Labiopalatoschisi: il trattamento di chirurgia estetica

Labiopalatoschisi: il trattamento di chirurgia estetica


Lun 05/10/2020 | Dott. Aurelio Caponetti

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La labiopalatoschisi è una malformazione congenita della bocca, che coinvolge labbra mascellare e palato. È la combinazione di anomalie che si possono presentare in forme diverse lievi:


  • labioschisi  nascosto con distacco solo del muscolo orbicolare chiamato banderella di brandemart,

  • labioschisi monolaterale incompleto,

  • labioschisi bilaterale incompleto,

  • labiognatoschisi monolaterale completo,

  • labioplatatognatoschisi bilaterale completo o gola di lupo che è la forma più grave la labioschisi,

  • palatoschisi incompleto, si tratta della schisi del solo palato molle o muscolare

  • gnatopalatoschisi monolaterale completo,

  • gnatopalatoschisi bilaterale, caratterizzata dalla presenza di  due fessurazioni sul labbro superiore e conosciuta più comunemente con il termine “labbro leporino”.


La diagnosi avviene con un semplice esame obiettivo alla nascita, ma sempre rilevata anche con l’ecografia a partire dal 5° mese di gravidanza. La malformazione è evidente, perché la fessurazione porta ad una deformazione del labbro superiore per cui viene anche chiamata cheilognatoschisi, che poi continua a livello del palato. 

I bambini che nascono con questa patologia hanno problematiche non solo estetiche, ma anche funzionali. 

La prima tra tutte è la difficoltà nel succhiare il latte materno: la fessurazione e la malformazione che ne deriva rende complicato l’allattamento al seno. Se non trattata adeguatamente, la labiopalatoschisi rende difficile l’assunzione di cibo in generale, per cui può portare nel bambino ad una malnutrizione in difetto.

La malformazione crea problemi anche nel parlare, perché risulta difficile articolare le parole in modo corretto, e inoltre con il tempo anche il timbro di voce può diventare particolare e meno chiaro rinolalia.

La labiopalatoschisi espone inoltre di più a problemi ai denti e infezioni all’orecchio. Nel primo caso, il problema è legato alla malformazione in sé che porta spesso a sviluppare una dentatura non allineata e più soggetta a problemi di carie. Nel caso dell’orecchio invece, la fessurazione può portare a una deformazione a carico della tromba di Eustachio o tromba uditiva, che è il condotto che collega l’orecchio medio alla faringe. La schisi a livello del palato potrebbe portare ad un accumulo anomalo di liquido all’interno dell’orecchio medio, il che favorirebbe la proliferazione batterica ed il conseguente sviluppo di otiti fino a perforazioni timpaniche.

Il trattamento della labiopalatoschisi è di tipo chirurgico: comprende una serie di interventi di cui il primo viene effettuato di norma tra il 2° ed il 3° mese di vita ed il secondo tra il 6° ed il 12° mese di vita. Il primo va a chiudere la fessurazione sul labbro superiore, mentre il secondo interviene per chiudere quella sul palato. 

Possono poi essere effettuati altri interventi in età adolescenziale e adulta, con lo scopo di migliorare sia l'aspetto estetico e sia la funzionalità del labbro superiore e del palato, perché con la crescita della struttura ossea e dei tessuti è possibile che si possano ripresentare dei problemi sia estetici che funzionali.

 

Labiopalatoschisi: le cause


A parte le malformazioni genetiche che spesso includono anche la presenza di deformità del labbro e del palato, non ci sono cause conosciute e direttamente ascrivibili allo sviluppo di labiopalatoschisi. Quello che si sa è che potrebbe essere la combinazione di fattori genetici e fattori ambientali, di cui questi ultimi collegati principalmente a condizioni e stili di vita della mamma durante il periodo della gravidanza.

Le labbra e il palato si formano tra la 4° e la 9° settimana dello sviluppo fetale, periodo durante il quale i tessuti del volto si accrescono e si saldano tra loro. Nei bambini che nascono con la labiopalatoschisi, quello che accade è che i tessuti che dovrebbero dare origine alle labbra ed al palato non si chiudono o si chiudono in modo anomalo, il che porta alla formazione di una fenditura (o schisi, da cui il nome della patologia) a livello del labbro superiore, del palato o di entrambi. 

Se la schisi coinvolge solo il labbro superiore si parla di labbro leporino o labioschisi, se invece coinvolge il palato si parla di palatoschisi, se coinvolge entrambi siamo in presenza di labiopalatoschisi.

Sono stati identificati dei geni le cui alterazioni sembrano associate a queste condizioni, nonché alcuni comportamenti della mamma in gravidanza che possono favorirne la comparsa. La combinazione di questi fattori può essere considerata tra le cause della labiopalatoschisi.

Comportamenti in gravidanza associati ad un rischio maggiore di sviluppare malformazioni del labbro superiore e del palato sono:

  • Fumo e consumo eccessivo di alcol

  • Obesità

  • Utilizzo di particolari farmaci

  • Diabete

  • Età avanzata

  • Carenza di acido folico.


 

Labiopalatoschisi: il trattamento


Con il trattamento chirurgico al 3° mese viene eseguita la chiusura della schisi labiale per motivi estetici e di accettazione familiare, per una migliore suzione alimentare e perché crea una frusta muscolare nell'unione del muscolo orbicolare che aiuta l avvicinamento osseo mascellare.

A seconda delle opinioni di due scuole chirurgiche, il palato molle o muscolare e duro o osseo viene chiuso dopo 12 mesi o dopo 6 anni. Nel primo caso precoce, il vantaggio è di più sicura alimentazione e dizione ma lo svantaggio è una precocissima applicazione di un apparecchio dilatativo per anni.

Nel secondo caso il vantaggio è far sviluppare il palato osseo senza bloccare l'accrescimento in maniera naturale senza dover ricorrere a supporti meccanici. Lo svantaggio è la presenza della fessura palatina con rigurgiti  la nasalità nel parlare rinolalia anche se vengono a supporto parecchi aiuti protesici.

Le tecniche chirurgiche della chiusura della labioschisi sono varie. Tutte mirano a un unico fine: simmetrizzare il labbro e le ali nasali.

Le tecniche chirurgiche della chiusura della schisi palatina anche esse sono varie: tutte mirano ad uno scivolamento del palato verso il basso per non creare gap tra palato molle, ugula, faringe, fondamentale per una corretta articolazione delle consonanti e una corretta deglutizione, il push back processo di retroposizionamento a V o Y.

Cito alcune tecniche che prendono il nome dai loro autori: tennison, millard, langenback, cronin. Furono tra i primi ad indirizzare questo filosofia chirurgica dell'allungamento in basso sia del labbro che del palato.

 

 

 

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Caponetti Aurelio

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Roma (RM)


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