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Uno sguardo più fresco con la blefaroplastica non ablativa

Uno sguardo più fresco con la blefaroplastica non ablativa


Ven 01/01/2016 | Dott. Ester D'Amore

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Un inestetismo abbastanza diffuso è quello della ptosi palpebrale dettata da un rilassamento della palpebra, causato da un invecchiamento della cute, o meglio ancora, del muscolo palpebrale.


 


Questo inestetismo, spiega la Dott.ssa D’Amore, è vissuto spesso come un disagio dai pazienti. A questo proposito, fino a qualche anno fa, la soluzione a questo problema era la chirurgia plastica, mediante un intervento che provvedeva a risolvere definitivamente l’inestetismo.


 


Poiché non sempre i pazienti sono disposti a sottoporsi ad interventi di questo tipo, prosegue la Dott.ssa D’Amore, diventa una soluzione interessante ricorrere alla Blefaroplastica non ablativa, la quale si serve di uno strumento per la sublimazione dermica che non vuole essere una sostituzione dell’intervento vero e proprio, ma che sicuramente può rappresentare un’alternativa soddisfacente per la correzione della ptosi palpebrale di media e lieve entità.


 


A questo proposito, interessante è il caso di tre pazienti che lamentavano un disagio riguardante questo inestetismo.


A tutti e tre è stata proposto un intervento di Blefaroplastica non ablativa, dove finalmente si evita l’utilizzo del bisturi: si effettua infatti senza anestesia (se non locale con pomate a base di lidocaina), non necessita di sutura, e permette di accorciare la pelle senza incidere né modificare il muscolo orbicolare. A differenza dell’intervento tradizionale, la Blefaroplastica non ablativa non esporta l’eccesso di pelle ma si limita ad accorciare la cute palpebrale, aumentandone lo spessore e riportando quindi la cute allo stato precedente l’inestetismo.


 


È interessante osservare il caso di una paziente, M. C., che si è rivolta al nostro studio per una ptosi palpebrale superiore da circa sei anni. Dopo una visita e un consulto specialistico la paziente ha deciso di sottoporsi ad una Blefaroplastica non ablativa attraverso un’anestesia locale con crema a base di lidocaina, ricorrendo alla terapia di sublimazione termica.


La durata del trattamento è stata di dieci minuti, al termine dei quali nella zona interessata dal trattamento sono comparse alcune microcrosticine cadute dopo circa cinque giorni.


 Grazie alla Blefaroplastica non ablativa, conclude la Dott.ssa D’Amore, non si presentano edemi e, con la caduta delle croste, il risultato che si ottiene sarà la retrazione cicatriziale.













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