Iperpigmentazione della pelle

Autore: Dott.ssa Basile M. Gaetana (Tania)

Del: 27/01/2020

Iperpigmentazione della pelle significato

L’iperpigmentazione della pelle è un fenomeno abbastanza comune e che interessa tutte le fasce di età, sebbene si presenti con una maggiore incidenza in fase adulta. Questo tipo di disturbo può manifestarsi in forme lievi ed esteticamente irrilevanti a forme più complesse ed esteticamente invalidanti. L’iperpigmentazione è presente in tutti i gruppi etnici del mondo sebbene tenda a manifestarsi in modo più consistente in alcuni gruppi sociali piuttosto che in altri. Rientrano nei disturbi della pigmentazione problemi comuni come le lentiggini e meno comuni come melasma e iperpigmentazione post-infiammatoria. Nei soggetti con la pelle chiara la presenza di iperpigmentazione può essere alla base dello sviluppo del melanoma che si manifesta con un’incidenza 10 volte superiore in questa categoria di individui.

L’iperpigmentazione, dal greco hyper, sopra, e da pigmentazione, cioè la distribuzione dei pigmenti, descrive l’eccessiva tendenza alla pigmentazione della pelle che determina una “colorazione” irregolare della stessa mostrando macchie, di varia intensità e forma, che tendono a discostarsi dal naturale colore. L’iperpigmentazione dunque, include tutti quei fenomeni che vanno ad alterare l’uniformità della pigmentazione della pelle producendo le comuni macchie delle lentiggini o di altre patologie affini. L’effetto è causato dall’alta concentrazione di melanina in piccole porzioni di pelle; lo stesso pigmento è responsabile della colorazione della cute e ne determina il grado di colorazione. È la melanina che rende la pelle chiara o scura, a seconda delle forme in cui si presenta cioè la pheomelanina e la eumelanina, e determina il livello di protezione dal sole necessario alla conservazione della vitamina B importante per la riproduzione cellulare. Le popolazioni dalla pelle scura, difatti, essendo, per motivi geografici, esposto maggiormente alla luce solare hanno bisogno di maggiore melanina per limitare i danni dei raggi UV mentre questa necessità nelle aree poco esposte al sole non è indispensabile e ciò ha comportato lo schiarimento, in epoche remote, della pelle per permettere una maggiore produzione di vitamina D importante per l’assorbimento del calcio e la crescita dell’apparato scheletrico.

Iperpigmentazione viso cause

La principale causa dell’iperpigmentazione è attribuita solitamente all’esposizione solare. È la luce del sole infatti che stimola la naturale produzione di melanina come protezione naturale ai raggi UV e protegge dunque la cute stessa dall’eccessivo irradiamento di questi raggi. Inoltre la casistica indica come il viso sia la parte più colpita da questo tipo di problemi proprio perché risulta essere la parte del corpo più esposta insieme alle mani.

Oltre ai raggi solari l’iperpigmentazione può essere determinata da fattori genetici; è il caso delle lentiggini non solari, della sindrome di Peugtz-jeghers, dello xeroderma pigmentoso e della sindrome Leopard. In questi casi l’iperpigmentazione può verificarsi in forme molto invasive tali da coinvolgere anche le labbra, tutto il viso ed altri parti del corpo. Nella maggior parte dei casi la responsabilità genetica si manifesta semplicemente con una progressiva comparsa delle macchie nel corso degli anni senza tuttavia richiedere l’intervento medico ne tantomeno trattamenti per la rimozione. È una forma tipica, dunque, dell’ invecchiamento cutaneo. Molto diffuso è il melasma che è riscontrabile con un’alta incidenza tra le donne incinte ed è causato dal mutamento degli equilibri ormonali durante la gravidanza; anche la pillola anticoncezionale, per le medesime ragioni, può provocare questo disturbo.

Esistono anche cause meno comuni legate alla comparsa dell’iperpigmentazione attribuibili a diverse patologie autoimmuni e a disordini ormonali o metabolici, come quelli causati dalla carenza di alcune vitamine o disturbi epatici. Anche alcuni farmaci possono condurre all’iperpigmentazione come effetto collaterale; sono note i nessi con la chemioterapia, alcuni antibiotici e antimalarici. Sono stati registrati casi di iperpigmentazione come effetto collaterale di hennè e tatuaggi anche se in numero limitato.

Iperpigmentazione trattamenti

I trattamenti per l’iperpigmentazione possono essere di varia natura e rispondono soprattutto al tipo di problema da trattare. Uno dei rimedi più comuni è rappresentato dai prodotti depigmentanti, soprattutto creme a base di idrossiacidi e retinoidi o acido, cogico, azelaico, lipoico ascorbico ed altre componenti. Nel corso degli ultimi anni molte creme sono state ritirate dal commercio perché potenzialmente dannose per la pelle per cui è indicato orientarsi verso prodotti di farmacia clinicamente testati e dunque sicuri per la salute.

Molto più efficaci e sempre più utilizzati sono i trattamenti del peeling chimico e del laser per macchie cutanee. Il peeling chimico consiste in una progressiva esfoliazione della pelle che oltre a rimuovere gli strati superficiali influisce sul rinnovamento della cute stimolando l’azione cellulare. Il laser, invece, è lo strumento che offre maggiori risultati e non compromette la struttura cutanea danneggiandola o rovinandola; riesce ad agire in modo preciso e localizzato solo nelle aree dove sono presenti le macchie. Il trattamento laser ha anche un importante funzione antiage e rigenerante e grazie al continuo miglioramento tecnologico sta progressivamente sostituendo gli altri trattamenti. Nel trattamento dell’iperpigmentazione è indispensabile il supporto medico, soprattutto di un dermatologo, necessario per capire l’origine del problema e valutare l’intervento più opportuno per il disturbo specifico in essere.

 

Fonti:

  • Yves Saban, Roberto Polselli. Atlante di anatomia chirurgica della faccia e del collo. Acta Medica Edizioni, 2018
  • Howard I. Maibach, Robert Baran. Textbook of Cosmetic Dermatology. 2017, Apple Academic Press Inc.
  • Damiano Galimberti. La medicina dell'aging e dell'antiaging. 2016, Edra.
  • Christine J. Ko, Ronald J. Barr. Dermatopathology, Diagnosis by First Impression. 2011, Wiley-Blackwell (an imprint of John Wiley & Sons Ltd)
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