Ultima modifica Mar 17/03/2026 | Dott. Antonio Braucci
Il termine biohacking, nella comunicazione mainstream, viene spesso associato a pratiche di auto-sperimentazione, integrazione non guidata, dispositivi tecnologici e protocolli “fai da te”. Tuttavia, se riportato in un contesto medico rigoroso, il biohacking può essere reinterpretato in modo più utile e coerente, ossia come modulazione intenzionale dei meccanismi biologici dell’invecchiamento, con l’obiettivo di preservare funzione, resilienza e capacità rigenerativa dei tessuti. In questa chiave di interpretazione, il biohacking smette di essere un insieme di pratiche alternative e diventa un tema di interesse clinico, soprattutto per la medicina estetica e rigenerativa, dove la qualità tissutale rappresenta un determinante centrale del risultato terapeutico.
Medicina estetica
Napoli (NA)