Trattamenti rughe facciali

Trattamenti rughe facciali


Lun 29/10/2018 | Dott. Sergio Noviello

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Le rughe facciali, e il loro trattamento


In medicina estetica esistono aree del nostro volto più difficili da trattare. Per anni si sono ottenuti risultati significativamente importanti con il trattamento, per esempio, delle rughe del terzo superiore del volto, le rughe frontali, le rughe perioculari o le rughe del corrugatore.


L’impiego della tossina botulinica ha consentito di attenuare in maniera estremamente efficace e molto naturale, le rughe in tutte le aree sopracitate.
Ma sussistono ancora aree del nostro volto che in effetti pongono al chirurgo estetico significativi problemi.


 


Aree del volto difficili da trattare


Le aree più difficili da trattare riguardano soprattutto quelle del Terzo Inferiore del volto; senza dimenticare anche quelle del collo.


In effetti in queste aree, dobbiamo fare molta più attenzione al paziente, prima di intervenire con tutti quelli che sono i trattamenti di medicina estetica, proprio perché le variabili in gioco in questo tipo di situazioni sono molteplici.


L’anatomia, l’età e la qualità dei tessuti giocano un ruolo determinante nella possibilità di ottenere risultati significativi.


Di conseguenza abbiamo la necessità di fare una vera e propria diagnosi; vale a dire un'analisi del paziente per poter poi interpretare il difetto e mettere in atto una strategia che possa a questo punto correggerlo.


 


Per quanto riguarda il Terzo Inferiore quali sono allora in maniera semplice le aree da attenzionare? 


Sicuramente la zona peribuccale, tutte quelle piccole rughe perilabiali che disturbano molte pazienti (ed anche molti uomini), le cosiddette rughe della “marionetta”, che contribuiscono ad attribuire un’espressione triste al paziente, come anche la presenza di quelle aree vicine al Terzo inferiore della mandibola che vengono definite come “bargigli”.


Non dimentichiamo, come detto prima, le rughe del collo.
E allora in che maniera possiamo a questo punto procedere e cercare le soluzioni più idonee a queste aree?  


L’azione combinata della tossina botulinica e dei filler


Sicuramente impiegando -in combinazione sinergica - sia la tossina botulinica che i prodotti iniettabili. Il prodotto principe è l’acido ialuronico o magari, per risultati più duraturi o per una migliore biostimolazione, l’idrossiapatite di calcio.


Sicuramente esistono anche strategie un più invasive; per esempio l’impiego del tessuto adiposo, cioè del grasso corporeo che viene prelevato dai pazienti e viene sottoposto a trattamenti semplici ma molto efficaci come l’emulsione. Questa sospensione permette di dare nuova plasticità al tessuto adiposo, che trasformato in olio viene reso utilizzabile con aghi dalle dimensioni molto sottili.


Quindi, sia che si proceda con strategie temporanee, che si vada ad optare per strategie più durature, in tutte queste aree dobbiamo assolutamente valutare prima il paziente per poter procedere e soprattutto combinare sia l'impiego della tossina botulinica che quello di filler riassorbibili.


 


 

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Noviello Sergio

Autore

Chirurgia plastica,Medicina estetica

Milano (MI)


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