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Ialuronidasi


Lun 23/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La ialuronidasi è un enzima in grado di catalizzare la degradazione delle molecole di acido l’ialuronico. Quest’ultimo è un glicosamminoglicano non solforato che viene abbondantemente espresso all’interno dei tessuti connettivi dell’organismo. In dermatologia e in medicina estetica, l’acido ialuronico è largamente impiegato per i trattamenti antiage della pelle. Tuttavia, in alcuni casi, i filler possono determinare dei risultati finali insoddisfacenti ed antiestetici. Per poter rimediare a tale condizione è possibile ricorrere all’uso della ialuronidasi. L’enzima, dunque, ha il compito di metabolizzare e rimuovere l’acido ialuronico in eccesso, introdotto mediante il filler dermico.

COS’È

In medicina, il termine ialuronidasi viene impiegato per indicare una classe di enzimi proteolitici che hanno la capacità di idrolizzare uno dei principali componenti delle matrici extracellulari: l’acido ialuronico.

L’acido ialuronico è un glicosamminoglicano che conferisce alla cute le sue peculiari proprietà fisiche, come l’elasticità e la resistenza. La produzione tissutale della molecola, operata dai fibroblasti, tende a calare con l’avanzare dell’età, facilitando l’insorgenza di rughe e di altri inestetismi della pelle.

La ialuronidasi, attuando un’azione litica, è fondamentale per garantire all’organismo un processo di turnover continuo delle componenti fibrose dei tessuti connettivi.

STORIA

Il primo impiego nella pratica clinica della ialuronidasi risale al lontano 1928. Gli scienziati dell’epoca iniziarono a somministrare tale enzima per favorire la penetrazione sottocutanea degli aghi e rendere più agevole l’inoculazione di farmaci e vaccini.

Con la crescente richiesta dei filler dermici a base di acido ialuronico, il ruolo della ialuronidasi è cambiato in modo radicale. Infatti, attualmente, in medicina estetica per correggere i risultati di alcuni trattamenti anti-età si ricorre proprio alle iniezioni di ialuronidasi.

A COSA SERVE

In alcuni casi, l’esito finale delle iniezioni di filler di acido ialuronico può risultare insoddisfacente. In genere, la causa del fallimento di tale trattamento antiage è da attribuire all’inesperienza o all’incapacità dell’operatore. Proprio per prevenire tali situazioni è sempre necessario rivolgersi a degli esperti di medicina estetica, in grado di applicare correttamente il filler dermico.

Le iniezioni di ialuronidasi offrono la possibilità di rimuovere l’acido ialuronico in eccesso e di rimodellare la regione precedentemente trattata. L’effetto dell’azione litica degli enzimi è quasi immediato; già dopo 24 ore è possibile apprezzarne i risultati.

Nella pratica clinica, la ialuronidasi può essere usata anche per:


  • Ridurre il gonfiore dovuto alla presenza di un edema

  • Trattare le regioni cutanee bersagliate dalla cellulite


MECCANISMO D’AZIONE DELLA IALURONIDASI E PROPRIETA’

La ialuronidasi è un enzima idrolitico particolarmente efficace nell’opera di degradazione delle molecole di acido ialuronico. Il filler dermico inserisce un’ingente quota di acido ialuronico esogeno, che ha l’effetto di tonificare e rinvigorire i tessuti connettivi sottocutanei.

L’età rappresenta un grosso ostacolo al fisiologico processo di sintesi di questo glicosamminoglicano. Infatti, con l’avanzare degli anni, le capacità biosintetiche dei fibroblasti tendono a diminuire drasticamente. Tale condizione, determina una perdita di elasticità della pelle e ciò favorisce la genesi di numerosi inestetismi cutanei. Questo spiega il motivo per cui in medicina estetica si faccia largo uso dei filler dermici di acido ialuronico. Tuttavia, nei casi in cui il trattamento abbia avuto dei risultati sgradevoli sul piano estetico, è possibile fare affidamento alle iniezioni di ialuronidasi.

La ialuronidasi introdotta nello strato dermico della cute, attraverso l’iniezione, agendo direttamente sull’acido ialuronico, ne velocizza il metabolismo, determinando un’accelerazione nei fenomeni di smaltimento tissutale.

È bene specificare un aspetto fondamentale: il filler può essere rimosso, seppur con tempistiche più lunghe, anche senza l’aggiunta della ialuronidasi. Ciononostante, qualora la persona ritenga opportuno velocizzare tale meccanismo, rimuovendo anticipatamente l’inestetismo cutaneo, allora può fare ricorso all’uso dell’enzima.

RISCHI, COMPLICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI

L’erogazione sottocutanea di ialuronidasi deve necessariamente essere condotta da un professionista (medico di medicina estetica o dermatologo), esperto in questo tipo di terapia, al fine di minimizzare l’insorgenza di eventuali complicazioni.

Innanzitutto, prima di procedere all’iniezione, il paziente deve essere sottoposto a dei test allergici, specifici per la molecola ricombinante impiegata nel corso del trattamento antiage. Le reazioni anafilattiche rappresentano uno dei principali rischi intrinseci all’esecuzione del rimodellamento connettivale della pelle.

Altre possibili complicazioni, correlate alla somministrazione della ialuronidasi, sono:

  • Edema della regione trattata

  • Arrossamento e sensazione di prurito

  • Formazione di cheloidi

  • Genesi di strutture cicatriziali antiestetiche

  • Nausea

  • Sviluppo di raccolte petecchiali

  • Tachicardia


FONTI:

  • Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.

  • Carlo D’Aniello, Manuale di Medicina Estetica, Masterbooks, 2019.


 


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