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“Zoom Boom”: il ritocco in base alla forma del viso

“Zoom Boom”: il ritocco in base alla forma del viso


Gio 03/06/2021 | Dott. Daniela Marciani

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Il 2020 è stato l’anno delle videoconferenze: che sia per ragioni di lavoro o private, più di una volta ci si è trovati davanti alla videocamera del proprio PC o smartphone per poter interagire con le persone, vista la pandemia globale che ci ha necessariamente imposto un distanziamento sociale ed ha incrementato il ricorso allo smartworking.

Una riunione di lavoro o un brainstorming, un aperitivo con le amiche o un compleanno: tutto rigorosamente in videocall, con il volto in primo piano. La webcam è diventata improvvisamente la nuova versione dello specchio. Il nostro volto è sempre davanti a noi, con i suoi punti di forza ma anche con i suoi difetti, che prima magari venivano alla luce solo al mattino o al termine della giornata, durante le operazioni di skin care quotidiano.

Questo ha portato inevitabilmente ad un fenomeno che ha preso il nome di “zoom boom”, ossia a un vero e proprio “boom” di richieste di ritocchi al volto per correggere difetti di natura estetica come ad esempio lassità cutanee e rughe, ma anche perdita dei volumi e dell’ovale del volto. Sono aumentate anche le richieste di trattamenti per occhiaie, borse e rughe intorno agli occhi (le cosiddette “zampe di gallina”) essendo lo sguardo sempre al centro dell’attenzione, sia in videocall che fuori, essendo l’unica parte del volto non coperta dalla mascherina.

È inoltre dimostrato che la luce blu emanata dai dispositivi elettronici come pc, tablet e smartphone influisce negativamente sulla qualità della pelle del viso. La luce blu naturale è una componente della radiazione solare che fa parte della radiazione visibile, e che normalmente ci arriva con un’intensità costante ma molto debole, per cui non arreca danni quanto i raggi UVA e UVB.

Se prendiamo però in considerazione la luce blu artificiale, ossia quella emanata dagli schemi LED e in generale dagli apparecchi elettronici, in relazione a quella che è la soglia di comfort visivo, vediamo che essa può generare un’intensità di luce fino a 1000 volte superiore rispetto a tale soglia. La luce blu è in ogni caso meno dannosa delle radiazioni UV, ma visto il tempo che mediamente si trascorre davanti ai dispositivi elettronici, il suo effetto sull’invecchiamento cutaneo potrebbe non essere trascurabile.

Gli effetti della luce blu si possono ricondurre in primis ad un aumento dello stress ossidativo (effetto analogo a quello dei raggi UV), che comporta un aumento dei radicali liberi che rappresentano molecole implicate nel processo di invecchiamento cellulare. In seconda battuta, è stato visto che la luce blu può penetrare in profondità fino a raggiungere il derma e colpire collagene ed elastina, con conseguenti danni come comparsa o accentuazione di rughe, cedimenti cutanei e iperpigmentazione cutanea.

Non è un caso se le richieste di ritocco al viso in medicina estetica sono aumentate nella seconda metà del 2020: dopo mesi di smartworking e videocall, in molti hanno riferito di sentirsi più stanchi e affaticati, nonché a disagio perché non si sentono in armonia con il proprio volto quando questo viene inquadrato dalla videocamera del PC.

Fortunatamente oggi la medicina estetica mette a disposizione tecniche e protocolli non invasivi o mini invasivi, quali ad esempio i filler oppure gli innovativi ultrasuoni microfocalizzati, che permettono di ottenere attraverso anche una sola seduta ottimi risultati in termini di miglioramento della qualità della pelle e della forma del viso.

 

Quali sono i segni dell’invecchiamento cutaneo accentuati dal “Zoom Boom”


I segni principali dell’invecchiamento cutaneo sono costituiti da rughe, lassità cutanea a perdita dei volumi del volto. Essi compaiono progressivamente con l’età, e sono attribuibili agli effetti del cronoaging e del fotoaging.

Il cronoaging è l’invecchiamento legato alla progressione dell’età anagrafica: con il tempo l’organismo rallenta sempre di più la produzione di collagene, la proteina che nel derma forma con l’elastina una rete solida ed elastica a sostegno dell’epidermide.
Nel fotoaging sono invece compresi tutti quegli effetti derivanti dall’esposizione ai raggi UV, e quindi anche ad un utilizzo eccessivo dei dispositivi elettronici e alla conseguente luce blu artificiale.

Cronoaging e fotoaging causano una progressiva perdita dei volumi e dell’ovale del volto legati ad un aumento della lassità del tessuto che tende a scivolare verso il basso, insieme alla comparsa e all’accentuazione delle rughe di espressione e delle rughe attiniche o da tramatura cutanea. L’esposizione costante alla luce blu provoca anche una perdita di luminosità e freschezza della pelle, che appare più “grigia” e più stanca.

 

Perdita dei volumi e dell’ovale del volto: filler per un “ritocco” in base alla forma del viso


L’idrossiapatite di calcio è una molecola innovativa che si è rivelata particolarmente efficace nel trattamento della perdita dei volumi del terzo inferiore del volto caratteristica dell’invecchiamento cutaneo.
I filler di ultima generazione presentano una formulazione a base di microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in un gel carrier di carbossicellulosa. Quello che si riesce ad ottenere è un duplice effetto: da una parte le microsfere di idrossiapatite di calcio lavorano fornendo ai fibroblasti del derma uno stimolo meccanico per produrre nuovo collagene, dall’altra il gel di carbossicellulosa dona un effetto riempimento immediato.
Il risultato è quindi visibile sia subito dopo il trattamento in termini di riempimento e ripristino dei volumi, nonché migliora nel tempo man mano che i fibroblasti producono nuovo collagene. Il tessuto cutaneo riacquista così anche le naturali caratteristiche di compattezza ed elasticità.

 

Ringiovanire e restituire luminosità al volto: gli ultrasuoni microfocalizzati


Altra tecnica innovativa per il ringiovanimento cutaneo è quella degli ultrasuoni microfocalizzati sotto guida ecografica. In questo caso, il principio che si sfrutta e quello del calore ad una determinata frequenza, il quale penetra in profondità fino ad arrivare al derma dove stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene, andando a ripristinare le naturali riserve che sono andare perse a causa dell’età. In questo modo di ottiene un ricambio efficace tra molecole vecchie e nuove, ripristinando le naturali caratteristiche di compattezza ed elasticità dell’epidermide. Di conseguenza, si ottiene anche una riduzione o eliminazione delle rughe, facendo apparire il volto naturalmente più giovane.
In questo trattamento l’aspetto più innovativo è quello di poter lavorare sotto guida ecografica, per cui il medico riesca a direzionare il calore in maniera estremamente precisa sia come intensità e sia come direzione, ottimizzando il risultato.
In questo caso il risultato potrebbe nono essere immediatamente visibile ma migliorare nelle settimane successive, perché bisogna dare tempo ai fibroblasti di produrre nuovo collagene.

 

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