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Asimmetria mammaria


Mar 03/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

L’asimmetria mammaria non è definibile propriamente come una patologia in quanto è molto raro che entrambe le mammelle di una donna siano perfettamente simmetriche ed allineate; tuttavia, questa condizione, che si manifesta con un disallineamento morfologico dei seni, può essere la spia di problemi più seri e va sottoposta a un accurato esame obiettivo da parte del medico senologo. Quando l’asimmetria mammaria è molto marcata può generare imbarazzo e disagio sociale nella donna, tanto da ricercare soluzioni che ripristinino la simmetria mediante trattamento chirurgico.

COS’È

L’asimmetria mammaria è una condizione, genetica o acquisita, che si configura come un disallineamento dei seni della donna, relativa alla disposizione differente dell’areola e del capezzolo o dell’intero volume della mammella, il quale può pendere maggiormente in un lato piuttosto che nell’altro (ptosi della mammella).

L’asimmetria delle mammelle, che può evidenziarsi anche a carico della regione toracica maschile, si palesa in prima battuta a livello macroscopico, tracciando una linea immaginaria che divida in due la regione del torace iniziando dal collo, e notando se vi sono differenze e disallineamenti tra una metà e l’altra, a cavallo della linea.

SINTOMI

Quando l’asimmetria mammaria non è molto marcata e non è secondaria a una patologia più grave come un tumore, in genere non produce sintomi caratteristici; una ptosi mammaria particolarmente pronunciata può dare luogo a sintomi specifici come senso di pesantezza del seno, eritema e gonfiore locale.

Se l’asimmetria è invece figlia di un processo degenerativo o tumorale, possono allora evidenziarsi sintomi più sistemici come astenia generalizzata e perdita di peso.

CLASSIFICAZIONE

L’asimmetria mammaria può essenzialmente classificarsi in:


  • Asimmetria mammaria congenita


L’asimmetria mammaria congenita si manifesta come l’effetto di una sindrome genetica per la quale la mammella non si forma, o si sviluppa molto poco; questa condizione compromette notevolmente la percezione del sé nell’adolescente.

  • Asimmetria mammaria acquisita


L’asimmetria mammaria acquisita è secondaria a processi di natura traumatica (come un incidente stradale), di natura iatrogena (operazione chirurgica) o a trattamenti anti-neoplastici come la radioterapia.

CAUSE

Le cause più implicate nella comparsa dell’asimmetria mammaria sono:

  • Mancata crescita del seno durante la pubertà

  • Mancata formazione del bottone mammario (telarca) in età prepuberale

  • Gravidanza e allattamento

  • Sindrome di Poland

  • Mastite aggressiva monolaterale

  • Esito di radioterapia aggressiva e insistita

  • Traumi meccanici o chimici


DIAGNOSI

La diagnosi di asimmetria mammaria si effettua nel corso di un normale esame obiettivo da parte del medico di medicina generale, del pediatra se la condizione è già presente in età infantile o da parte del medico specialista senologo.

Nell’esame obiettivo, durante l’ispezione e la palpazione si prende atto della disomogeneità dei seni e si può ricorrere a un’ulteriore indagine ecografica per verificare lo sviluppo del tessuto mammario posto più in profondità.

TERAPIE E TRATTAMENTI

Poiché un’asimmetria mammaria molto pronunciata può portare a profondo imbarazzo e disagio sociale per la donna affetta, vi sono diversi trattamenti di medicina estetica che possono correggere la condizione.

Ecco quali:

  • Mastoplastica additiva


Con la mastoplastica additiva, si aggiunge una porzione di tessuto a una mammella poco sviluppata rispetto alla contro laterale. La mastoplastica additiva fa ricorso all’impianto di protesi biocompatibili, spesso costituite in materiali siliconati, preliminarmente testati in laboratorio per rispettare i requisiti biologici. Talvolta, però, le protesi possono scivolare dalla tasca artificiale nella quale sono inserite e dare luogo al cosiddetto bottoming out, che va corretto tramite un nuovo intervento chirurgico; un’altra complicanza associata a questo intervento chirurgico è il progressivo irrigidimento del tessuto fibroso che va a circondare la protesi, fenomeno noto come contrattura capsulare. Alla luce di tali possibili complicanze, è sempre necessario selezionare con cura il paziente da sottoporre all’intervento di mastoplastica additiva.

  • Mastoplastica riduttiva


Contrariamente alla procedura precedente, nella mastoplastica riduttiva si va invece a diminuire il volume di un seno rispetto all’altro.

  • Mastopessi


La mastopessi, o lifting della mammella, corregge la ptosi mammaria ossia quando il seno si mostra particolarmente cadente, soprattutto con l’avanzare dell’età.

  • Simmetrizzazione della mammella


La simmetrizzazione della mammella è un intervento chirurgico complesso che consiste nel cercare di ripristinare la fisiologica simmetria delle mammelle, mediante l’inserimento di idonee protesi in silicone.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Gli unici rischi e complicazioni che possono derivare dagli interventi chirurgici volti a favorire la simmetrizzazione delle mammelle consistono in infezione iatrogena, sepsi e segni dell’infiammazione (arrossamento, calore e gonfiore) i giorni successivi all’intervento.

FONTI:

  • Ruben Oddenino, a cura di. Chirurgia plastica estetica. Padova: Piccin; 2006.

  • Giorgio Macellari, Bettina Ballardini. Senologia clinica. Torino: Minerva medica; 2018.


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