Approccio globale alla senescenza del volto

Autore: Dott. D'Alessandro Giovanni

Del: 29/10/2018

Nell’aging del viso non bisogna mai soffermarsi sui singoli difetti ma è necessario porre attenzione sul volto nella sua interezza. Si scorge, dunque, l’importanza di una diagnosi accurata che solo un medico specialista del settore saprà effettuare.

“Il mondo dell’aging del viso è inflazionato dalle offerte terapeutiche e la competenza del medico è essenziale nello scorgere l’esatta sede dell’inestetismo e valutare il trattamento più idoneo” – spiega il Dott. Giovanni D’Alessandro, Dermatologo e Chirurgo estetico.

Per rallentare il naturale processo di senescenza del volto non è sufficiente sottoporre il paziente ad un unico trattamento che si concentra, ad esempio, sulla singola ruga ma è necessario valutare una sinergia tra trattamenti chimici, fisici e iniettivi al fine di raggiungere un risultato finale che sia ottimale, andando a migliorare non solo l’aspetto della pelle ma anche e sopratutto di ciò che sta al disotto della pelle. Il miglioramento dell’aspetto senescente non ha nulla a che vedere con la vitalità dei singoli tessuti. Il miglioramento della funzionalità cellulare è un discorso molto complesso che va affrontato con la metodologia scientifica del mondo medico.

 

Gli effetti visibili della senescenza cutanea

Gli effetti della senescenza cutanea si manifestano attraverso:

  • perdita di luminosità della pelle
  • perdita di compattezza della cute
  • lipoatrofia, ovvero il cedimento dei tessuti
  • secchezza cutanea
  • macchie cutanee


Diagnosi e sede dell’inestetismo: “must” per il trattamento della senescenza cutanea del volto

Stabilire la sede dell’inestetismo è uno dei principi cardine nella diagnostica della senescenza del volto.

Mediante una corretta diagnosi è, dunque, possibile stabilire la sede esatta dell’inestetismo, che può presentarsi:

-        a livello superficiale della cute,

-        a livello sottocutaneo nelle logge adipose,

-        nella porzione muscolare

-        nella struttura ossea.

Gli inestetismi tipici della senescenza del volto iniziano a manifestarsi nel momento in cui avvengono dei cambiamenti in una delle 4 sedi degli inestetismi.

I cambiamenti più importanti correlati con la senescenza avvengono con maggior intensità nel sottocute, dove si assiste ad una progressiva ptosi del grasso malare a livello zigomatico con conseguente scivolamento delle strutture muscolari.

Questi cambiamenti sono i principali responsabili della formazione dei solchi del volto.

La maggior parte dei pazienti si rivolge negli studi medici con la convinzione che intervenire sulla singola ruga attraverso sostanze iniettive sia sufficiente per indurre un ringiovanimento cutaneo della pelle del volto, senza valutare l’incidenza che questo avrà sulla proporzione tra terzo medio e terzo inferiore del volto.

Questo è l’errore che parte della medicina moderna commette, continua il dott. Giovanni D’Alessandro.

In realtà, gli interventi terapeutici non devono essere focalizzati sul singolo inestetismo: affinché il processo di ringiovanimento avvenga realmente è necessario intraprendere un percorso globale del volto.

Inoltre, su aree particolarmente delicate come il contorno occhi, l’arcata sopraccigliare, le palpebre, il naso e la bocca, gli inestetismi vanno trattati e individuati in maniera separata.

 

I tre principi della proporzione

Ulteriore elemento fondamentale a cui bisogna fare particolare attenzione nell’aging del viso sono i tre principi della proporzione:

-        Proporzione del terzo superiore del volto

-        Proporzione del terzo medio del volto

-        Proporzione del terzo inferiore del volto

Non è necessario che un viso sia perfettamente proporzionato anzi - prosegue il dott. Giovanni D’Alessandro – la proporzione aurea è spesso sopravvalutata. Nella mia esperienza professionale ho notato che in alcuni casi un viso un po’ sproporzionato può essere sinonimo di bellezza, dando un carattere distintivo e particolare al volto

 

Le richieste dei pazienti nel trattamento della senescenza cutanea

Ciò che le pazienti (soprattutto le donne) chiedono, spiega il Dott. Giovanni D’Alessandro, è, essenzialmente, la correzione dei solchi naso-labiali e dello scivolamento dello zigomo.

Le richieste sono dunque focalizzate sull’inestetismo visibile, non sulla sua causa.

Il mio approccio, prosegue il Dott. Giovanni D’Alessandro, oramai, verte su una diagnosi globale della valutazione del viso e delle sue caratteristiche peculiari ovvero le proporzioni tra il terzo superiore, il terzo medio e il terzo inferiore, con particolare attenzione alla valutazione della sede degli inestetismi.

In primis bisogna valutare se gli inestetismi sono presenti a livello cutaneo, quindi sull'involucro esterno o se interessano il sottocute, le logge adipose che coprono il volto nella sua interezza.

Riassumendo, quando si effettua una diagnostica di valutazione della senescenza del volto, conclude il dott. Giovanni D’Alessandro, bisogna innanzitutto valutare la sede esatta dell'inestetismo, analizzando il viso nei suoi comparti cutaneo e sottocutaneo, nella porzione muscolare e nella porzione ossea.

Identificata la sede dell’inestetismo si procede con la valutazione delle proporzioni tra il terzo medio ed il terzo inferiore del volto, considerando separatamente gli altri distretti quali il distretto perioculare, il naso e le labbra. Solo in seguito a tale prassi sarà possibile discutere un trattamento idoneo per il singolo paziente.

D'Alessandro Giovanni

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