Mastoplastica Additiva: la parola chiave è “Tailor Made”

Mastoplastica Additiva: la parola chiave è “Tailor Made”


Gio 05/12/2019 | Dott. Luca Cravero

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La mastoplastica additiva è, da molti anni, uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti; sempre più donne, infatti, si rivolgono al chirurgo plastico perché vogliono aumentare il volume o cambiare la forma del proprio seno.

A mio parere è l’intervento di chirurgia estetica che più di ogni altro richiede attenzione nella pianificazione pre-operatoria, perché occorre tenere debitamente in conto quelli che sono i desideri della paziente in termini di forma, volume, sensazione soggettiva al tatto e sede della cicatrice.

Successivamente bisogna valutare se questi desideri sono realizzabili sulla base della situazione anatomica di partenza scegliendo, tra le diverse opzioni di tecnica chirurgica e di materiali utilizzabili, le più idonee a raggiungere il risultato che viene concordato insieme alla paziente durante i colloqui preliminari.

La scelta e il posizionamento delle protesi


Noi chirurghi, infatti, possiamo scegliere tra protesi di molteplici case produttrici, rotonde o anatomiche, con vario grado di proiezione e coesività del gel, lisce o testurizzate, rivestite di silicone o di poliuretano.

Possiamo introdurre le protesi dal solco inframammario, dall’areola o dal cavo ascellare, creando una tasca di alloggiamento delle stesse che può essere dietro la ghiandola mammaria (retroghiandolare), tra la fascia del muscolo pettorale ed il muscolo pettorale stesso (retrofasciale), dietro il muscolo pettorale (retromuscolare parziale), dietro il muscolo pettorale ed il grande dentato (retromuscolare totale). La tecnica chirurgica può inoltre essere “dual plane”, di vario grado o “biplane”.

Il chirurgo plastico pertanto, oggi deve possedere un bagaglio di opzioni chirurgiche e di conoscenza dei materiali disponibili molto più ampio rispetto al passato, in modo da cercare di soddisfare le molteplici esigenze dei pazienti, che sono sempre più consapevoli di quello che sono i loro desideri.

Pertanto, anche se ancora oggi non esiste la protesi perfetta per ogni mammella, né il chirurgo perfetto per ogni paziente, possiamo affermare che esiste la protesi migliore e la tecnica migliore per ogni singola paziente ed il compito del chirurgo plastico è riuscire a trovarle in modo da pianificare, durante i colloqui, un vero e proprio “intervento tailor made”.

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Cravero Luca

Autore

Chirurgia plastica, Medicina estetica

Torino (TO)


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