connessi al trattamento.

Infine, si prescrivono gli esami ematochimici di routine e si raccomanda di astenersi da fumo, alcol e farmaci anti-coagulanti nei quattordici giorni precedenti la data del trattamento.

ESECUZIONE DELL’INTERVENTO DI CORREZIONE

Il principale trattamento conservativo per la correzione dell’angolo cervico-mentale consiste nell’iniezione di desossicolato di sodio a livello locale mentre gli approcci chirurgici sono due: la mentoplastica additiva e la genioplastica.

Eccoli dunque descritti nel dettaglio:

  • Iniezione di desossicolato di sodio: questa sostanza fa parte del pool di acidi biliari normalmente prodotti nell’organismo e ha il fine di sciogliere l’eccesso di adipe presente nella regione sottomentoniera, ricorrendo a una serie di infiltrazioni iniettive della sostanza.

  • Mentoplastica additiva, in base alla quale si inserisce una protesi alloplastica che permette una correzione della proiezione e delle proporzioni del mento rispetto al collo;

  • Genioplastica: quest’intervento mira a effettuare un’osteotomia a livello della sinfisi mentoniera (ossia la parte in cui le due ossa del mento si riuniscono), manipolando le proporzioni del mento in lunghezza e in larghezza.


POST OPERATORIO

Nei giorni seguenti l’intervento è consigliabile riposare in posizione supina, sopraelevando il volto con un cuscino rispetto al resto del corpo, applicando con costanza compresse fredde o impacchi di ghiaccio per attutire l’edema prodotto.

Si possono determinare dei fastidi legati alla incompleta chiusura della bocca durante la masticazione nei primi due o tre giorni successivi all’intervento per cui è meglio preferire cibi liquidi, controllando comunque il dolore mediante assunzione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

RISCHI E COMPLICAZIONI

Le complicazioni che possono insorgere a seguito di un trattamento correttivo dell’angolo cervico-mentale sono:

  • Edema;

  • Ematoma;

  • Sanguinamenti di entità modesta;

  • Infezione e suppurazione;

  • Reazione allergica alla sostanza lipolitica iniettata o alla sostanza anestetizzante.


FONTI:

  • Matteo Basso et al, A cura di. Medicina e chirurgia estetica del corpo. London: Elsevier Health Sciences Italy; 2011.

  • Barry M. Zide, Stephen M. Warren, Jason A. Spector. Chin Surgery IV: The Large Chin—Key Parameters for Successful Chin Reduction. Plastic and Aesthetic Surgery. 2007 Aug;120(2):530-537.


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