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Gigantomastia


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La gigantomastia (o macromastia) è un’espansione, imponente e rapida, delle mammelle che può verificarsi a seguito di turbe ormonali. L’aumento degli estrogeni e del progesterone è alla base dell’insorgenza di questa alterazione morfologica. La gigantomastia può anche essere secondaria ad una condizione di obesità, indotta da un ingente accumulo di materiale adiposo nella porzione sottocutanea del seno femminile. Oltre a condizionare la postura e la salute delle donne affette, la macromastia può causare disagio e malessere psicologico.

COS’È

La gigantomastia è un’ipertrofia benigna della mammella che, nella maggior parte dei casi, è associata ad uno squilibrio degli ormoni sessuali femminili. L’organo sottoposto ad uno stimolo proliferativo cresce in modo rapido e cospicuo, giungendo ad un peso anche maggiore di 4,5 kg. La macromastia, però, può verificarsi anche in condizioni parafisiologiche; infatti, talvolta, risulta essere una rara complicazione della gravidanza.

La sproporzione causata dalla gigantomastia, tra il seno e il resto del tronco, è responsabile dell’insorgenza di alcune affezioni vertebrali. La colonna vertebrale, dovendo sostenere una massa maggiore, sviluppa con maggiore frequenza processi patologici che sono in grado di condizionare la vita quotidiana delle pazienti affette.

STORIA

In letteratura medica, il primo caso di gigantomastia risale al 1670. I documenti dell’epoca testimoniano il caso di una giovane donna, deceduta proprio a causa di un’imponente macromastia. Nel corso dell’autopsia fu rimossa una mammella dal peso di circa 30 kg.

SINTOMI

Come accennato in precedenza lo squilibrio morfologico, generato dalla gigantomastia, è implicato nell’insorgenza di alterazioni posturali che, alla lunga, condizionano considerevolmente la qualità della vita delle persone colpite.

I sintomi più importanti, correlati alla cifosi della colonna vertebrale, sono:


  • Dolore lombare trafittivo

  • Sensazione di bruciore in corrispondenza del dorso

  • Cefalea

  • Cervicalgia

  • Alterazione della sensibilità delle dita (parestesie)


CLASSIFICAZIONE

La gigantomastia può essere classificata tenendo in considerazione lo sviluppo volumetrico dell’organo. Dunque, utilizzando questo parametro di riferimento, si suddivide la patologia in:

  • Gigantomastia lieve: il peso della mammella è inferiore ai 2 kg

  • Gigantomastia moderata: il peso della mammella è compreso tra 2 e 4 kg

  • Gigantomastia severa: il peso della mammella è maggiore di 4 kg


CAUSE

I processi che portano alla genesi della gigantomastia non sono ancora del tutto chiari. Ciononostante, esistono numerose prove a supporto del ruolo cruciale giocato dagli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone in primis). A causa di una predisposizione genetica, vi può essere una maggiore sensibilità all’effetto di tali ormoni. Questa condizione facilità la comparsa di processi proliferativi incontrollati, responsabili dell’ipertrofia tissutale dell’organo.

L’obesità è un fattore di rischio per la macromastia in quanto il tessuto adiposo in eccesso può localizzarsi negli strati sottocutanei della mammella.

DIAGNOSI

Il processo diagnostico della gigantomastia è prettamente clinico. Nel corso della visita, il medico effettua la raccolta anamnestica ponendo alla paziente specifiche domande (descrizione dei sintomi, familiarità con la malattia…).

La diagnosi viene rapidamente formulata all’esame obiettivo. Infatti, nel corso dell’ispezione, allo specialista è già chiaro se il disturbo sia o meno presente. Per giungere a tale conclusione, è sufficiente compiere una valutazione del rapporto di proporzione che si crea tra il seno e il resto del tronco.

Al termine della visita, il medico descrive alla paziente il percorso terapeutico da intraprendere per trattare la gigantomastia. Nel caso in cui venisse consigliato l’intervento chirurgico, l’esperto deve illustrare i benefici e rischi correlati alla pratica da eseguire.

TERAPIE

Per risolvere definitivamente la gigantomastia è necessario ricorre alla pratica chirurgica. Attualmente, la tecnica più utilizzata è quella della mastoplastica riduttiva. L’intervengo chirurgico ha lo scopo di eliminare il tessuto ipertrofico in eccesso e, contestualmente, di rimodellare il seno.

La riduzione del volume delle mammelle è in grado di attenuare o eliminare definitivamente i sintomi associati alla patologia. Inoltre, la mastoplastica riduttiva, trattando direttamente l’inestetismo dell’organo, può aiutare le pazienti a sconfiggere il senso di disagio e malessere psicologico che, molto spesso, possono insorgere in concomitanza della macromastia.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Le complicazioni più frequenti che possono verificarsi in seguito a un intervento di mastoplastica riduttiva, impiegata per il trattamento della gigantomastia, sono:

  • Edema della regione operata

  • Recidiva del processo ipertrofico

  • Eritema

  • Piccoli sanguinamenti

  • Infezione

  • Genesi di esiti cicatriziali antiestetici

  • Reazione avversa alla sostanza anestetizzante.


FONTI:

  • Valerio Cervelli, Benedetto Longo.Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Pisa: Pacini; 2021.

  • Nicolò Scuderi. Manuale di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Padova: Piccin; 2014

  • Daniel Beauchamp, B. Mark Evers, Kenneth L. Mattox. Sabiston,Trattato di chirurgia. Milano: Edra; 2019.


 


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