Gli ultrasuoni microfocalizzati per il ringiovanimento cutaneo

13 Giugno 2019 | Ricciuti Francesco

Attraverso l’invecchiamento cutaneo, avviene non solo una riduzione nell’acqua, quindi una disidratazione e una maggior lassità dei tessuti con perdita dei profili, ma anche una riduzione del collagene.

Al fine di ritardare o comunque migliorare quello che è l’invecchiamento cutaneo, oggi si possono attuare tantissime metodiche.

Nel mio studio mi avvalgo di ausili diagnostico-terapeutici, al fine di rendere più veloce,più smart e meno traumatico possibile quelle che sono le tecniche per rallentare l’invecchiamento cutaneo.

Tra queste tecniche il Dottore parla degli utrasuoni microfocalizzati. Questo Medical Device che, grazie al controllo ecografico, permette di colpire con precisione la struttura anatomica di nostro interesse.

Gli utrasuoni microfocalizzati agiscono provocando un surriscaldamento, cioè un’energia che arriva a 60-70 gradi, capaci di denaturare il collagene, così da simulare una neocollagenogenesi.

Tutto ciò comporta una skin tightening, cioè una contrattura con un risollevamento dei tessuti nei piani sovrastanti.

A differenza di altri trattamenti, come la radiofrequenza o il laser, gli utrasuoni microfocalizzati sono capaci di arrivare nelle strutture profonde dei tessuti, senza recare danno alle strutture sovrastanti.

Gli utrasuoni microfocalizzati possono essere utilizzati su tutti: uomini, donne, fototipi chiari, fototipi scuri e in qualsiasi stagione dell’anno.

Il trattamento dà un effetto assolutamente naturale e il più duraturo possibile.

 

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