Il lifting che “allunga” l’occhio: la cantopessi

Il lifting che “allunga” l’occhio: la cantopessi


Mar 28/07/2020 | Dott. Rocco Carfagna

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Gli occhi difficilmente tradiscono sulle emozioni. Un po’ come il tono della voce, che a volte anche se appare sicuro lascia trasparire un certo timore, anche gli occhi fanno fatica a nascondere il vero stato d’animo di una persona.

Bisogna prestare attenzione agli occhi: a volte basta captare un movimento impercettibile per capire se il nostro interlocutore è sincero o sta bluffando. Dagli occhi si capisce se una persona ha dormito bene o se invece è stanca, se è serena o al contrario preoccupata.

Gli occhi non riescono a mentire nemmeno sull’età. Quando il tessuto cutaneo invecchia, intorno agli occhi appaiono le caratteristiche rughe chiamate “zampe di gallina”, quelle rughe d’espressione che compaiono quando si ride o si strizzano gli occhi. La palpebra superiore e il sopracciglio tendono a cedere e a scivolare verso il basso, determinando una blefarocalasi che a volte può determinare fastidi anche nel campo visivo. Il cedimento del tessuto cutaneo intorno all’occhio nella parte inferiore invece, può accentuare borse e occhiaie.

L’occhio può inoltre presentare degli inestetismi congeniti o derivanti da interventi di blefaroplastica. Questi difetti sono tendenzialmente legati alla forma dell’occhio, che a volte può essere tale da non essere armonica con il resto del viso e da appesantire lo sguardo offrendo un’immagine del volto molto stanco e compassata.

Se si osserva la forma, si possono avere occhi rotondi, ovali o allungati, guardando la palpebra occhi sporgenti oppure occhi incavati, se invece si focalizzano gli angoli si possono distinguere occhi all’insù oppure all’ingiù. Ognuna delle forme può poi dare una prima caratteristica allo sguardo. Gli occhi tondi rivelano spesso una personalità aperta e creativa, gli occhi allungati denotano precisione e attenzione, gli occhi con gli angoli che vanno verso il basso danno generalmente allo sguardo un alone di malinconia.

Anche gli inestetismi che derivano dalla perdita di elasticità e compattezza del tessuto cutaneo che si ha con l’invecchiamento, possono cambiare più o meno lievemente la linea dell’occhio, e creare delle asimmetrie o delle discordanze con il volto nel suo complesso. Essendo poi gli occhi strettamente legati all’espressività della persona, si potrebbe desiderare un intervento estetico di correzione anche per sentirsi più in linea con la propria personalità.

La chirurgia estetica degli occhi è fatta di piccoli interventi diretti a correggere tutte queste piccole imperfezioni. Indipendentemente dal motivo per il quale sia presente un particolare inestetismo, la richiesta del paziente è quella ci correggerlo per ritrovare uno sguardo più in armonia con la propria personalità.

Pur trattandosi di chirurgia estetica, spesso gli interventi che interessano il distretto oculare possono essere eseguiti in regime di day-hospital e i tempi di recupero sono relativamente brevi (intorno ai 7-10 giorni).

Cantopessi: il lifting che “allunga” l’occhio


La cantopessi è un intervento di chirurgia estetica che viene eseguito con lo scopo di allungare la linea dell’occhio, sollevando gli angoli esterni (canto oculare) per dare come risultato una forma più “a mandorla”, caratteristica dell’occhio orientale. La zona sulla quale si va ad agire è l’angolo formato dalla giunzione esterna delle due palpebre. L’angolo di giunzione tra le palpebre è chiamato canto, da cui la parola cantopessi.

L’intervento si effettua in anestesia locale e, a secondo delle tecniche scelta dal chirurgo, si avvale di tempi che variano dai 20 ai 40 minuti residuando cicatrici assolutamente poco vistose o del tutto invisibili all’altezza della parte esterna del sopracciglio oppure nel cuoio capelluto. In genere l’unico punto di sutura viene rimosso entro 7 giorni consentendo al paziente di riprendere la propria vita sociale in modo rapido e completo. I risultati sono generalmente a lungo termine e durano per lustri.

Lifting non chirurgico della zona del sopracciglio: ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati


Per risollevare lo sguardo quando inizia ad essere evidente lo scivolamento del tessuto cutaneo verso il basso a causa dell’invecchiamento, si può agire anche attraverso delle tecniche di medicina estetica non invasive. Queste non possono ovviamente essere sempre un’alternativa all’intervento chirurgico, ma per alcuni inestetismi possono dare ottimi risultati. La decisione spetta sempre al chirurgo plastico, che una volta valutata la situazione sarà in grado di consigliare l’approccio migliore.

Tra le tecniche di medicina estetica non invasiva vale la pena sicuramente nominare gli ultrasuoni microfocalizzati eco-guidati, che agiscono stimolando la produzione di nuovo collagene, una delle proteine del derma più importanti per mantenere la pelle compatta e tonica. Con l’invecchiamento accade infatti che l’organismo inizi a rallentare la produzione di collagene, e questo porta a quel cedimento del tessuto cutaneo che, nella zona del sopracciglio, tende ad appesantire lo sguardo.

La grande innovazione di questa tecnica sta nella guida ecografica, che permette di agire più precisamente e specificatamente nelle zone di interesse, senza interferire con il tessuto circostante.

 

 

 

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Carfagna Rocco

Autore

Chirurgia plastica, Medicina estetica

Roma (RM)


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