Tecniche innovative per la correzione del naso: quando il rinofiller rappresenta la soluzione?

Tecniche innovative per la correzione del naso: quando il rinofiller rappresenta la soluzione?


Mar 26/05/2020 | Dott. Andrea Giansanti

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A cura di Elisa Stefanati


 

Attualmente in medicina estetica vi è una crescente richiesta della rinoplastica non chirurgica, che si basa sull’utilizzo di tecniche innovative come il rinofiller. I pazienti oggi chiedono trattamenti di rimodellamento del naso con tecniche alternative al bisturi, specialmente se hanno intenzione di apportare soltanto minime correzioni. Ma per ogni tecnica esistono precise indicazioni.
Per fare chiarezza abbiamo chiesto la consulenza al dottor Andrea Giansanti medico estetico.

Dott Giansanti facciamo chiarezza in un campo in cui regna un po' troppa disinformazione: che cosa si intende per rinofiller e quali sono le differenze con la rinoplastica, ovvero l’intervento chirurgico?


Diciamocelo chiaramente, finire su un tavolo operatorio non fa piacere a nessuno. Questo è vero indipendentemente dal motivo per cui ci andiamo, sia esso per problemi di salute oppure semplicemente per risolvere qualche inestetismo. Per questo motivo, in campo estetico stanno prendendo sempre più piede trattamenti facilmente eseguibili in ambulatorio, ripetibili, con effetti collaterali più lievi e, non ultimo per importanza, un esborso economico minore rispetto al tradizionale intervento chirurgico.

Nell’ambito di questi trattamenti si trova sicuramente l’iniezione sottocutanea e/o sovraperiostea nell’area nasale di sostanze con finalità riempitive, il cosiddetto “rinofiller”.
Nella mia pratica medica mi trovo spesso ad eseguire questo trattamento che trovo personalmente molto stimolante e soddisfacente. Mi sono tuttavia reso conto che in questo caso, più che in altri, la disinformazione regna incontrastata: pazienti con nasi importanti che vorrebbero il nasino “alla francese”, altri che vorrebbero respirare meglio, altri ancora che, prima di un ipotetico intervento chirurgico, vorrebbero vedere in anteprima come sarà il proprio naso ed eventualmente decidere.
Gli esempi riportati sono solo alcune delle richieste strane che quotidianamente mi vengono fatte ma mi offrono l’occasione per definire una volta per tutte quello che il Rinofiller non è.

Il rinofiller non è un intervento chirurgico e non può quindi sostituirsi ad esso. La riduzione dei volumi del naso nei nasi di grosse dimensioni non può, la logica ce lo insegna, effettuarsi attraverso l’iniezione di materiale esterno. Stessa cosa dicasi per la funzionalità respiratoria, una deviazione del setto o una ipertrofia dei turbinati necessita di una correzione chirurgica. Infine, il rinofiller non può dare una anteprima di quello che sarà il risultato di un intervento chirurgico per le differenti modalità di esecuzione dei due trattamenti e ovviamente per le maggiori potenzialità del primo rispetto al secondo.
Questa doverosa premessa non deve però gettare fango su una pratica che, quando ben eseguita, dà risultati veramente belli e armonici.

Nel dettaglio dottore in cosa consiste questo trattamento e quali molecole vengono utilizzate?


Cos’è il rinofiller si evince già dal nome: iniezione di una sostanza riempitiva (nello specifico acido ialuronico e/o idrossiapatite di calcio) in determinate aree del naso in modo da rimodellare piccole imperfezioni e riempire deficit volumetrici.

Quali sono le aree che vengono trattate?


Le aree principalmente interessate dal trattamento sono sul dorso nasale in sede prossimale (radice del naso) e distale rispetto alla gobbetta che vogliamo nascondere. Questo ci permette di rendere meno evidente una eventuale spigolosità del dorso e, in alcuni casi, di farla sparire del tutto. Un’altra area che si può ritoccare è la punta del naso, soprattutto in quei nasi dove si assiste ad una lieve caduta dell’apice. In questo caso consiglio sempre di affidarsi ad un medico con esperienza in quanto la punta del naso ha una ricchissima vascolarizzazione e gli effetti collaterali potrebbero potenzialmente essere molto più gravi di un semplice inestetismo.
In quei pazienti che presentano un angolo tra columella e labbro inferiore minore di 90° (il cosidetto naso “a becco di rapace”) è possibile una iniezione intracolumellare di pochi cc di acido ialuronico per ripristinare una corretta angolatura e ridare al profilo nasale una spinta verso l’alto.

Per quanto invece riguarda le aree laterali, in particolare le zone sopra le cartilagini triangolari e alari, il loro trattamento deve essere sempre ben valutato. Io personalmente le tratto soltanto in caso di evidenti asimmetrie e, in tal caso, con l’iniezione di modeste quantità di acido ialuronico per due ragioni principali: la prima è che queste sono aree esteticamente molto delicate, una eccessiva correzione porterebbe ad un appesantimento dell’immagine del naso stesso e giustamente il paziente rimarrà insoddisfatto del nostro lavoro; la seconda è il passaggio in tali aree dell’arteria nasale e dell’arteria angolare che si anastomizzano con l’arteria retinica, un errore in tal senso porterebbe a risultati catastrofici.

Rinofiller più tossina botulinica: matrimonio perfetto, a quali condizioni dottore?


Ciliegina sulla torta, una tecnica ancillare del rinofiller è l’inizione di ca 4 UI di tossina botulinica a livello della columella in modo da andare a rilassare il muscolo depressore del setto e quindi a ad alzare di qualche millimetro la punta del naso.
La scelta del materiale di riempimento dipende fondamentalmente dall’area da trattare. Io prediligo l’idrossiapatite di calcio nel dorso del naso poiché vado a posizionare il filler subito al di sopra del periostio e inoltre ha una durata leggermente superiore all’acido ialuronico. Per la punta, la columella e le aree laterali invece preferisco l’acido ialuronico.

Ci sono particolari tecniche di iniezione dottor Giansanti? Eventuali effetti collaterali?


La tecnica di iniezione è fondamentalmente e inderogabilmente una: l’iniezione con microcannula. Su questo invito a diffidare di chiunque utilizzi il tradizionale ago. Considerata la ricca vascolarizzazione della zona, la microcannula ci consente di ridurre al minimo le possibili complicanze derivanti da embolizzazione di vasi arteriosi. Un cc di lidocaina nel sito di ingresso della cannula basta a rendere la procedura totalmente indolore per il paziente e permetterà al medico di poter lavorare in tranquillità. Una cannula di 5 cm inoltre ci permette di arrivare in tutti i distretti che vogliamo e quindi di ridurre al minimo gli accessi cutanei, basta un solo ingresso per poter trattare agevolmente tutto il dorso nasale e la punta. Un secondo ingresso (in questo caso anche con semplice ago) per la columella.

I risultati dottore? In quanto tempo si evidenziano i benefici estetici del trattamento?


Il paziente vedrà subito il risultato ottenuto, dovrà, nelle prime 24/48 ore evitare di indossare occhiali e dovrà dormire in posizione supina finchè il filler non si sarà consolidato.

Come si esegue il trattamento? Ci sono controindicazioni?


La procedura è veloce, per un buon lavoro sono sufficienti 15/30 minuti. Le complicanze più frequenti sono di breve durata e sono rappresentate da ecchimosi e dolore nei siti di deposito.

Controindicazioni assolute
per questo trattamento sono la gravidanza, l’allattamento e l’ipersensibilità a una o più sostanze di quelle utilizzate. Va utilizzata cautela anche nei pazienti immunodepressi, con coagulopatie e con insufficienza renale o epatica.

Il costo del trattamento si aggira intorno ai 300 euro.

Un ultimo consiglio dottore per una buona riuscita del trattamento…


In conclusione, il rinofiller è una procedura mininvasiva che, quando ben eseguita, dà risultati veramente belli. La chiave per una buona riuscita del trattamento è rivolgersi ad un medico qualificato che padroneggi l’uso della cannula e che abbia dimestichezza con questa tecnica ma soprattutto che sia capace, di fronte ad una chiara indicazione chirurgica, di saper dire di no. E questa credetemi è la virtù più rara!

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