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Seno a goccia

Seno a goccia


Mer 20/07/2022 | Dott. Tania Basile

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Il seno a goccia, sia nella sua conformazione naturale sia ottenuto dopo intervento chirurgico, è una delle morfologie di seno più ricercate dalle donne, in quanto si tratta di un seno rotondo e abbondante. L'intervento di mastoplastica additiva che consente di ottenere un seno a goccia può essere effettuato dopo un attento colloquio clinico con il medico chirurgo.

Introduzione

Il seno a goccia è una tipologia di seno abbondante, rotonda e abbastanza procace, che ricorda il cosiddetto seno a coppa di champagne. Tale morfologia di seno è così denominata in quanto ricorda, in profilo laterale, la forma di una goccia di acqua.

Generalmente, poiché il seno a goccia è un seno abbondante, esso si rispecchia nel tipo ideale di seno per la maggior parte delle donne, le quali ricevono, dopo l'eventuale intervento, un notevole incremento della propria autostima.

Che cos’è il seno rifatto a goccia?


Come detto, molte donne si sottopongono volontariamente all’intervento chirurgico di mastoplastica additiva, per modificare e conformare il proprio seno di partenza a un seno rifatto con forma a goccia.

La mastoplastica additiva non è un intervento eseguito sempre nello stesso modo e prevede l'utilizzo di svariate tecniche chirurgiche a seconda dell'obiettivo da realizzare e a seconda delle condizioni di partenza della paziente. Per tale ragione l'intervento può essere eseguito con tecnica dual plane o per inserzione sottomuscolare della protesi.

Prima di ottenere il seno rifatto a goccia è importante che il medico chirurgo incaricato dell'intervento valuti opportunamente il tipo di protesi da adoperare, la loro grandezza e il corretto posizionamento nella tasca chirurgica creata ad hoc. Inoltre, prima dell'intervento, la paziente dovrebbe prendere visione, attraverso l'elaborazione digitale, di come il proprio seno verrà modificato, tenendosi informata allo stesso tempo dei rischi che potrebbe correre in sede intraoperatoria.

Utilizzo delle protesi biocompatibili nel seno a goccia


Come detto, l’intervento di mastoplastica additiva prevede l'utilizzo di apposite protesi biocompatibili per ottenere un seno rassomigliante a quello a coppa di champagne ma che ricorda, nel suo profilo laterale, una goccia di acqua.

Le protesi biocompatibili, molte delle quali sono protesi anatomiche, sono dei cuscinetti di materiale tollerato dal sistema immunitario umano, in genere costituito da silicone o altre sostanze a gel.

L'utilizzo delle protesi biocompatibili anatomiche per ottenere un seno a goccia può comportare, però, degli inconvenienti nel periodo post-operatorio. Innanzitutto, le protesi possono ruotare sul proprio asse maggiore o sul proprio asse minore andando a sollecitare i muscoli pettorali soprastanti, avendo come esito finale un seno alterato e distorto.

Un altro svantaggio legato all'utilizzo delle protesi anatomiche per ottenere un seno a goccia risiede nel fatto che esse sono immutabili nella propria forma e pertanto tendono a scendere leggermente verso il basso, imitando la forma di un seno naturale. Quando però si cambia posizione o si è in clinostatismo le protesi anatomiche non evocano il tipico comportamento di un seno naturale, in quanto permangono ferme in maniera artificiale ed evidente all'esterno.

Protesi ergonomiche nel seno a goccia


Oltre alle protesi anatomiche biocompatibili che vengono generalmente adoperate negli interventi di mastoplastica additiva, negli ultimi tempi sta prendendo piede l'introduzione di protesi definite ergonomiche.

Le protesi ergonomiche sono delle protesi altrettanto biocompatibili come le anatomiche ma evitano gli svantaggi dell'impianto retro-ghiandolare o sub-muscolare delle protesi anatomiche.

Esse si limitano a riprodurre la forma e la struttura di un seno naturale a goccia e sono costituite da una semisfera la quale, sottoposta alla forza di gravità, si adagia come in un seno naturale.

Le protesi ergonomiche sono in genere formate da una sostanza a gel in silicone, la quale è meno mobile rispetto al silicone duro impiegato nelle protesi anatomiche ma la forma a semisfera è un ottimo espediente per riprodurre la forma naturale del seno.

In sostanza, le protesi ergonomiche si avvicinano a riprodurre un seno fisiologico e normale in tutte le posizioni assunte nello spazio dalla persona, persino quando ci si siede o quando ci si sdraia e dunque l'effetto della gravità è meno visibile. La differenza principale con le protesi anatomiche è che riempiono in maniera piena il polo superiore del seno in qualsiasi posizione, mentre le protesi anatomiche non sortiscono lo stesso effetto.

 

In collaborazione con Pasquale Ambrosio

Fonti:

  • Nicolò Scuderi. Manuale di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Padova: Piccin; 2014

  • Alberto Massirone, Trattato di Medicina Estetica, Piccin Nuova-Libraria, 2010.

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