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Il fenomeno “ozempic face”: che cos’è e come contrastarlo

Il fenomeno “ozempic face”: che cos’è e come contrastarlo


Ultima modifica Mer 28/01/2026 | Redazione Tuame

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Il fenomeno dell’“ozempic face”: negli Stati Uniti è diventato un hashtag virale. In Italia, è un termine che sta cominciando a circolare di recente, soprattutto sul web e sui social grazie alle testimonianze di chi ha perso molto peso in poco tempo. Per Ozempic face si intende l’aspetto che può assumere il viso dopo l’assunzione di farmaci dimagranti iniettivi come appunto, l’Ozempic. Un effetto indesiderato che si traduce in: guance svuotate, zigomi appiattiti, tratti stanchi.

Ma cos’è davvero l’Ozempic face? Si può correggere? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Tiziana Infante, medico estetico, che ci ha aiutato a fare chiarezza sui trattamenti che possono restituire bellezza.

Che cos’è l’Ozempic Face


«L’Ozempic face - spiega la dottoressa Infante - è il volto tipico delle persone che assumono farmaci dimagranti, nati come antidiabetici e poi rivelatisi efficaci nel favorire il calo di peso. La perdita rapida del grasso corporeo coinvolge anche il tessuto adiposo facciale, che dà sostegno e turgore al viso. Così le guance si svuotano, gli zigomi si appiattiscono e il viso appare stanco e scavato».

Il problema non è la perdita di peso in sé, ma la velocità del calo ponderale: la pelle del viso non fa in tempo ad adattarsi alla sua forma più sottile, così appare meno compatta e con un aspetto percepito come da invecchiamento precoce.

Una precisazione necessaria sull’uso consentito di questi farmaci dimagranti

«In Italia - continua la dottoressa - Ozempic e farmaci simili sono mutuabili solo per i pazienti diabetici. Tuttavia, per finalità dimagranti possono essere prescritti dal medico curante su ricetta bianca, quindi sono dispensati a pagamento, ma non sono acquistabili autonomamente. Questo può dare adito ad abusi che possono sfociare anche in un mercato nero. Assumere farmaci dimagranti è una pratica rischiosa che va assolutamente evitata».

Come si può correggere l’Ozempic face


La perdita di volume è la caratteristica più evidente dell’Ozempic face. È per questo che la prima linea di trattamento è quella che ripristina i volumi in modo naturale.
  1. Filler con acido ialuronico
«I filler con acido ialuronico rappresentano il trattamento più immediato e versatile. Permettono di ripristinare il profilo zigomatico-malare, ridare sostegno alla pelle e recuperare quell’aspetto riposato che il dimagrimento rapido può compromettere».

  1. Filler con idrossiapatite di calcio (CaHA)
«Con i filler a base di idrossiapatite di calcia si lavora sia sul rimodellamento del volto che sulla rigenerazione della pelle. L’idrossiapatite stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene, migliorando progressivamente la qualità della pelle: questo è un contributo prezioso quando il volto appare svuotato e tendente ai cedimenti a causa della perdita di grasso».

  1. Micro-lipofilling
«In medicina estetica esistono tecniche mini-invasive che prelevano il grasso del paziente, lo “lavorano” per poi reiniettarlo nelle zone svuotate. Non parliamo dei lipofilling chirurgici che vanno in profondità ma di metodiche che raggiungono 3–5 ml sottocute, ma sufficienti per ripristinare gli svuotamenti più marcati».

Tutti questi trattamenti non sono permanenti, ma hanno effetti temporanei seppur stabili nel tempo e possono essere ripetuti con cadenza personalizzata.

Skin quality e trattamenti complementari: biostimolazione e neuromodulazione


Se filler e lipofilling sono il cuore della correzione dell’Ozempic face, biostimolazione e neuromodulazione estetica rappresentano ciò che la dottoressa Infante definisce «il corollario che rende il risultato più gradevole».

Biostimolazione: glow, compattezza e tono

«La biostimolazione con idrossiapatite di calcio diluito migliora texture, luminosità, idratazione, compattezza della pelle. Aiuta moltissimo una cute che, dopo il dimagrimento, può apparire spenta e più sottile. È perfetta anche per correggere le piccole rughe che si formano a causa di disidratazione e nutrimento insufficiente».

Il trattamento biostimolante funziona su tutti i tipi di pelle, comprese quelle seborroiche: «una cute grassa spesso è fragile e reattiva. La biostimolazione ripristina la barriera cutanea e riduce rossori e irritazioni».

Neuromodulazione con tossina botulinica per il recupero della freschezza del viso

«Con il trattamento di neuromodulazione, moduliamo – come dice la parola stessa – la contrazione dei muscoli mimici del volto. Le rughe d’espressione si ammorbidiscono, ma senza che incidano sull’espressività. È un trattamento utile quando i tratti del volto appaiono troppo tesi e induriti perché involontariamente contratti (si pensi a chi sembra arrabbiato o triste pur non essendolo)».

Quando combinare i 2 trattamenti?

«Spesso, in 2 sedute distinte. Io preferisco eseguire prima la biostimolazione rigenerativa con idrossiapatite di calcio, poi la neuromodulazione con tossina botulinica, facendo intercorrere almeno una settimana. Ma se il paziente desidera intervenire subito sulle rughe dinamiche, si parte dalla neuromodulazione e poi si prosegue con la biostimolazione dopo 15–20 giorni».

Un approccio personalizzato per ogni età


I protocolli variano molto in base alle esigenze e all’età del paziente.
  • Dai 50–55 anni in su, servono protocolli più strutturati, con sedute più ravvicinate e prodotti iniettati in modo meno diluiti.
  • Nei pazienti giovani (anche sui 30 anni), soprattutto in caso di forte disidratazione, invecchiamento precoce o danni da photoaging, la biostimolazione offre risultati eccellenti.
  • Un capitolo a parte meritano gli sportivi che, trascorrendo molto tempo all’aria aperta, tendono a presentare un photoaging accelerato: per loro la combinazione di neuromodulazione e biostimolazione è la strategia ideale contro l’invecchiamento.
«Nulla nella medicina estetica di qualità è standardizzato. La valutazione clinica è fondamentale per costruire un percorso su misura. Soprattutto quando un volto presenta effetti indesiderati da Ozempic».

 

 


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