Accesso
Dottori

Bisiliaca, cicatrice


Lun 09/05/2022 | Redazione Tuame

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

DEFINIZIONE

La cicatrice bisiliaca, come suggerisce la denominazione stessa, è un residuo cicatriziale che si forma in seguito a un intervento estetico di addominoplastica oppure in seguito a parto con taglio cesareo; questa cicatrice è definita bisiliaca in quanto l’incisione viene effettuata sulla linea bisiliaca, ossia quella linea ideale che connette le due creste iliache, i margini superiori delle ossa iliache del bacino. Questa cicatrice, insieme a quella periombelicale, è quasi inevitabile in seguito a un intervento di addominoplastica ma vi sono delle tecniche di medicina estetica che permettono di attenuarla e occultarla al meglio, al fine di evitare il disagio provato dalla persona per questo inestetismo cutaneo.

COS’È

La cicatrice bisiliaca è una cicatrice che si forma lungo la linea che idealmente connette i margini superiori delle due ossa iliache, ossia le creste iliache; questi punti sono anche palpabili in autonomia e sono percepite come delle salienze ossee ben evidenti nella regione dei fianchi; la formazione di tale cicatrice non è imputabile a processi patologici bensì agli effetti di quegli interventi che debbono agire sull’addome, penetrandovi all’interno, e non trovando altra strada che incidere a livello della cresta bisiliaca.

In particolar modo, l’intervento invasivo di addominoplastica e la tecnica di parto con taglio cesareo prevedono l’incisione della cute lungo il decorso di questa linea, mettendo poi in evidenza la cicatrice bisiliaca.

SINTOMI E CLASSIFICAZIONE

Risulta abbastanza raro che i soggetti che recano una cicatrice bisiliaca accusino dei sintomi particolari correlati alla cicatrice: è invece più probabile che gli eventuali sintomi siano da imputare alla ragione che ha spinto ad agire sull’addome, lasciando appunto la cicatrice in bella mostra.

La cicatrice bisiliaca può essere classificata come:


  • Cicatrice bisiliaca come esito di processo di guarigione per prima intenzione


Questa cicatrice si forma quando la perdita di tessuto soggiacente alla cicatrice stessa è minimo e l’intervento chirurgico attuato è minimo; in questo caso , la risposta coagulativa avviene solo per mezzo delle cellule del sangue, delle piastrine e dei vasi, comportando una bassa produzione di tessuto di granulazione e, dunque, una cicatrice normale, non spessa ma sottile. È questo il caso dell’esito cicatriziale bisiliaco di un parto condotto con taglio cesareo.

  • Cicatrice bisiliaca come esito di processo di guarigione per seconda intenzione


Questa cicatrice si forma quando, al di sotto di essa, si vanno ad asportare quantità ingenti di tessuto attivo e funzionale, comportando non solo una risposta semplice del sistema emostatico ma anche una risposta proliferativa delle cellule muscolari lisce e della matrice extracellulare, con la produzione di abbondante tessuto di granulazione e, dunque, di una cicatrice vistosa e spessa. È il caso di tutti gli interventi di natura invasiva condotti sull’addome, come quelli per l’asportazione di un tumore.

DIAGNOSI E TRATTAMENTI

La diagnosi di una cicatrice bisiliaca è effettuata dal medico dermatologo o dal chirurgo plastico, riconoscendo l’inizio, la fine e il decorso della linea di incisione attraverso la quale si è operati.

I trattamenti a disposizione per occultare la cicatrice bisiliaca sono:

  • Rimozione con sistema LASER frazionato CO2/YAG


Attraverso una procedura di medicina estetica nota come fototermolisi frazionata, si vanno ad asportare delle colonne microscopiche verticali dall’epidermide cicatrizzata della zona cutanea di interesse, inducendo una fisiologica proliferazione degli elementi della matrice extracellulare sottostante che andranno a sostituire in maniera funzionale il tessuto leso. Il trattamento per la rimozione della cicatrice bisiliaca a base di LASER CO2/YAG non implica particolari effetti collaterali, se non edema localizzato per circa due giorni e comporta un beneficio estetico evidente.

  • Escissione chirurgica


Sottoponendosi a una nuova seduta chirurgica, in regime ambulatoriale, è possibile procedere all’exeresi intralesionale della ferita chirurgica, rimuovendo dall’epidermide il tessuto di granulazione consolidato; questa tecnica deve essere condotta in maniera impeccabile per evitare la sovrapposizione di altre cicatrici aggiuntive.

  • Infiltrazione di cortisone


Attraverso l’iniezione localizzata intralesionale di cortisone o sostanze analoghe, è possibile spegnere del tutto la risposta infiammatoria cronica ancora associata all’esito cicatriziale, inducendo un parziale riassorbimento della cicatrice stessa. Questa tecnica ha tuttavia bisogno di ricorrere a varie sedute di infiltrazioni per ottenere un risultato estetico soddisfacente.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Le complicazioni che possono derivare dai vari trattamenti atti ad occultare l’esito cicatriziale bisiliaco sono:

  • Edema persistente;

  • Eritema;

  • Formazione di cheloidi;

  • Mancato riassorbimento del tessuto cicatriziale;

  • Versamento essudatizio.


FONTI:

  • Ronaldo Pontes. Padova: Piccin; 2005.

  • Bruno Davide Bordoni, Emiliano Zanier. Milano: Edi-Ermes; 2015.

  • David J. Goldberg. Laser e luce nella terapia dermatologica. Milano: Elsevier Italia; 2006.


Articoli correlati

Laser estetico

Ven 01/05/2020 | Redazione Tuame

Laser estetico

Lun 03/07/2017 | Dott. Basile M. Gaetana

Laser estetico

Lun 03/07/2017 | Dott. Basile M. Gaetana

Laser estetico

Lun 01/08/2016 | Redazione Tuame

Accesso contenuti completi

x