Blefaroplastica non chirurgica o chirurgica?

Blefaroplastica non chirurgica o chirurgica?


Mer 01/07/2015 | Dott. Daniele Bollero |  Medico Certificato Ethigate

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L’occhio è lo specchio dell’anima e non è un caso che i trattamenti per migliorare lo sguardo – primi tra tutti l’intervento di blefaroplastica superiore e inferiore e la blefaroplastica non chirurgica – siano una richiesta trasversale che arriva da uomini e donne di tutte le età. La figura professionale di chirurgo plastico estetico può in questi casi valutare se la blefaroplastica, che è l’intervento chiave nel ringiovanimento dello sguardo, è la soluzione più appropriata o se esistono le condizioni per un trattamento di medicina estetica. Che la scelta ricada o meno sulla blefaroplastica, l’obiettivo è sempre quello di soddisfare le esigenze dei pazienti compatibilmente con le loro condizioni cliniche e le loro aspettative.


Scegliere il trattamento adeguato per uno sguardo più fresco e giovane


Per migliorare lo sguardo il chirurgo estetico ha a sua disposizione numerosi strumenti che appartengono da un lato alla medicina estetica, dall’altro alla chirurgia estetica. La scelta tra la blefaroplastica chirurgica e un trattamento non invasivo presuppone sempre un colloquio approfondito tra specialista e paziente e un’analisi accurata della situazione. I trattamenti propri della medicina estetica prendono il nome di blefaroplastica non chirurgica e permettono di intervenire sui piccoli inestetismi che caratterizzano la zona degli occhi. I filler viso, ad esempio, possono essere utilizzati quando non è necessaria la blefaroplastica chirurgica, ovvero in tutti quei casi in cui ci si trova davanti a piccole rughe o a situazioni in cui si è in presenza di una mancata omogeneità dei lineamenti. In questo caso, non trattandosi di blefaroplastica chirurgica il trattamento si conclude in un un’unica seduta svolta in regime ambulatoriale.


Quando è necessaria la blefaroplastica chirurgica


Al contrario in altri casi può essere utile ricorrere alla chirurgia estetica, come nel caso di un’eccessiva presenza di borse palpebrali o palpebre cadenti. La blefaroplastica diventa allora necessaria: essa si divide in blefaroplastica superiore e blefaroplastica inferiore e in alcuni pazienti entrambi gli interventi possono essere combinati. Il paziente, però, può presentare anche deficit di volume e in questo caso è possibile, a prescindere dalla blefaroplastica, ricorrere agli agenti volumizzanti, ovvero strumenti propri sia della medicina estetica che della chirurgia. La prima, infatti, dispone dei filler viso, mentre la seconda si avvale del lipofilling, ovvero l’impiego di grasso autologo del paziente come riempitivo.


I risultati della blefaroplastica chirurgica e delle opzioni non invasive


I risultati raggiunti attraverso la chirurgia estetica, come l’intervento di blefaroplastica superiore o inferiore, sono permanenti e duraturi nel tempo, diversamente dai trattamenti di medicina estetica - come i filler viso o le altre procedure non invasive per la blefaroplastica non chirurgica – che danno effetti temporanei dalla durata variabile a seconda del tipo di trattamento e delle metodologie con il quale esso è stato effettuato.


La medicina estetica, negli anni, ha messo a punto strumenti sempre più maneggevoli e avanzati che hanno una durata medio-lunga e soddisfacente. Sia nel caso della blefaroplastica chirurgica che nei trattamenti filler, alla riuscita del trattamento contribuiscono in modo decisivo anche le abitudini del paziente e la cura che quest’ultimo rivolge a se stesso, non solo nel periodo successivo all’intervento ma anche nel tempo e nella quotidianità.


La scelta dello specialista


Uno dei momenti di fondamentale importanza nell’approccio al ringiovanimento dello sguardo, che si parli di blefaroplastica o no, è quello in cui il paziente si rivolge alla figura medica di riferimento manifestando i propri obiettivi, esprimendo quello che si aspetta e che vuole ottenere. Il ruolo del chirurgo estetico è centrale nell’analizzare con attenzione la situazione presentata dal paziente e di individuare la modalità di intervento più efficace, scegliendo tra numerose proposte che, a volte, possono anche combinarsi tra loro.


Dopo una blefaroplastica o un trattamento estetico è sempre bene osservare alcuni accorgimenti. Nel caso di interventi di medicina estetica, come i filler viso, sono ridotti al minimo in quanto il trattamento, come abbiamo visto, si esaurisce generalmente in una sola seduta, non necessità di un’anestesia totale e non richiede di tempi di recupero medio lunghi durante i quali è necessario  stare a riposo dalle normali attività quotidiane. Al contrario gli interventi di chirurgia estetica come la blefaroplastica superiore o inferiore, sebbene negli anni siano diventati sempre meno invasivi, hanno bisogno di tempi di recupero più lunghi e maggiore attenzione al post intervento.




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Bollero Daniele

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Dott. Daniele Bollero

Medico Certificato Ethigate

Chatillon (AO)


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