Stai pensando alla chirurgia plastica? Ecco di cosa tenere conto.

Stai pensando alla chirurgia plastica? Ecco di cosa tenere conto.


Gio 07/05/2020 | Dott. Massimo Renzi

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di Johann Rossi Mason e Francesca Frediani


 

Se state valutando un intervento di chirurgia plastica o una procedura estetica meglio non prendere la cosa alla leggera.
Nonostante molte procedure siano ormai non invasive e sicure si tratta sempre di "atti medici" che possono avere implicazioni sulla salute, complicazioni ed effetti avversi.

Ecco allora una guida che riassume una serie di aspetti di cui tenere conto per il miglior risultato:

1- Riferire eventuali allergie a farmaci e a materiali come nickel, lattice e silicone. Le reazioni allergiche improvvise possono rendere necessaria la somministrazione di cortisonici e antistaminici, e interferire con altri medicamenti.

2- Tenere il peso sotto controllo, in particolare il BMI (indice di massa corporea) entro 30 permette di ottenere risultati migliori. Un peso eccessivo può portare uno stress per gli organi e ad una valutazione molto più accurata da parte dell’anestesista. Il calo di peso comunque deve essere stabilizzato nei 6 mesi precedenti l’intervento, e garantisce anche migliore cicatrizzazione delle ferite.

3- Smettere di fumare (e di bere) prima, durante e dopo il periodo dell’intervento. La nicotina infatti causa un restringimento dei vasi sanguigni e una peggiore ossigenazione dei tessuti, rallentando quindi il processo di guarigione.
Per i fumatori il rischio di complicazioni aumenta: hanno bisogno di più anestesia (circa il 33%) e del 23% in più di antidolorifici rispetto a chi non fuma. L’avvertenza è quindi quella di smettere 6 settimane prima dell’intervento e sino a 6 settimane dopo. Un periodo che potrebbe anche essere un buon viatico per smettere completamente.
Da una o due settimane prima è consigliabile evitare gli alcolici che possono interferire con l’anestesia.
Assumi integratori alimentari o erboristici? Anche questa è una informazione da riferire al medico. Alcuni infatti potrebbero interferire con i farmaci che assumerai durante l’intervento.

4 - Discuti con il medico gli aspetti emotivi che ti preoccupano. Se sei una persona ansiosa il medico ha il dovere di accertarsi che tu sia nelle migliori condizioni fisiche, ma anche psicologiche, per affrontare l’intervento. E si assicurerà di garantire cure che tengano in conto del tuo benessere emotivo. Se hai paura di qualcosa, o temi il dolore post-operatorio chiarisci onestamente questi aspetti in modo che ti sia dedicata la migliore assistenza.

5 - Organizza adeguatamente il periodo successivo all’intervento. In alcuni casi avrai bisogno di qualcuno che ti aiuta quando torni a casa o che si occupi del tuo cane. Assicurati di non restare solo nelle 48 ore successive all’intervento.

6 - Scegli il medico con cui sei in sintonia nel quale riponi la massima fiducia. Un rapporto in cui devi sentirti ascoltato e libero sia di fare domande che esporre eventuali dubbi.
Leggi con attenzione il consenso informato: è un documento che ti tutela.

7 - La richiesta non deve essere troppo lontana dal punto di partenza, il rischio è che siano necessarie decine di interventi per ottenerlo. La chirurgia plastica deve correggere ma non stravolgere l’identità. Se il bisogno è quello di diventare altro da sé, è opportuno farsi delle domande più approfondite su questa esigenza.
Tanto per fare un esempio, Alicia Douvall é la modella inglese che per somigliare a una bambola si è inflitta 350 interventi, di cui ben 49 al viso, (un caso di scuola). Uno studio della Ruhr University pubblicato sulla rivista Clinical Psychological Science, ha rivelato che la decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica nasce dal desiderio di dare una spinta alla propria autostima e gratificare sé stessi. Sì tratta di persone che inconsciamente cercano di guarire da ferite emotive, di  solito legate ad episodi di rifiuto, abbandono, abuso. Sì cerca di colmare così un vuoto emotivo con un intervento estetico, pensando che la bellezza renderà degni di essere amati. Una maniera distorta che non risolve il problema, e che anzi rischia di peggiorarlo. Ecco perchè alcuni casi che arrivano ai chirurghi dovrebbero prevedere uno screening psicologico del paziente per evitare problemi ad entrambi.

Infine prepara una lista di domande che vuoi fare al medico dopo essersi documentato. Chiedi ad esempio se sei un buon candidato alla procedura a cui hai pensato, e se ci sono alternative migliori.

Ci sono poi avvertenze specifiche per ciascun tipo di intervento.

Nel caso della mastoplastica additiva è necessario che la scelta della protesi più adeguata sia valutata non solo in termini di taglia. Dipende infatti dalle misure del torace, dal volume, dalla forma e dal profilo del seno di partenza. Il chirurgo deve sapere quale tipo di modificazione volumetrica la paziente vuole ottenere: sarà poi lui a consigliare la misura di impianto che possa permettere di ottenere il miglior risultato nel pieno rispetto della sicurezza, applicando protesi validate e autorizzate dal Ministero della Sanità.
Diciamo comunque che richieste di aumento di volume eccessivo portano a complicanze: dall’atrofia progressiva della ghiandola alla visibilità della protesi (cosa che accade se il torace è molto piccolo e la protesi molto grande), il progressivo scivolamento in basso del seno a causa del peso della protesi sino alla formazione di tessuto cicatriziale.

L’avvertenza in ogni caso è quella  di diffidare di interventi troppo economici in cui a essere sacrificata è la qualità delle protesi.
Come qualunque altro intervento, anche quello di chirurgia plastica comporta dei rischi per il semplice fatto che si entra in una sala operatoria e si viene sottoposti ad un'anestesia. Ma i rischi aumentano quando le richieste delle pazienti sono eccessive. Nella maggior parte dei casi, i problemi di cui si sente e si legge sui giornali sono dovuti alla quantità e alla qualità dei materiali utilizzati nell'intervento .

La paziente deve anche discutere col lo specialista aspetti tecnici dell’intervento: la tasca in cui introdurre la protesi può essere sottoghiandolare, sottomuscolare o una via di mezzo chiamata “dual plane”. In base alle caratteristiche dei tessuti il chirurgo consiglia la sede più indicata. Se la ghiandola è molto sottile risulta indispensabile introdurla sottomuscolo in modo che la protesi non sia visibile. E’ anche necessario essere consapevoli che l’intervento andrà ripetuto ogni 15-20 perché le protesi non sono eterne.

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Renzi Massimo

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Valenza (AL)


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