Il fotoaging: cos'è e come combatterlo

Il fotoaging: cos'è e come combatterlo


Mar 10/05/2016 | Dott. Pierluigi Bello

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Il fotoaging è il processo di invecchiamento cutaneo dovuto all’azione delle radiazioni ultraviolette sulla nostra pelle.



Nella fascia di età che va dai 25 ai 45 anni si parla di fotoaging lieve-moderato di tipo 1 che presenta le seguenti caratteristiche:


-        discromie lievi


-        cute opaca e ruvida al tatto,


-        iniziali rughe frontali, glabellari, naso-geniene e perioculari.


 


In questo stadio del fotoaging consiglio un trattamento ridensificante, potenziato con un complesso dermo-ristrutturante a base di sostanze quali amminoacidi, antiossidanti, vitamine e sali minerali, capace di reintegrare i nutrienti essenziali per la rigenerazione cutanea. Il protocollo che solitamente eseguo per trattare questa tipologia di fotoaging è di 3 fiale di rivitalizzante, una ogni 3 settimane.


 Tra i 45 e i 60 anni si parla invece di fotoaging avanzato di tipo 2, che presenta specifici segni quali:


- discromie diffuse


- teleangectasie


- cute opaca e ruvida al tatto


- rughe medio profonde.


 


In questo secondo caso, per il trattamento di fotoaging, abbino un filler dinamico alla metodica della ridensificazione; in particolare, utilizzo una fiala di acido ialuronico seguita da 2 fiale di rivitalizzante dopo 2 e settimane, e a seguire dopo 5 settimane dalla prima.


 Il fotoaging severo – detto anche di tipo 3 – riguarda invece pazienti con età superiore ai 60 anni.
Questo terzo stadio di fotoaging presenta:


- discromie diffuse evidenti


- teleangectasie


- cute ispessita ed ingiallita


- cheratosi senili/attiniche


- aspetto sgualcito


- cedimento dell'ovale


- lassità cuteaneo-muscolare


- rughe muscolo-mimiche marcate diffuse e


- rughe attiniche severe.


 


Per combattere questa fase molto avanzata del processo di fotoaging eseguo un doppio beauty booster dinamico che anticipa i tempi fisiologici di risposta del tessuto, per stimolare una sua riattivazione profonda. La sinergia di ridensificazione e filler dinamico crea una matrice strutturale di sostegno e riempimento del tessuto con un effetto prolungato e cumulativo nel tempo.
Il protocollo prevede una prima fiala di acido ialuronico, una seconda a 2 settimane di rivitalizzante, una terza a 4 settimane di acido ialuronico ed infine una quarta di rivitalizzante a 6 settimane.



E’ interessante il caso della signora Carla di 43 anni, che presentava un fotoaging di tipo 2 con cute poco luminosa. Per risolvere il suo problema ho utilizzato 3 fiale, la prima di acido ialuronico a basso peso molecolare con iniezioni a reticolo, la seconda e la terza a distanza di 2 e 5 settimane con un prodotto rivitalizzante iniettato a microponfi. La paziente è rimasta molto soddisfatta del risultato, poiché la pelle del suo viso risultava molto più luminosa e compatta.





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Bello Pierluigi

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Caserta (CE)


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