Accesso
Dottori
Tossina botulinica o acido ialuronico? I trattamenti dopo i 40 anni

Tossina botulinica o acido ialuronico? I trattamenti dopo i 40 anni


Ultima modifica Gio 02/07/2026 | Dott. Maria Cristina Orlandini

«Quando il viso inizia a mostrare i primi segni del tempo, è quasi spontaneo chiedersi se sia meglio iniziare con la tossina botulinica o con l’acido ialuronico. Questa è una domanda che spesso mi rivolgono i pazienti intorno ai 40 anni» esordisce la dottoressa Maria Cristina Orlandini, medico estetico.
«In realtà, non esiste una “disputa” tra i due trattamenti, in quanto agiscono su aspetti diversi dell’invecchiamento, senza entrare conflitto. Anzi, in molti casi tossina botulinica e acido ialuronico possono essere associati in modo complementare per ottenere risultati più completi, a seconda delle caratteristiche del volto.

In particolare, la tossina botulinica contribuisce a distendere le rughe da movimento, mentre l’acido ialuronico interviene sulla perdita di idratazione e di volume dei tessuti» spiega la dottoressa.

Tossina botulinica e acido ialuronico agiscono in modo diverso


Uno degli equivoci più frequenti è pensare che tossina botulinica e acido ialuronico siano alternative tra cui scegliere. In realtà, si tratta di strumenti differenti che rispondono a esigenze diverse.

«La tossina botulinica agisce sui muscoli mimici responsabili delle rughe d’espressione, come quelle della fronte o dell’area perioculare. Riducendo la forza della contrazione muscolare, la tossina botulinica aiuta a distendere le pieghe cutanee che si formano con il movimento ripetuto di tali muscoli mimici.

L’acido ialuronico, invece, può essere utilizzato con finalità differenti a seconda della formulazione e del trattamento. In alcuni casi, viene impiegato per ripristinare I volumi del volto persi con l’età; in altri per migliorare l’idratazione profonda della pelle. E poi c’è la “classica” funzione riempitiva delle singole rughe» specifica la dottoressa Orlandini.

Quando usare l’acido ialuronico sotto forma di biorivitalizzante


Intorno ai 45–50 anni, un paziente spesso non nota una singola ruga, ma un aspetto generale di stanchezza del viso, quindi: meno luminosità, minore compattezza e contorni meno definiti.

«In questi casi, preferisco intervenire con micro-iniezioni superficiali di acido ialuronico debolmente cross-linkato che aiutano a migliorare la qualità della pelle, aumentandone idratazione, luminosità e compattezza. Siamo nel campo della biorivitalizzazione cutanea che, rispetto ai trattamenti volumizzanti con filler riempitivi, ottiene risultati meno immediati (cioè banalmente appena usciti dall’ambulatorio), ma che si evidenziano progressivamente nel corso delle settimane successive.

Quando la pelle ha bisogno di essere “sostenuta”


Con il passare del tempo la produzione di collagene diminuisce, e la pelle perde parte della sua capacità di sostegno, dando una sensazione di cedimento dei tessuti. «In questi casi, intervengo sempre con micro-iniezioni di acido ialuronico, ma con una formulazione più cross-linkata, studiato per restituire tono ai tessuti. L’obiettivo non è creare volume (il cosiddetto effetto gonfio che molti pazienti temono), ma fornire un maggiore sostegno ai tessuti. I risultati? Pelle più compatta ed elastica, con un aspetto complessivamente più fresco e riposato, senza alterare i lineamenti.

Il grande vantaggio di questi trattamenti - che intervengono sulla qualità della pelle - consiste nella naturalezza dei risultati».

Quando entra in gioco la tossina botulinica


Se l’acido ialuronico può contribuire a migliorare la qualità cutanea e il sostegno dei tessuti, la tossina botulinica mantiene un ruolo fondamentale nel trattamento delle rughe d’espressione.

«È il trattamento d’elezione quando le rughe del terzo superiore del viso (l’area dalla fronte alla zona periorbitale) diventano particolarmente evidenti e presenti anche a riposo.

In questi casi, intervenire sul muscolo può contribuire a rendere le rughe meno marcate e a prevenire che, nel tempo, diventino più profonde.

Anche con la tossina botulinica si possono raggiungere risultati naturali: l’obiettivo non è immobilizzare il volto, ma preservarne la naturale espressività, modulando la mimica senza alterare i tratti caratteristici del paziente» specifica la dottoressa.

La naturalezza non dipende dal prodotto in sé, ma dall’approccio


Negli ultimi anni la medicina estetica si è progressivamente allontanata dall’idea di correggere ogni segno del tempo attraverso l’aggiunta di volume, che tendeva a trasformare il viso.

«Le tecniche di utilizzo sia dell’acido ialuronico che della tossina botulinica permettono un approccio più tailor made, cucito addosso al volto del paziente, per rispettarne fisionomia e unicità. Accompagnare l’invecchiamento è il corollario dei trattamenti moderni» conclude la dottoressa Orlandini.

 

Fonti scientifiche

Prager W et al. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2012;5:53–58.
Van Loghem, J. et al. Clin Cosm Inv Dermatol. 2021:14 1175-1199.

 
In collaborazione con Alessandra Montelli.

 

Vuoi avere maggiori informazioni?
CONTATTA IL MEDICO

Orlandini Maria Cristina

Autore

Medicina estetica

Rodengo Saiano (BS)

Brescia (BS)


Articoli correlati

Iscriviti a Tuame e guarda le foto reali del prima e del dopo dei trattamenti.

x