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Blefaroplastica dinamica non ablativa


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

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DEFINIZIONE

La blefaroplastica dinamica non ablativa è una procedura ambulatoriale di medicina estetica che mira a intervenire sull’eccesso di cute depositata sulle palpebre oculari senza attuare trattamenti chirurgici di rimozione; questa tecnica, portata in auge negli ultimi tempi, permette alle persone che soffrono del disagio estetico delle “borse sopra e sotto gli occhi” di bypassare l’intervento chirurgico, ottenendo, comunque, un risultato finale godibile e duraturo. Questa procedura è eseguita esclusivamente dal medico di medicina estetica o dal chirurgo oculista ed è necessario rispettare con scrupolo tutte le fasi post-trattamento, al fine di avere un risultato tangibile.

COS’È

La blefaroplastica dinamica non ablativa è un intervento non chirurgico eseguito in regime ambulatoriale a livello del tessuto cutaneo e sottocutaneo delle palpebre, sia superiori che inferiori; attraverso una tecnica di exeresi in fase gassosa ionizzata, si vanno a sublimare le cellule dello strato superiore della cute palpebrale, vaporizzandole senza il permanere delle cicatrici.

La procedura è definita dinamica in quanto prevede la collaborazione attiva del paziente durante l’intervento che può aprire e chiudere l’occhio, mentre è definita anche non ablativa proprio perché non si va direttamente ad asportare porzioni di tessuto in maniera chirurgica.

INDICAZIONI

Le indicazioni per l’intervento non chirurgico di blefaroplastica dinamica non ablativa sono rivolte a tutte quelle persone che accusano un forte senso di discomfort estetico a seguito della pelle cadente o eccedente peripalpebrale e che, allo stesso tempo, vogliono evitare possibili complicanze di procedure chirurgiche come:


  • Formazione di matrice cheloide;

  • Lagoftalmo e anomala chiusura della rima palpebrale;

  • Cicatrici permanenti;

  • Reazioni allergiche alla sostanza anestetica iniettata;

  • Ecchimosi;

  • Deficit di funzionalità palpebrale.


PREOPERATORIO

La fase preoperatoria della procedura di blefaroplastica dinamica non ablativa non prevede grosse indicazioni per il paziente candidato all’intervento quanto per il medico di medicina estetica che prende in carico il paziente stesso.

È preciso compito del medico infatti informare il paziente circa le modalità di esecuzione dell’intervento, sui possibili esiti e di accingersi a raccogliere informazioni su possibili predisposizioni ereditarie che abbiano portato il paziente a una ritenzione eccessiva di tessuto adiposo a livello peripalpebrale.

Nei giorni precedenti l’intervento, si raccomanda al paziente di non utilizzare shampoo aggressivi che potrebbero irritare la superficie oculare e di astenersi dall’uso di colliri, salvo contraria indicazione da parte del medico.

ESECUZIONE DELL’INTERVENTO

L’intervento di blefaroplastica dinamica non ablativa segue, in genere, queste fasi:

  • Disinfezione della superficie palpebrale con idonea soluzione sterilizzante a base di clorexidina o iodopovidone;

  • Applicazione di una crema anestetica per uso topico nella regione interessata, solo in caso di necessità;

  • Individuazione delle porzioni di cute da asportare tramite marcamento con pennarello;

  • Trattamento con Plexr, con il quale si vanno a sublimare (ossia a favorire il passaggio solido-gassoso) i corneociti dell’epidermide palpebrale, ottenendo una desquamazione profonda e completa delle cellule morte;

  • Si invita il paziente alla parte dinamica dell’intervento, vale a dire ad aprire e chiudere gli occhi in maniera ritmica, al fine di intervenire solo sulle parti interessate e non eccedere nella sublimazione;

  • Si applicano sul paziente dei piccoli impacchi di ghiaccio per ridurre l’edema causata dalla reazione di flogosi conseguente alla procedura.


POST OPERATORIO

Dopo l’intervento, il paziente non deve attenersi a nessuna prassi particolare, senza il bisogno di ricorrere all’assunzione di FANS o di farmaci antibiotici.

È solo raccomandato di applicare il ghiaccio fintanto che l’edema permane sulla superficie palpebrale, di lavare la cute interessata con sapone neutro e di idratare la congiuntiva con apposito collirio.

Normalmente, si ha il pieno recupero in una settimana dall’esecuzione della procedura di blefaroplastica non chirurgica e, talvolta, è necessario sottoporsi almeno tre volte nell’arco di pochi mesi per ottenere un risultato più definitivo e durevole anche a distanza di anni.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Come si è evidenziato, la blefaroplastica dinamica non ablativa non comporta i classici rischi con annesse complicazioni tipici della chirurgia, presentando anche dei tempi di recupero nettamente inferiori.

Tuttavia, è possibile che talvolta possano manifestarsi eventi avversi come:

  • Risultato estetico insoddisfacente dovuto alla permanenza del tessuto cutaneo ancora in esubero a livello palpebrale;

  • Gonfiore ed edema generalizzato della palpebra per più giorni;

  • Lieve arrossamento ed eritema circoscritto della regione peripalpebrale;

  • Lacrimazione eccessiva nei giorni seguenti l’intervento.


FONTI:

  • Marco Peduzzi, Paolo Nucci. Milano: McGraw-Hill; 2012.

  • Simone Grappolini. Blefaroplastica e tecniche ancillari. Padova: Piccin; 2008.

  • Valerio Cervelli, Benedetto Longo. Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Pisa: Pacini; 2021.


 


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