Invecchiamento cutaneo nell'uomo

Invecchiamento cutaneo nell'uomo


Mer 02/12/2015 | Dott. Giorgio Astolfi

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La medicina estetica è in grande crescita rispetto alla chirurgia Estetica.


Se nel 1997, 55 prestazioni su 100 erano di tipo chirurgico, nel 2013 e 2014, le prestazioni medico estetiche - e quindi mininvasive - sono salite ad 86.


Soltanto 14 quelle di tipo chirurgico.


Un altro dato interessante è quello sulla distribuzione dei pazienti.
Su 100 pazienti attualmente 85 circa sono donne e 15 sono uomini.


Che cosa significa questo? Che indubbiamente l’approccio maschile a pratiche medico estetiche, in Italia, risente di un retaggio culturale certamente differente rispetto ad altri paesi europei, dove queste percentuali sono diverse.


Quindi che cosa ne consegue? Che stiamo parlando di un mercato destinato a crescere, che andrà sviluppato e coltivato e che l’approccio al volto maschile è naturalmente differente rispetto al viso femminile.


L’approccio è sempre ad hoc, personalizzato, e va declinato sulla base della tipologia del volto che ci si trova davanti. Nell’uomo andranno valorizzati il contorno e l’angolo mandibolare, l’arco zigomatico anziché lo zigomo, il dorso del naso, se necessario, può essere ritoccato e anche ritoccare le labbra in un uomo non è azione blasfema. Anche nell’uomo le labbra si riassorbono e possono conferire un aspetto triste, mesto, al volto e all’espressione.


Quindi con intelligenza si può lavorare molto bene sul viso maschile, senza stravolgimenti, utilizzando filler sempre più performanti. Io, sostiene il dott. Astolfi, utilizzo acido ialuronico per le labbra, e per alcuni distretti del volto e idrossiapatite di calcio e carbossimetilcellulosa, che è uno dei filler più innovativi in commercio, e che ha la proprietà di essere al tempo stesso un riempitivo, quindi un filler vero e proprio, ed anche un biostimolante e con il vantaggio di non essere igroscopico; quindi non richiamando acqua ci consente di effettuare correzioni molto precise e ben definite.


Questo giova soprattutto al terzo inferiore e alla definizione del contorno mandibolare. Poi un’attenta osservazione del viso dei pazienti, ci permetterà di rimediare anche a disarmonie di tipo scheletrico e mi riferisco principalmente alle seconde classi scheletriche, comunque ai menti sfuggenti se non francamente corti come nella seconda classe scheletrica e quindi porre molta attenzione all’allineamento tra punta del naso, linea delle labbra e proiezione del mento.


Sicuramente giova dare forza e spigolosità all’angolo mandibolare e, per concludere, dobbiamo sottolineare l’importanza di avere buona cura della pelle, anche nell’uomo, perché spesso ci dimentichiamo che una pelle che ha couperose, lentigo e cheratosi è una pelle che sembrerà più vecchia. Un’attenta cura della pelle non può mai prescindere dalla ristrutturazione volumetrica del volto.


 


Senso estetico e senso della misura


Un altro aspetto importante è il rispetto assoluto della fisionomia del volto. Noi dobbiamo creare bellezza, migliorare la qualità del viso e l'aspetto del volto, correggere ove possibile difetti strutturali e quindi dobbiamo avere buon gusto, senso estetico e senso della misura, infatti io mi ispiro tantissimo alla frase del celebre architetto Ludwig Mies van der Rohe: “Less is more” ovvero poco per ottenere tanto.


Questa è la chiave del successo di una corretta procedura medico-estetica, dove la scienza ed il buon gusto soddisfano sempre le aspettative dei pazienti.

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