Lifting high-tech per tutte le stagioni

Lifting high-tech per tutte le stagioni


Ven 20/03/2015 | Dott. Marina Romagnoli

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Il potere delle onde sonore per un ringiovanimento natural look.


 

 

 

 

Il protocollo che migliora la compattezza cutanea, riduce il rilassamento del volto e del collo e combatte le rughe più profonde del labbro, dell'area perioculare, del collo e del décolleté. A differenza del lifting chirurgico non richiede interruzione della vita sociale nè dell'esposizione al sole ed ha scarse controindicazioni. Parliamo di un refreshing energetico per i nostri tessuti indicato quando l'intervento chirurgico risulta prematuro, se è controindicato per condizioni di salute o non si possono o vogliono affrontere i disagi ed i rischi della chirurgia, ma anche quando un intervento già eseguito necessita di un potenziamento. Il trattamento può essere condotto sull'intero volto per migliorarne l'ovale, ridurre i rilassamenti palpebrali, le pliche naso labiali ed il rilassamento sottomentoniero e del collo, ma anche per ridare compattezza e luminosità e migliorare le rughe perioculari, periorali e del décolleté. Ogni sede prevede l'uso di diversi protocolli certificati per efficacia e sicurezza.

Le altre tecnologie

Sono talmente tante le possibilità di trattamento con alte tecnologie oggigiorno che, così come spesso richiesto dai pazienti, è giusto far capire le differenze esistenti tra loro per meglio orientarsi nella scelta.
Intanto parliamo di trattamenti eseguiti solo ed esclusivamente dal medico, poiché la classe di appartenenza dei dispositivi utilizzati durante i protocolli di trattamento è quella dei macchinari elettromedicali in classe quarta, che per potenza e registrazione al ministero della sanità non possono essere usati da altre figure professionali.

Laser, luci pulsate, infrarossi, radiofrequenze ed anche gli ultrasuoni (onde sonore)  sfruttano tutte la capacità di produrre calore all'interno dei tessuti.
Questo calore sappiamo essere in grado di attivare le cellule che producono nuove fibre collagene riparando e rinnovando i nostri tessuti in modo graduale nei tre mesi successivi alla seduta.

In cosa differiscono quindi queste diverse tecnologie?

La principale differenza tra le tecnologie utilizzate è data dalle modalità del trattamento, più o meno invasivo, dalle sue controindicazioni, dal percepito del paziente durante e dopo la seduta, dal numero di sedute necessario, dalle precauzioni prescritte per ottenere il miglior risultato col minor rischio di problemi. La differenza più importante però riguarda il tipo di risultato che i diversi trattamenti sono in grado di ottenere e quest'ultimo è legato alla profondità alla quale sono in grado di generare lo stimolo alla produzione di nuove fibre collagene.

Laser vascolari come il dye, l'alessandrite, il diodo e l'ndyag oltre a funzionare per l'eliminazione di inestetismi legati a dilatazioni vascolari e macchie da deposito di melanina agiscono sulla luminosità e sulla trama cutanea lavorando sul derma superficiale e sull'epidermide. La loro efficacia è inoltre subordinata alla presenza di depositi di melanina ed alla presenza di emoglobina, per la loro capacità di trasformare la luce in calore. Il limite di queste metodiche è dato da lievi rossori e gonfiori nei primi giorni dopo la seduta e dall'impossibilità di trattare cuti abbronzate e che si espongono al sole.
Promossa comunque la loro utilità per capillari, macchie e luminosità.

Trattamenti che sfruttano radiofrequenza ed infrarossi sono in grado di determinare la produzione di nuove fibre collagene anche su tessuti più profondi e quindi, per la prima volta col loro avvento, è stato possibile intervenire sul rilassamento cutaneo in modo non chirurgico col limite però di intervenire su un volume di tessuto che interessa anche la superficie cutanea e che non si vorrebbe dunque coinvolgere.
Questo crea la necessità di una refrigerazione per evitare scottature o l'utilizzo di temperature inferiori a quelle efficaci.
Risultati quindi più difficili da prevedere e maggior rischio di effetti collaterali, ma trattamenti promossi sicuramente per il rassodamento del corpo.

Con la metodica ad ultrasuoni  siamo in grado di determinare la produzione di nuove fibre collagene su tre diversi piani; il protocollo, adatto a tutti i fototipi, agisce su piccole aree puntiformi, a precise profondità, dalle quali inizia un processo in tre fasi.

Fase uno: le fibre collagene si accorciano creando un primo effetto lifting

Fase due: inizia il richiamo di cellule che promuovono la produzione di fibre collagene nuove e di sostanze che stimolano la produzione di acido Ialuronico.

Fase tre: il tessuto più compatto ed inspessito si rimodella e stabilizza con migliore organizzazione anche delle fibre elastiche.

Questi processi per la prima volta vengono riprodotti con un unico trattamento su tre piani diversi:

1) lo strato muscolare, (strato muscolo aponeurotico detto SMAS e platisma) fino ad oggi mai raggiunto da una metodica non invasiva;

2) il sottocute;

3) il derma profondo.

Questa caratteristica ci permette di distinguere questa metodica da tutte le precedenti in quanto può portare ad un miglioramento sia sul versante del tono cutaneo che su quello delle rughe e della luminosità intervenendo con estrema precisione su tre piani a 4,5 - 3 ed 1,5 mm di profondità grazie all'ausilio di tre trasduttori. Il trattamento può e deve essere personalizzato in base allo spessore cutaneo ed alla gravità del rilassamento.
Questo chiarisce quanto sia importante l'esperienza del medico esecutore nonostante protocolli internazionali collaudati semplifichino il suo compito.
Lo sviluppo delle fasi si articola nei successivi tre mesi durante i quali si avrà un progressivo miglioramento, ma l'ultima fase prosegue fino a 12 mesi dopo. Gli effetti clinici del miglioramento cutaneo si mantengono infatti fino a 12/18 mesi.
L'uso cronico di alcuni farmaci e malattie come il diabete possono rallentare il processo e ridurre l'efficacia.
Dopo il consenso e le foto di rito il paziente viene valutato da seduto per disegnare le aree di intervento.
Una seduta unica è sufficiente anche se il piano terapeutico potrebbe prevedere un ritocco dopo tre/ quattro mesi, il tempo necessario per valutare i risultati. Gli ultrasuoni utilizzati durante il protocollo non intervengono su macchie, capillari o volumi mancanti come zigomi o labbra la cui correzione concorre nel ridare freschezza e salute al nostro aspetto.




A cura del dott.ssa Marina Romagnoli  ⇓ CONTATTA ⇓

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Romagnoli Marina

Autore

Dermatologia,Medicina estetica

Genova (GE)


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